Roots! n.531 settembre 2022 The Oppressed! – Oi! Oi! Music!

The Oppressed! - Oi! Oi! Music!

The Oppressed! – Oi! Oi! Music!

(1984, Oppressed Records)

by Simone Rossetti

Lo sapete cosa ci sta aspettando vero??…E allora prendete questo cazzo di disco e ricordatevi chi siete e di chi non volete far parte, di cosa “non è giusto”, del perché siete voi e non Loro” (Roots!)

Precisazione a scanso di equivoci…..quello che ci interessa è la musica ed un lato umano…non scelte politiche od altro ma siamo anche ben consci di quanto alle volte (quasi sempre) questo confine sia labile e spesso non scindibile da un resto…un resto che bene o male ci riguarda tutti, oggi più che mai.

E’ il 1984 quando esce questo Oi! Oi! Music! a firma (e pietra miliare) dei gallesi Oppressed…fieramente ed ostinatamente (aggiungiamo consapevolmente) antirazzisti, antifascisti, antinazisti….100% Skinehads. Per chi avesse la memoria corta o persa dietro ad un nulla di questo presente…”Nessuno skinhead veramente tale è razzista. Senza la cultura giamaicana gli skinehads non esisterebbero. E’ stata la loro cultura, mischiata a quella della working class britannica a fare dello skinhead ciò che è” (Roddy Moreno, vocalist e fondatore della S.H.A.R.P. Skinhead Against Racial Prejudice)

Altri tempi? No, oggi quanto ieri e soprattutto quanto un domani è bene sapere (a prescindere, non c’è bisogno di essere necessariamente uno/a skin) da quale parte stare…attenzione, qui non parliamo di politica, né di religione, né di tette e culi (comunque sempre preferibili)….però di punk rock sì ed in questo caso di Oi! punk rock (c’è quell’Oi!, differenza non da poco)…..E come aprire un album se non con un pezzo come We’re The Oppressed da spararsi a volumi ultrasonici?….”ok ma è musica vecchia!”…fermi un attimo, vecchio è questo cazzo di fottuto mondo putrido e distorto, vecchio è chi si piega ad una sua contorta logica, a chi lo sfrutta e lo distrugge per i propri fini, a chi sulle miserie altrui ci lucra sopra…non questa musica, non noi. Leave Me Alone procede a bastonate in faccia una dopo l’altra, echi Ramones ma più “tosta” (bastonate necessarie che vi riporteranno in vita e che sentire!), più hardcore una durissima Urban Soldier (con un refrain a spazzare via ogni dubbio), c’è il punk di Chaos, onesto, vero, a testa alta…Riot un martello “punkneumatico” e se un dio vuole c’è ancora chi oggi la ripropone dal vivo (chi ha ancora memoria e qualcosa da raccontare)…E questo è solo il lato A, a voi l’onore, il godere, il piacere di un condividere un lato B altrettanto “colpevole” di suonare troppo umano, troppo skin, troppo “diverso” per “diversi”, troppo sincero….Ovunque siate, qualsiasi cosa stiate facendo o pensando di fare…non mollate alla mediocrità (e stupidità) di un pensare comune dilagante, gli Oppressed ci sono ancora (e sempre ci saranno) e noi con loro. Dalle frequenze di Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui per una panoramica più completa).

Dom al basso, Lee alla batteria, Ducky alla chitarra e Roddy alla voce, The Oppressed…Oi! Oi! Music!   

We are skinheads, we are proud, playng music for the crowd, music for the working class, stick your disco up you arse” (tratto da We’re The Oppressed)

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