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Roots! n.121 marzo 2021

Vacuum Tree Head-Rhizomique

Autore: Vacuum Tree Head

Titolo: Rhizomique

Anno: 2019

Genere: Contemporary Jazz, experimental, avantgarde

Città: San Francisco (California)

Tracks: 1 Hegemony Cricket – 2 Bosses – 3 Nubdug – 4 Marlon Brando – 5 Mystic Chord – 6 Gnostic Charms – 7 Meritaten – 8 EMS Deluxe – 9 Bubbleclaw

 

 

Componenti: Steve Adams (sassofono baritono), Jason Bellenkes (sassofoni, clarinetto, flauto), Jason Berry (suoni elettronici e strumentazione aggiuntiva), Myles Boisen (chitarre lap steel e pedal steel), Amanda Chaudhary (tastiere, sintetizzatori, elettronica ), Richard Corny (chitarre elettriche), Michael de la Cuesta (vibrafono, sitar, percussioni, chitarre, sintetizzatori), Justin Markovits (batteria), Joshua Marshall (sassofono tenore), Amy X Neuburg (voce), Brett Warren (bassi elettrici)

Etichetta: Autoprodotto

Formato: CD, digitale

Sito web: https://www.facebook.com/VACUUMTREEHEADandNUBDUGENSEMBLE/

Vacuum Tree Head-Rhizomique 

by Simone Rossetti

Se i gigli nascessero al rovescio, se le rose nascessero al rovescio, se le radici guardassero le stelle, e il morto non chiudesse gli occhi, saremmo come cigni” (da Terra di García Lorca)

Se ne avete abbastanza di tutta questa mediocrità e banalità che ci viene propinata quotidianamente forse questo album dei Vacuum Tree Head può fare al caso vostro, in caso contrario, come diciamo sempre, nessun problema ma almeno datevi una possibilità che altrimenti non sapreste di avere. “We recorded in whatever style we wanted, on whatever instrument we could get our hands on, in whichever manner we pleased”, solo poche parole ma che bastano ed avanzano a definire l’approccio musicale di questi Vacuum Tree Head. Jason Berry e Michael De La Cuesta, amici e fondatori di questo progetto nato nel 1989 a sud di San Josè (California) ed arrivato ostinatamente e con passione fino ai giorni nostri; quest’ultimo lavoro, Rhizomique, risale al dicembre del 2019, solo pochi mesi dopo ed il mondo non sarebbe più stato come lo conoscevamo fino ad allora (ma lasciatecelo dire, semplicemente tutta la merda di prima che è salita a galla e beatamente ci resta). Un misto di jazz dalle molteplici influenze ma meglio sarebbe dire dalle molteplici intuizioni (la cosa è ben diversa), jazz, fusion, world music, prog, exp e tutto quello che vi può passare per la testa perchè in questo lavoro di limiti non ce ne sono, anzi, uno c’è e visto che state leggendo Roots! sapete bene che non ci interessa compiacere nessuno ma (nel bene e nel male) semplicemente “osserviamo” e se di limite si può parlare (perchè poi alla fine è tutto relativo) questo è il “tempo”, qualche volta è la sua estrema durata, altre, come in questo caso, la brevità di alcuni brani, un limite temporale che non consente alla musica di diventare “compiuta”, cosa che non vale ovviamente sempre e, sia ben chiaro, resta comunque una considerazione personale. Compiutezza, parola astratta che può voler dire tutto e nulla, nella musica come nella poesia ma necessaria, Rhizomique è questo in tutte le sue umani contraddizioni; i 5 minuti e 19 secondi di EMS Deluxe sono una vertigine di jazz elettrico da masturbazione, ritmi sincopati, basso pulsante dai sapori funky-soul, un groove micidiale, la voce, splendida (anche se non propriamente jazz-standard) di Amy X Neuburg, riff elettrici e tastiere fusion, il necessario scorrere perfetto, qui su Roots! diremmo “saziante”. Altro brano di notevole intensità è Marlon Brando, un jazz destrutturato e dissonante con parti più eteree che vanno ad alternarsi a momenti più duri, una sezione fiati che agisce in perfetta interazione e la voce di Neuburg che sa bene come incantare soprattutto quando scende sulle note più basse, un’abisso tutto da esplorare. C’è Nudbug, un gran pezzo polveroso ed appiccicoso che si muove fra jazz e sonorità blues cariche di elettricità in un crescendo “anomalo” di estrema bellezza ma che purtroppo dovrà fare i conti con un minutaggio che non gli rende merito, cioè, non ci sfama e se ne vorrebbe ancora; Bosses è un altro brano che nella sua brevità sa spaziare fra diversi generi e stili, così come Meritaten o la più dura Gnostic Charms che nella suo pur scarso minutaggio racchiude un mondo. Un mondo appunto, un mondo-altro rispetto a quello che possiamo quotidianamente comprare su di un qualsiasi volantino pubblicitario da supermercato; sappiamo quello che state pensando, la vita (il suo sopravvivere) passa anche e soprattutto da questi volantini, cosa che vale anche per noi e non ci vergognamo a dirlo ma non per Roots!; Rhizomique è un bell’abum, non imprescindibile ma con delle potenzialità enormi, per intuizioni soprattutto, non sappiamo come e se evolverà ed in quali direzioni ma questo è un gran bel sentire, una musica necessaria per essere “come cigni” in tempi di struzzi (senza offesa per gli struzzi). Da Roots! è tutto, qui dove potrete fare una vostra scelta. Buon ascolto.

