Roots! n.492 luglio 2022 The Knack – Get The Knack

The Knack - Get The Knack

The Knack – Get The Knack

(1979, Capitol Records)

by Simone Rossetti

Ma quando arriva? Quando arriva???? Pazienza, dovrete prima ascoltare le 6 tracce del lato A (vinile o cassetta che sia non ha importanza) e solo dopo (ad aprire il lato B, scelta alquanto inusuale) potrete ascoltare anche “quel” pezzo, devastante, totemico, che entrerà di diritto nella storia del rock ed in quella di un semplice vivere, pezzo ricoverizzato in tutte le salse e stili possibili ma….l’originale è come il dipinto della Gioconda, ce ne sarà sempre e solo uno, poi tutto si potrà dire. 1979, Los Angeles (California), storia strana quella degli Knack (Doug Fieger voce solista e chitarra, Berton Averre seconda voce e chitarra, Prescott Niles al basso e Bruce Gary alla batteria) nel giro già da qualche anno ma che praticamente non se li filava nessuno e probabilmente non se li sarebbe filati nessuno se non fosse stato proprio per quel brano che catturò l’attenzione (quando si dice avere fiuto…) di un certo Mike Chapman (Capitol Records, Blondie, Sweet, Suzi Quatro…mica il nulla) e da qui una svolta, La Svolta. Pezzo che fu pubblicato come singolo “di traino” a questo Get The Knack che, a scanso di equivoci, un “album-singolo” non lo è affatto, anzi, è un bell’album dalle molteplici sfaccettature e possibili letture ma soprattutto ancora “moderno” (figuriamoci per l’epoca). Ci sarà da aspettare quindi ma non sarà tempo sprecato; ad aprire le danze Let Me Out e non sarà messa lì per puro caso, definisce un suono, uno stile, cala subito le carte in tavola come per dire “gli Knack sono questa musica, prendere o lasciare…ma una storia la faremo ugualmente” ed a ben vedere (sentire) era, almeno per l’epoca, qualcosa di diverso, non punk né post punk né hardrock e nemmeno disco music, più un beat glam-rock con qualche spruzzatina garage anni ’60….”One, two, three, four!” e via, coretti di contorno ed un refrain lanciatissimo; a seguire You Number Or Your Name che sembra uscire direttamente da un catalogo anni ’60, capelli a caschetto, chitarre Vox e quella solarità oggi preistoria-oblio; più elettrica Oh Tara con una bella sezione ritmica e quella leggera malinconia tipica della new wave più radiofonica, c’è il proto punk di (She’s So) Selfish non imprescindibile ma qui a contare sarà l’insieme e non il “singolo”, Maybe Tonight è la classica “ballatona” dolce e sensuale dai profumi Beatlesiani che però conserva ancora oggi un suo fascino ed infine Good Girls Don’t coretti sempre anni ’60 ed armonie vocali alla Queen, insomma, un pò “confusa” ma interessante. Lato B e già dal primo riff o forse ancor prima, da quel giro di basso, o forse ancora prima prima, dall’iniziale intro di batteria) sarà impossibile sbagliarsi, impossibile confonderla con altre, impossibile non sentire quel brivido dolce e violento che riserviamo solo a “poche elette”; Lei è My Sharona (a firma Fieger, Averre) una scarica elettrica dalla testa ai piedi che non ha ancora perso nulla della sua potenza…ma cosa avrà mai di così speciale?? E’ un’esplosione liberatoria (e tutto sommato innocente) di tutto quello che ci teniamo e sop-portiamo dentro, è “contro il potente” (dirà Jack Black nel film di Linklater del 2003 School Of Rock) “anche se poi a vincere sarà sempre il potente“, è glam, è beat, è punk, è sub-pop, è quel finale che non si vorrebbe avesse mai fine. Segue una carina Heartbeat che scorrerà via senza pensieri ed una più intensa Siamese Twins (The Monkey And Me) dalle belle armonie vocali ed aperture melodiche che tanto di cappello (provateci voi a mettere insieme Eagles e Queen), poi Lucinda…ma sono gli AC/DC in formato light? No, sono i Beach Boys? No, allora i Supertramp?? No sono gli Knack e appunto…prendere o lasciare. A chiudere lo splendido brit-indie-pop di That’s What The Little Gilrs Do che se solo potessero pubblicarla oggi sarebbe un successone ed il conclusivo pop-punk di Frustrated (ma ce li sentite anche voi ad un certo punto del brano i Madness? Pura casualità ovviamente). Tutto questo accadeva nel giugno del 1979, l’album raggiungerà le prime posizioni nelle classifiche di mezzo mondo, My Sharona venderà qualcosa come milioni di copie ma…non è tutto oro quel che luccica (non lo è mai); i Knack proseguiranno la loro carriera fra alterne fortune (inspiegabile l’accanimento di alcuni “critici musicali” nei loro confronti), separazioni, reunion, Bruce Gary lascerà questo mondo nel 2006, Doug Fieger lo seguirà nel 2010 e qui fine di una storia, quella umana..ma per tutti gli altri e per chi verrà ci sarà sempre una My Sharona al suo fianco o da portare nel proprio cuore, perchè in quel riff, in quella linea di basso, in quell’intro di batteria c’è l’essenza stessa della vita. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).  

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