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Roots! n.66 dicembre 2020

Tommaso Mantelli-9 Useless Tunes

Autore: Tommaso Mantelli

Titolo: 9 Useless Tunes

Anno: 2020

Genere: acoustic rock

Città: Treviso

Componenti: Tommaso Mantelli (chitarra, voce)

Etichetta: Shirec

Formato: digitale, CD

Sito web: https://www.facebook.com/tommasomantell/

Tommaso Mantelli-9 Useless Tunes

by Simone Rossetti

9 Useless Tunes, ed è vero, sono “9 inutili brani”, la domanda da porsi è casomai un altra, se abbiamo davvero bisogno di tutte quelle stronzate presunte utili che quotidianamente ci propinano, lasciate perdere e godetevi questi 9 inutili brani lasciati al caso e a se stessi, se poi inutili lo siano davvero spetterà solo a voi deciderlo; Tommaso Mantelli (Il Teatro Degli Orrori, Sick Tamburo ed altre collaborazioni oltre a progetti solisti) ci prova e sceglie una dimensione più intima e prevalentemente acustica (solo chitarra e voce) pubblicando per la Shyrec questo 9 Useless Tunes (marzo 2020). Testi in inglese, una discreta voce che almeno personalmente ricorda moltissimo quella di Lenny Kravitz anche se in un contesto diverso (ma non troppo); sonorità acustiche, introspettive, velatamente malinconiche ma non tristi, per farla breve il buon vecchio e classico cantautorato rock di scuola americana anni 70 (ma anche 80 e 90) riletto però in un ottica più adatta a questi tempi e con una personale sensibilità; saranno anche brani inutili ma scorrono bene, si ascoltano piacevolmente e soprattutto sanno di onesto e di quella  passione autentica ben lontana da certe produzioni indie tanto usate nelle colonne sonore di insulse serie TV americane; detto questo non aspettatevi miracoli, è un album che va preso ed ascoltato in tutta la sua semplicità, l’unico appunto che, forse, gli si potrebbe imputare è quello di non aver osato qualcosina in più a livello compositivo (ma non sarebbe stato nemmeno il contesto più idoneo), al di la di questo va comunque dato atto a Tommaso Mantelli di aver fatto una scelta artistica che merita tutto il rispetto, confrontarsi con la propria musica e con se stessi non è mai facile, ancor meno quando la dimensione è come in questo caso “casalinga” (la produzione però è ottima). Fra i brani che preferiamo (ma non ci sono pezzi minori e tutti sono di ottimo livello) c’è la più aspra Bitter Sweet Doomsday che in certi passaggi ricorda il “tocco” di Kurt Cobain o la stessa Which Game dai profumi blues e soul, bella anche la sognante Your Place In The Universe Is Perfect (qui i rimandi sono al grande Jeff Buckley); un altra bellissima traccia è It Can’t Be That Bad, dolce e riflessiva ma non scontata, perfetta per un risveglio domenicale sotto i primi raggi del sole, così come Just Around The Bend con un intenso refrain che chiede solo di essere ascoltato e riascoltato; noi però ci fermiamo qui e lasciamo a voi il piacere di scoprire il resto di questo piccolo lavoro, in fondo sono solo 9 Useless Tunes senza alcuna pretesa ma che sanno, a loro stessa insaputa, raccogliere i cocci della nostra anima e rimetterli in qualche modo insieme (almeno per un pò), non è poco, non sarà moltissimo, ma è quanto basta.  

 

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