 

Vacuum Tree Head-Rhizomique

by Simone Rossetti

Translated by Queen Lady

“If the lilies were born upside down, if the roses were born upside down, if the roots looked at the stars, and the dead did not close their eyes, we would be like swans” (from the Land of García Lorca).

If you have had enough of all this mediocrity and banality that is served up to us every day, maybe this Vacuum Tree Head album can be for you, otherwise, as we always say here on Roots!, no problem but at least give yourself a chance that otherwise you won’t you would know you have. “We recorded in whatever style we wanted, on whatever instrument we could get our hands on, in whichever manner we pleased“, only a few words but that are enough and advance to define the musical approach of these Vacuum Tree Heads. Jason Berry and Michael De La Cuesta, friends and founders of this project born in 1989 south of San Josè (California) and stubbornly and passionately arrived to the present day; this latest work, Rhizomique, dates back to December 2019, just a few months later and the world would no longer be as we knew it until then (but let us tell you, just all the shit from before that has surfaced and blissfully remains for us. ). A mix of jazz with multiple influences but it would be better to say with multiple intuitions (the thing is very different),jazz, fusion, world music, prog, exp and everything that can go through your head because in this work there are no limits, indeed, there is one and since you are reading Roots! you know well that we are not interested in pleasing anyone but (for better or for worse) we simply “observe” and if we can talk about the limit (because in the end it is all relative) this is “time”, sometimes it is its extreme duration , others, as in this case, the brevity of some pieces, a time limit that does not allow the music to become “complete”, which obviously does not always apply and, let’s be clear, it remains a personal consideration. Completeness, an abstract word that can mean everything and nothing, in music as in poetry but necessary, Rhizomique is this in all its human contradictions; the 5 minutes and 19 seconds of EMS Deluxe are a vertigo of electric masturbation jazz, syncopated rhythms, pulsating bass with funky-soul flavors, a deadly groove, the voice, splendid (even if not exactly jazz-standard) by Amy X Neuburg , electric riffs and fusion keyboards, the perfect swipe needed, here at Roots! we would say “satiating”. Another piece of considerable intensity is Marlon Brando, a deconstructed and dissonant jazz with more ethereal parts that alternate with harder moments, a horn section that acts in perfect interaction and Neuburg’s voice who knows how to enchant especially when he descends on the notes. lower, an abyss to be explored. There is Nudbug, a great dusty and sticky piece that moves between jazz and blues sounds charged with electricity in an “anomalous” crescendo of extreme beauty but which unfortunately will have to deal with a length of time that does not make it merit, that is, not it feeds us and would like more; Bosses is another song that in its brevity knows how to range between different genres and styles, as well as Meritaten or the harder Gnostic Charms which in its poor running time contains a world. A world indeed, a world-other than what we can buy every day on any supermarket advertising flyer; we know what you are thinking, life(its survival) also and above all passes through these flyers, which is also true for us and we aren’t ashamed to say it but not for Roots!; Rhizomique is a nice album, not essential but with enormous potential, especially for intuitions, we do not know how and if it will evolve and in which directions but this is a great feeling, a music necessary to be “like swans” in times of ostriches (no offense to ostriches). From Roots! that’s all, here where you can make your choice. Have a good listening.

 

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