Roots! n.200 giugno 2021 Venetian Snares – Rossz Csillag Alatt Születtett

Venetian Snares - Rossz Csillag Alatt Születtett

Venetian Snares – Rossz Csillag Alatt Születtett

(2005, Planet Mu Records)

by Simone Rossetti

Se il capolavoro di per se non esiste (ne abbiamo parlato diffusamente qui) come altro definire questo album? Aaron Funk (alias Venetian Snares), musicista e compositore canadese (Winnipeg, Manitoba) che si muove molto liberamente all’interno della così detta musica elettronica (mai come in questo caso un’etichetta di genere che non vuol dire assolutamente nulla); molti di voi avranno da storcere il naso nel leggere “musica elettronica” (a tal proposito potremmo aggiungere, sperimentale o meglio IDM, Intelligent Dance Music), siete completamente fuori strada, ascoltatevi questo Rossz Csillag Alatt Születtett liberi da qualsiasi convenzione, preconcetto, pregiudizio, preclusione e da qualsiasi altra stronzata possibile e poi ne riparliamo. Un’opera aliena, disturbante, fragile e di immensa bellezza che sembra raccogliere le spoglie di questo mondo per portarle altrove ma c’è anche altro. Ungheria, Budapest, i suoi tetti, i suoi piccioni (vedasi l’artwork), la sua musica; Szomorú Vasárnap (canzone del pianista e compositore ungherese Rezső Seress del quale vi invitiamo a leggere la drammatica ed ineluttabile storia), Billie Holiday (proprio lei e della quale ne parliamo qui), Béla Bartók, Igor Stravinsky, Gustav Mahler, Paganini, Prokofiev, musica classica, contemporanea, jazz, poi, poi c’è Aaron Funk che gioca con i suoi breakcore e questa musica come se fossero una cosa sola (e lo sono, lo diventeranno), ne è il cuoco, l’alchimista, lo stregone, il negromante, l’incantatore, che altro, passione, dedizione totale e genio.

Tracks:

  1. Sikertelenség – 2. Szerencsétlen – 3. Öngyilkos Vasárnap – 4. Felbomlasztott Mentőkocsi – 5. Hajnal – 6. Galamb Egyedül – 7. Második Galamb – 8. Szamár Madár – 9. Hiszékeny – 10. Kétsarkú Mozgalom – 11. Senki Dala

Lasciatela scorrere, lasciate che questa musica diventi un tutt’uno con le vostre budella, con la vostra anima, accoglietela come gli alberi del bosco accolgono le prime nebbie autunnali (e credeteci, se non volete rischiare di rovinarvi l’ascolto non esistono molti altri modi); la sensazione, a pelle, sarà quella di uno spaesamento totale, non importa, vi sarà tutto più chiaro in seguito, è questo fottuto mondo, solo questo fottuto mondo nel suo tragico, ineluttabile e malinconico scorrere, certo, riletto, destrutturato, nuovamente ricomposto e re-inventato ma il risultato non cambia. Sonorità cupe, malinconiche, beat di scuola IDM che si rincoreranno in un moto perpetuo ma anche improvvise e maestose aperture armoniche e melodiche rubate all’oblio di un tempo; Musica, tecnica (enorme) e spiritualità, fantasmi di ieri e di oggi. Noi ci fermiamo qui, l’input giusto ve lo abbiamo dato, il resto sarà solo una vostra scelta, non abbiamo la presunzione né la voglia di “spiegarvelo”, Rossz Csillag Alatt Születtett (in ungherese, più o meno, Nato Sotto Una Cattiva Stella o Nato Sotto Una Stella Sbagliata) è tutto questo e molto, molto altro, troppo, un ascolto che non vi consigliamo tanto sanguina di vita, di quel pulsare sfuggente che comprenderemo appieno solo di fronte ad una fine; Hajnal fra tutte, di un tutto. Siete su Roots! e come sempre buon ascolto (qui o qui).

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