Roots! n.50 novembre 2020 The Lounge Lizards (The Lounge Lizards)

The Lounge Lizards - The Lounge Lizards

The Lounge Lizards – The Lounge Lizards

(1981, E.G. Records)

by Simone Rossetti

Cercate un buon album di jazz ma non il solito jazz “trito e ritrito”? Cercate qualcosa che dia respiro alla vostra anima ma che non sia il solito rock più o meno ammiccante? Cercate altro ma non avete idea di cosa e nemmeno noi? Bene, siete involontariamente nel posto giusto (forse), questa non è una scelta (non lo è mai), è una possibilità e noi di Roots! siamo qui anche per questo. E’ jazz? Non è jazz? Ha una qualche importanza? E’ musica, grande musica, basta ed avanza, poi la si può anche disprezzare ma negargli una possibilità sarebbe “stupido”; lo sappiamo, nella quotidiana realtà non funziona così, le distorsioni mentali sono indirizzate verso luoghi di pacificazione e presupponiamo di appagamento a basso costo, nel caso dopo 20 secondi di ascolto butterete via tutto, nessuno ne risentirà. Ma di chi stiamo parlando? Dei Lounge Lizards, New York, 1978, città ed anno non casuali, John Lurie al sax (si, è il Jack di Daunbailò, film del 1986 diretto da Jim Jarmusch) e suo fratello Evan al piano, si aggiungeranno il chitarrista Arto Lindsay,  al basso Steve Piccolo e alla batteria Anton Fier e questo sarà il loro album di debutto; se siete ancora dove credete di essere lasciate perdere, il piacere non è solo nell’ascolto ma anche in una “trasposizione” temporale, è come mangiare una zuppa buona ma riscaldata, gustatevi la zuppa di ieri (che comunque è buona) e non pensate all’oggi. E’ jazz ma in una forma completamente destrutturata, dissonante, aliena e di grande fascino; prendete ad esempio l’incedere sincopato di Incident On South Street, un jazz “deforme” che si muove sulla ritmica delle note cicliche di un piano “accordato male”, corpi estranei, rumori metallici, il sax che si inerpica fin dove è possibile, straniante ma necessaria, così come la successiva e seducente Harlem Nocturne (a firma Earle Hagen), crepuscolare fin dove si può spingere il giorno, non la si ascolta solamente, la si respira totalmente o la successiva Do The Wrong Thing un urban jazz dai profumi funky ma scomposti e riassemblati in una forma del tutto “casuale”, ci state chiedendo se questa roba sia geniale? Si, lo è, e ce ne assumiamo la responsabilità. Ballad, semplice, contorta al limite dell’udibile ma di una purezza (non abbiamo detto bellezza) che trascende stili e generi, se non fosse jazz sarebbe punk, se non fosse punk sarebbe jazz ma è tutto un divenire; Wangling ha l’incedere primordiale del free jazz di Ornette Coleman ma la chitarra di Lindsay arriva direttamente da un altro pianeta, nemmeno il sax di Lurie oserà spingersi fino a tanto, e poi c’è il basso di Piccolo suonato ad una velocità assurda ma precisa, prepotente, raggelante. Si prosegue in ordine sparso e troviamo Demented, di chiara ispirazione Monkiana (Thelonious Monk) ma il suono del sax ricorda un altro grande jazzista ormai scomparso da tempo che ci sembra giusto ricordare, Steve Lacy; un altro pezzo dannatamente “cinematografico” è I Remember Coney Island, fotogrammi in bianco e nero che si rincorrono splendidamente senza alcuna sosta, un montaggio schizofrenico vitale e pulsante; Fatty Walks ha un intro dall’incedere sbilenco per poi deflagrare completamente in un free jazz quasi rock, un groviglio inestricabile di suoni e rumori ad una velocità irreale e solo nel finale arriverà la quiete dove viene recuperata quella malinconica e sbilenca melodia inziale ma di grande fascino; se al contrario preferite perdervi nella notte, nei suoi colori “diversi”, nei suoi fantasmi, allora ascoltate You Haunt Me, ci penserà lei a guidarvi sensualmente fino al sorgere dell’alba. Questo accadeva nel 1981 a New York, poi iniziò ad accadere sempre meno fino ad arrivare all’oggi quando praticamente non accade più, quasi più ma nel frattempo date un ascolto a questo album e non ve ne pentirete. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error: Content is protected !!