Roots! n.270 settembre 2021

The Shameless - Love Condemnation

The Shameless – Love Condemnation

by Simone Rossetti

Se amate certe atmosfere in stile “murder ballads” questo sarà il vostro album, se al contrario preferite sonorità più vicine ad un desert-rock australiano questo sarà comunque il vostro album (del perchè di questa dualità ne riparleremo in seguito). Un bell’album che è fatto di un’attesa incombente, di un rituale e lento scorrere, di polvere ma soprattutto di storie; questo è Love Condemnation degli Shamless, formazione ragusana alla loro seconda prova dopo Blossoms pubblicato agli inizi del 2018; Ippolito Nicolini alla voce, piano e percussioni, Giuliano Spadaro alla chitarra elettrica ed acustica, backing vocals ed ukulele, Gaetano Scribano alla chitarra elettrica, acustica, classica e basso in Thriller Song, Alberto Difalco alla batteria e synth in Lord, Love Is Changing My Skin, Gianpaolo Cassarino al basso, backing vocals, synth, organo, piano e violino ed infine Lorenzo Manganaro “played strings” in Lord, Love Is Changing My Skin; diciamo subito una cosa, non è tutto oro quel che luccica ma è un lavoro che vi si avvicina, per onestà, senza strafare, senza particolari vette compositive (non è vero) o pezzi da classifica (vero) e con tutti i limiti che può avere, poi tutto è discutibile, opinabile, controvertibile e noi non siamo nessuno. Detto questo Love Condemnation è un album di “difficile interpretazione”, un album “double-face” e proprio per questo interessante, più lo ascoltiamo e più ci piace, più lo ascoltiamo e più ne comprendiamo le sue complessità ed i suoi “limiti”; compositivamente è notevole anche se qui preferiamo il loro lato più intimistico a quello prettamente rock, il limite, se di limite si può parlare, in realtà sono semplici considerazioni che lasciano il tempo che trovano, è la voce di Ippolito Nicolini, bella in certi momenti e “meno” in altri, forse pecca di qualche sfumatura in più o forse di quell’osare timbrico che ne siamo certi gli darebbe ancora più spessore ma anche così è comunque tanta roba poi si può sempre crescere e migliorare. Double-face, dualità e ad aprire l’album sarà proprio una tenera e cupa ballata in stile Nick Cave, Wonderful Times, bel pezzo corale con un refrain tutto in crescendo talmente arioso e nitido che vi sarà difficile togliervelo dalla testa; mentre sempre di ballata si tratta ma in una forma più desert-rock è Shower Your Love, polverosa e malinconica come quei pesaggi bruciati dal sole che si perdono in un orizzonte senza fine ed anche qui tanto di cappello ma sarà con la successiva Lord, Love Is Changing My Skin che gli Shameless raggiungeranno una delle vette più alte di questo lavoro, altra ballata notturna ed intimamente sofferta, un addio, una perdita, forse un ritrovarsi semplicemente diversi, e si, perfetta, perfetta nel suo lento scorrere dolce-amaro e bella interpretazione vocale di Nicolini, mai sopra le righe ma “densa”, fisica; si alzano i toni con la rock-roots Lovely Curls, pezzo più in stile Van Morrison, davvero niente male, ed a seguire ancora una ballata inizialmente per solo piano e voce, Eyes Open Wide, che dire, altra vetta compositiva, per classe, eleganza, per il suo scorrere naturale e semplice che intrattiene come storie d’altri tempi raccontate intorno al fuoco. Potremmo continuare ma non siamo la vostra lista della spesa né ci interessa esserlo, Love Condemnation è uno di quei rari album che richiedono “un momento” od una predisposizione che possono essere solo personali, il che è segno di “ricchezza”; non è un capolavoro ed al suo interno ci troverete, forse, anche qualche brano “minore” ma va bene così ed è giusto che sia così, non stiamo parlando di scatolette di un povero tonno prodotte in serie, c’è altro e merita, qualcosa da limare, è vero ma a questi ragazzi di certo non manca la personalità. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).

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