Roots! n.532 settembre 2022 Tyrone Davis – Can I Change My Mind

Tyrone Davis - Can I Change My Mind

Tyrone Davis – Can I Change My Mind

(1969, DAKAR Records)

by Simone Rossetti

Domattina quando al vostro risveglio scoprirete che i vincitori di queste elezioni saranno proprio quelli di quanto più lontano possa esserci da un vostro “sentire”….non abbattetevi e mettete su questo discone di Tyrone Davis…perchè siamo solo ad un inizio e ci sarà quanto mai bisogno di una “luce” che splenda forte ed ostinata contro un “nero” che avanza…musica soul, soul come anima, soul come luce, soul come pace e consapevolezza.” (Roots!)

Tyrone Davis (1937 o ’38 – 2005), “Il ragazzo meraviglia” ed a ben vedere visti i successi che ha sfornato nel corso di una lunghissima carriera (e relativo riscontro economico)….No, non era una cosa così scontata quando si nasce in quel di Greenville, piccola cittadina del Mississippi, in un tempo in cui non si facevano tanti problemi (se eri “nero”) ad appenderti ad un albero (taluni oggi fanno uso di metodi ovviamente più moderni…) ed arrivare a vendere milioni di dischi…..è vero, gli esempi non mancano (nel blues, nel soul, nel jazz) ma non era una cosa così scontata (e mai lo sarà). Siamo nel 1969, Can I Change My Mind sarà il suo album di debutto, 100% soul, soul-funky (non ancora funky-soul), un album che a parte un paio di tracce forse troppo appesantite negli arrangiamenti ha un groove scarno e diretto, duro come la voce di Davis (più che un compositore il classico cantante o meglio interprete). Pezzi tosti…..l’iniziale She’s Lookin’ Good dal groove immenso, tiratissima, da spararsi direttamente nel cervello e nelle vene, Knok On Wood scura ballad di scuola Otis Redding e Wilson Pickett densa fino a raschiare la gola e l’anima….la solarità contagiosa di Have You Ever Wondered Why?, di Slip Away o della stessa titletrack capace da sola di illuminare le tenebre di questo mondo….ma non è finita perché pezzi come Open The Door To Your Heart o Just The One I’ve Been Looking For non saranno da meno, è soul ma si “sente” che qualcosa sta cambiando e inevitabilmente si farà “altro”…..a chiudere A Woman Needs To Be Loved  una ballad “nera” come le acque delle paludi del Mississippi e con una interpretazione vocale di Davis potente, dolorosa, al limite di un andare definitivamente in pezzi. Can I Change My Mind, Posso Cambiare Idea….album che suona già bello di suo ma se lo ascolterete domani mattina acquisterà tutto un altro spessore, tutto un altro essere, il vostro. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).

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