Roots! n.580 dicembre 2022 The Beatersband – Vol.Tre

The Beatersband - Vol.Tre

The Beatersband – Vol. Tre

(2022, autoprodotto)

by simone Rossetti

Come si suol dire “non c’è due senza tre”….un detto del cazzo ma che rende bene l’idea…idea di cosa???….idea di nulla (odiamo i detti e le frasi fatte)….Tornano i livornesi Beatersband dopo un Vol.Uno e Due (ne parliamo qui) e ri-tornano alla grande confrontandosi con dei pezzi che sono dei veri e propri classici del rock’n’roll/soul….veramente tanta roba ma il punto non è questo e visto che qui non “recensiamo” ma ci limitiamo ad un semplice parlare di musica vogliamo provare a portarvi “altrove”…oltre un ascolto. Il punk’n’n’roll dei Beatersband non mira né ad un “confronto” né ad un revival posticcio…questi ragazzi impugnano i loro strumenti, li attaccano all’ampli e “suonano/ripropongono” questi pezzi per il semplice piacere di un suonare, divertirsi e far “pogare/ballare”…lasciate perdere tematiche meta-concettuali od altro, sta tutto qui, nel modo più semplice che esista (e giusto) di fare musica, se poi si desidera altro c’è anche quello ma per un attimo dimenticatevi (lo sappiamo, cosa non semplice) di “un tutto” e lasciatevi andare perché questo Vol. Tre lo merita e vi (ci) merita. “Consiglio”….per goderne pienamente prendetevi il tempo per ascoltare anche gli originali….e ora mettete quel cazzo di gettone che avete dimenticato nel taschino da anni in quel fottuto jukebox…..C’mon Everybody!!!!..Si, proprio quel pezzo portato al successo da Eddie Cochran nel 1958 e che qui suona ovviamente più “sporco” (non quanto richiederebbero le nostre orecchie ma il tiro è quello giusto)….Be My Baby (1963, The Ronettes….) pezzo epico, non c’è storia…eppure…eppure cazzo se suona questa versione dei Beatersband, e come suona!!….Parentesi dovuta…la voce di Donatella Guida (nonché alla chitarra e cori) rispetto ai precedenti Volumi sembra acquistare in sicurezza e personalità, sempre molto “ordinata” tanto che ci piacerebbe ascoltarla in contesto più “suo”, libero…ma poi sono scelte e va bene così (considerazione del cazzo ma che dovevamo fare di fronte a pezzi come Runaway di Del Shannon o Wild Thing a firma Chip Taylor e portata al successo nel 1966 dai The Troggs….oblio, da brivido)…e se vi aspettate altro c’è sempre I Only Want To Be With You di Dusty Springfield o Burning Love (Elvis Presley…irraggiungibile? Forse ma i Beatersband non si tirano certo indietro…e fanno bene). Tutti pezzi privi di orchestrazioni varie e ridotti all’osso, un punk-rock che suona tanto Ramones (chitarra, basso, batteria e voce)….ci manca, forse (ma è solo un nostro sentire, discutibile) un po’ di “cattiveria” in più…ma questo Vol. Tre sazia e tanto di cappello. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).

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