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Roots! n.128 marzo 2021

Upright Sinners-Upright Sinners

Autore: Upright Sinners

Titolo: Upright Sinners

Tracks: 01 She’s The One Who’s Got It – 02 Get Off the Floor – 03 Leave Me alone – 04 Don’t Look Down – 05 Wastin’ Your Time

Anno: 2020

Genere: Punk-rock, garage, Paisley Underground

Città: Manchester-Bristol

Componenti: Mickey Rose (chitarra, voce), Andrew Bolt (chitarra), Martin Manoeuvre (basso), Selena Clements Woolnough (batteria)

Etichetta: Aldora Britain Records

Formato: Digitale

Sito web: https://www.facebook.com/Upright-Sinners-664831296962450/

Upright Sinners-Upright sinners

by Simone Rossetti

E perchè no?? Ed eccoci così a parlare di un piccolissimo album che probabilmente non cambierà la storia del rock né scalerà nessuna patinata classifica ma che nella sua pur “ordinarietà” ha qualcosa di interessante oltre che di piacevole ma andiamo per ordine; inglesi (fra Manchester e Bristol), la più classica delle formazioni rock’n’roll, due chitarre, basso, batteria, voce e “buona la prima”, Ep di debutto risalente al dicembre del 2020 e distrubuito (per ora disponibile solo in digitale) dall’ottima etichetta indipendente Aldora Britain Records. Prendete il punk-rock degli Stooges ed immergetelo in sonorità più tipicamente beat anni 60, miscelate ben bene il tutto ed otterrete un qualcosa di molto simile a quella scena musicale nata intorno a Los Angeles nei primissimi anni 80 e denominata Paisley Underground ma non solo, c’è anche altro (altrimenti perchè sarebbe interessante?); primo, la ritmica ed il suono della batteria di Selena Clements Woolnough, niente virtuosismi inutili ma quanto di più essenziale possa esserci, scarna, precisa, in un semplice rock’n’roll che potrebbe ricordare quello dei primissimi Jesus And Mary Chain, secondo e sempre a proposito di rock’n’roll, il suono elettrico delle due chitarre di chiara tradizione anni 50/60, da Bo Diddley a Chuck Berry per capirsi, un semplice ma piacevole ritorno alle sacre origini; tutto qui? Si e no, nel senso che poi ci sono queste 5 tracce e ve lo diciamo subito, dannatamente intriganti, ricche di musicalità, mai scontate o banali, niente di particolarmente complesso o sofisticato ma nella loro semplicità eccellenti. Prendete ad esempio la bellissima Don’t Look Down dalle atmosfere tipicamente Paisley, un brano che sembra stato scritto dai primi e migliori (lasciamo perdere le reunion) Dream Syndicate (ma potremmo citare anche i Green On Reed o gli australiani Died Pretty), sonorità elettro-acustiche profumate di psichedelia e condite da un refrain  perfetto che vi si appiccicherà addosso come miele, ma c’è anche la più garage She’s The One Who’s Got It, un rock’n’roll che sa di blues o se preferite di “Ritorno Al Futuro” (avete presente quando Marty suona Johnny B. Goode alla festa scolastica? Ecco, la sensazione è esattamente la stessa), un bel suono pastoso e grezzo ma senza eccedere con le chitarre di Mickey Rose e Andrew Bolt che ci danno dentro come possedute dal demonio (quello del rock’n’roll) ed in più i classici coretti anni 60, un sentire che di questi tempi fa bene allo spirito ed al corpo. C’è lo psycho-garage di Leave Me Alone in stile Cramps dall’incedere più scuro e blues dei pezzi precedenti ma senza smarrire la via maestra del rock’n’roll, chitarre riverberate e fuzz che lasceranno il posto ad un bel solo che sembra essere suonato direttamente da Chuck Berry, si può volere di più?; si torna su atmosfere più rilassate e Paisley nell’ottima Wastin’ Your Time ed anche qui si ritrova quella piacevolezza di ascolto che è cosa rara e quasi dimenticata. Intendiamoci, questo Upright Sinners è musicalmente quanto di più “semplice” (notate le virgolette) possa esserci, non cerca sofisticatezze varie né soluzioni più moderne o accomodanti, niente di particolare si dirà, vero ma è la piacevolezza e naturalità del suo scorrere che lo rendono in qualche modo speciale e ben riuscito. Detto questo se preferite un suono alla Pink Floyd non è qui che lo troverete ma potrebbe rivelarsi ugualmente una sorpresa e nell’attesa di un suo seguito, che già assaporiamo, non ci resta come sempre che salutarvi; da Roots! è tutto e buon ascolto (qui).     

 

Upright Sinners-Upright sinners

by Simone Rossetti

Translated by Queen Lady

Why not?? And here we are talking about a very small album that probably will not change the history of rock nor will it climb any glossy charts but which in its “ordinaryness” has something interesting as well as pleasant but let’s go in order; English (between Manchester and Bristol), the most classic of rock’n’roll formations, two guitars, bass, drums, vocals and “good first”, debut Ep dating back to December 2020 and distributed (for now only available in digital) from the excellent independent label Aldora Britain Records. Take the punk-rock of the Stooges and immerse it in more typically 60s beat sounds, mix everything well and you will get something very similar to that music scene born around Los Angeles in the early 80s and called Paisley Underground but not only. there is also more (otherwise why would it be interesting?); first, the rhythm and the sound of the drums of Selena Clements Woolnough, no useless virtuosity but the most essential thing there can be, lean, precise, in a simple rock’n’roll that could recall that of the first Jesus And Mary Chain, second and still speaking of rock’n’roll, the electric sound of the two guitars with a clear tradition of the 50s / 60s, from Bo Diddley to Chuck Berry, a simple but pleasant return to the sacred origins; that’s all? Yes and no, in the sense that then there are these 5 tracks and we tell you immediately, damn intriguing, rich in musicality, never predictable or banal, nothing particularly complex or sophisticated but excellent in their simplicity. Take for example the beautiful Don’t Look Down with a typically Paisley atmosphere, a song that seems to have been written by the first and best (forget the reunions) Dream Syndicate (but we could also mention Green On Reed or the Australians Died Pretty), sound electro-acoustic scented with psychedelia and seasoned with a perfect refrain that will stick on you like honey, but there is also the more garage She’s The One Who’s Got It, a rock’n’roll that tastes of blues or if you prefer ” Back to the Future” (you know when Marty plays Johnny B. Goode at the school party? Well, the feeling is exactly the same), a nice mellow and raw sound but without overdoing it with the guitars of Mickey Rose and Andrew Bolt that go into it as possessed by the devil (that of rock’n’roll) and in addition the classic 60s choirs, a feeling that these days is good for the spirit and the body. There is the psycho-garage of Leave Me Alone in Cramps style with a darker and bluesy gait than the previous pieces but without losing the high road of rock’n’roll, reverberated guitars and fuzz that will give way to a beautiful solo that seems to be played directly by Chuck Berry, could you want more ?; we return to more relaxed atmospheres and Paisley in the excellent Wastin ‘Your Time and here too we find that listening pleasure that is rare and almost forgotten. Mind you, this Upright Sinners is musically the most “simple” (note the quotation marks) there can be, it does not seek various sophistication or more modern or accommodating solutions, nothing particular will be said, true but it is the pleasantness and naturalness of its flow that they make it somehow special, honest and successful. Having said that, if you prefer a Pink Floyd sound this is not where you will find it but it could still be a surprise and while we are waiting for one of its followers, which we already savor, we just have to say goodbye as always; from Roots! it’s all and good listening (here).

 

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