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Roots! n.62 dicembre 2020

Talk To Her-Love Will Come Again

Autore: Talk To Her

Titolo: Love Will Come Again  

Anno: 2020

Genere: sinth-wave, post-punk

Città: Padova

Componenti: Andrea Visaggio, Francesco Zambon, Stefano Murrone, Riccardo Massaro

Etichetta: Shyrec (IT), Icy Cold Records (FR) 

Formato: CD, LD, Special Edition CD

Sito web: https://www.talktoherband.com/

Talk To Her-Love Will Come Again

by Simone Rossetti

Potremmo dirvi che è un bellissimo album e sdraiarci al sole di una qualche spiaggia aspettando che le onde ci bagnino i piedi, ma siete su Roots! dove non ci accontentiamo della mediocrità (a nostro rischio e pericolo) e tantomeno della banalità; una cosa però ve la possiamo anticipare, Love Will Come Again è davvero un bellissimo album al netto però di alcune considerazioni che vedremo in seguito; per il momento accontentatevi di sapere che i Talk To Here sono un gruppo italiano proveniente da Padova e questo è il loro album di debutto pubblicato per la Shyrec in un 2020 già di per se non facile, una label indipendente italiana che ha fatto una bella e rischiosa scelta optando sia per il formato in CD che per il sempre valido classico vinile (sappiamo cosa state pensando ma non è pubblicità, è semplice rispetto per un lavoro ben fatto), ma veniamo all’album, ai suoi pro e ai suoi contro. Classiche sonorità anni 80 sinth-wave e post-punk rilette in una chiave più moderna ed accessibile all’oggi ma senza snaturarne eccessivamente la loro essenza, un album che farà certamente piacere a tutti gli amanti di questo genere (me compreso) ma che forse deluderà altri (sempre gli amanti di questo genere), la voce del cantante (molto bella e duttile) a tratti ricorda quella di Ian Curtis dei Joy Division, le atmosfere spaziano fra un classico post-punk (dei sempre Joy Division) fino ad abbracciare un synth-pop stile Clan Of Xymox o anche i Killing Joke di Brighter Than A Thousand Suns, non mancano però, come abbiamo accennato, sonorità più moderne di scuola Editors ed Interpol; il tutto suona e scorre perfettamente, anche troppo, ed ecco la prima considerazione, il risultato seppur eccellente suona troppo “plasticoso”, un suono più scarno e meno ricco avrebbe dato una maggior originalità e spessore ai brani evitando così di sembrare troppo forzatamente derivativi della nuova ondata (revival) post punk e più in generale new wave dei primi anni 2000, una scelta comunque non facile quella dei Talk To Her, una bella scommessa che siamo certi porterà i suoi frutti; c’è attitudine, passione ed un buon feeling come dimostra la bellissima traccia di apertura, Innocence, quella che mette subito al tappeto, quel “sentire” che non ci si aspetterebbe ed invece eccolo lì, morbidi tappeti di sinth che si dispiegano in tutta la loro malinconia seguendo un crescendo armonico veramente intenso, un pezzo notevole così come lo è anche Ibisco, brano che non sarebbe dispiaciuto a Ian Curtis, qui le sonorità si fanno più spigolose e vicine ad un classico post-punk anni 80, è un bel sentire anche se non manca la ricerca ad una più facile e moderna orecchiabilità, bellissima anche Hollow con un refrain veramente mozzafiato, un brano che se si presentasse in una forma più “minimale” potrebbe elevarsi a vette altissime; Set Me Free è un altro pezzo di grandi potenzialità che ne siamo certi farà innamorare molti, c’è classe ed anche una “buona” attitudine radiofonica a discapito però di quell’urgenza espressiva più immediata e meno ragionata che alle volte sarebbe necessaria, lo stesso si può dire per The Caller un ottima traccia sinth-wave con affilati riff di chitarra a disegnare intrecci armonici più eterei; ecco, sempre che si possa parlare di “limite” questo sta proprio in una tendenza ad “aggiungere” anziché a limare, cosa che appanna la naturalezza dei brani; fra quelli che preferiamo c’è sicuramente Away/Afraid con il suo bell’incedere non scontato che esplode nel refrain, qui la sensazione è che i Talk To Her abbiano trovato le coordinate giuste, mentre a chiudere l’album ci pensa Confessions ed è proprio quella traccia che ci ritroviamo ad amare per la sua semplicità, per quel suo essere “sommessa”, lontana da appesantimenti vari, quasi “in punta di piedi” ma con un fascino immenso capace di rapire al primo ascolto. Qui però concludiamo anche perchè non vogliamo privarvi della sorpresa e del piacere di scoprire voi stessi per intero questo lavoro; Love Will Come Again è proprio quello che potete aspettarvi, un album piacevolissimo, ricercato, di classe, con buone intuizioni, non propriamente “commerciale” ma nemmeno troppo “difficile”, se questo sia un difetto non lo sappiamo, noi di Roots! avremmo preferito sonorità meno elaborate (forse anche meno “sinth-etiche”) ma qui entrano in gioco scelte artistiche e di produzione (oltre che di gusti personali) e che come tali bisogna rispettare; a parte questo i Talk To Her hanno tutte le potenzialità per poter scegliere quale strada percorrere, sarà in ogni caso quella giusta; consigliatissimi sia l’ascolto che il sempre buon e vecchio vinile.

 

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