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Roots! n.56 novembre

The Radsters-Faster Than Police

Autore: Radsters

Titolo: Faster Than Police

Anno: 2019

Genere: punk-rock, rock’n roll

Città: Napoli

Componenti: Daniele (chitarra), Peppe (basso), Dario (voce), Andrea (Batteria)

Etichetta: n.d.

Formato: digitale

Sito web: https://www.facebook.com/theradsters

The Radsters-Faster Than Police

by Simone Rossetti

Non si può pretendere la puntualità, non da noi di Roots!, ma state pur tranquilli che prima o poi arriviamo, un pò come il morbillo in età adulta o quel babbo natale che vi ritrovate in giardino o in cantina alla vigilia di ferragosto; era solo il novembre dello scorso anno (2019) quando i Radsters rilasciarono alle stampe questo Faster Than Police, se ci pensate bene sembra passato un secolo, era tutto un altro mondo, cioè, era lo stesso fottutissimo mondo ma senza virus, senza mascherine, senza autocertificazioni, senza un superficiale quanto inutile bollettino serale dei decessi, senza tutto l’apparato statale di statistiche e di casualità; tanto lo sapete, non era migliore prima ma se poteva essere peggiore, oggi lo è, la musica per fortuna sa andare oltre le umani miserie, non basterà certo a salvarci ma una mano ce la può dare (stiamo parlando di Musica, quella con la m maiuscola, poi c’è anche quella plasificata ma per questa dovrete rivolgervi altrove, non qui su Roots!). I Radsters provengano da Napoli e malgrado lo spirito che li anima non sono più dei ragazzini (o forse è proprio grazie a questo spirito che lo sono ancora), Daniele alla chitarra, Peppe al basso, Dario alla voce e Andrea alla batteria, 15 anni e passa di attività e come non sentirli, sappiamo cosa state pensando ed è vero, il successo, quello che conta, guarda altrove, ma giusto per ricordarvelo stiamo parlando di Musica non di musicacca; chiarito questo concetto i Radsters pestano duro e lo sanno fare bene, che poi questa musica possa piacere o meno lo sapete quanto noi, i gusti sono gusti, qui non si pubblicizza nessuno, generalmente consigliamo (anche e soprattutto al di la dei propri gusti personali), quasi mai o mai sconsigliamo. Punk rock vecchia scuola, riff velocissimi, ritmica lanciata al massimo e pezzi che non superano il minuto e qualcosa, musica da bere tutta d’un sorso. La copertina dell’album ad una prima occhiata può sembrare un pò trash in realtà è simpatica, stile fumetto anni 70 con due Alfa Romeo della polizia che inseguono una “dolce” fanciulla a bordo della sua motocicletta, anzi, il primo brano, Motorpussy, è proprio l’artwork così come vi appare, un intro e a questo serve, a introdurvi nel giusto “climax”, poi arriva il resto, Smack Up, dannatamente veloce, suoni grezzi e sporchi (sembra quasi di ascoltare i primi Motorhead) ma l’approccio è tipicamente punk rock con un bell’intermezzo di chitarra nel più classico dei rock’n roll, si continua sparatissimi con la successiva Delorean (si, proprio lei, quella di Ritorno Al Futuro), impatto devastante, bassone in bella evidenza, un refrain contagioso e via, si passa a Just Cheap Talk forse un fra i pezzi meglio riusciti (ma andiamo, ha una qualche importanza?), ottima anche Bound To Ride, ma non aspettatevi altro che un sudicissimo rock’n roll stradaiolo, se poi avete dimenticato cosa sia questo è il momento giusto per rinfrescarvi la memoria, chiude l’album nel migliore dei modi Faster Than Police, così com’è iniziato, senza guardare in faccia nessuno, prendere o lasciare (i Ramones non avrebbero disprezzato, anzi). Da aggiungere ci resta ben poco, i Radsters avranno fatto le loro scelte, immaginiamo, già da un bel pò, scelte giuste (non solo a livello musicale) e non siamo certo noi che dobbiamo insegnargli qualcosa, è “ottima” musica e suonata altrettanto bene, peccato che si risolva abbastanza (forse troppo) velocemente; ad oggi (senza entrare nel merito tanto ci siamo capiti) le possibilità sono poche per tutti, ma questo momento passerà (così come passa tutto), nel frattempo ed aspettando tempi migliori c’è questa musica (non solo questa ovviamente), certo, non sarà particolarmente raffinata, o introspettiva, o sofisticata ma del rock’n roll ne ha tutta l’anima e del punk-rock l’attitudine, di questi tempi (ma di qualsiasi altri tempi) non è poco ed è quello che conta, si resiste come si può (non solo al virus, anche a tutto il resto) e questo è un buon modo, l’importante è che sia musica “fatta bene”, sincera ed onesta.

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