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Roots! n.122 marzo 2021

Synne Sanden & Øyvind Blikstad- Swallowed

Autore: Synne Sanden & Øyvind Blikstad

Titolo: Swallowed

Tracks: 01 Skeleton – 02 In His Mud – 03 Melt Down – 04 Swallowed – 05 Brick By Brick – 06 Paint Your Fence

Anno: 2021

Genere: Ambient, Exp, Noise

Città: Oslo (Norvegia)

Componenti: Synne Sanden & Øyvind Blikstad

Etichetta: Nordic Records

Formato: digitale         

Sito web: https://www.facebook.com/synnesanden

 

 

Synne Sanden & Øyvind Blikstad-Swallowed

by Simone Rossetti

I ́m a skeleton, I ́m only bones, I ́m a sculpture, I ́m a black stone, I ́m an armor without a worrior” (Skeleton)

Nella musica (come nella vita) si incontrano voci comuni e le classiche “belle voci” quelle che di solito vengono strapagate e raggiungono le vette più alte di qualche banale classifica, ben per loro ma qui su Roots! non ci accontentiamo di una voce, brutta o bella che sia, per noi non fa alcuna differenza, deve esserci altro; Billie Holiday aveva forse una “bella voce”? No, almeno nel senso classico di bella ma sapeva raccontare le oscure profondità dell’animo umano, e Nina Simone (sempre per restare in ambito jazz)? No ma portava dentro di sé tutta la disperazione e l’orgoglio di un popolo, e che vogliamo dire di Janis Joplin o di Nico?; Synne Sanden, norvegese di nascita, con già all’attivo diversi album che hanno il merito di confrontarsi con generi e stili diversi, la classica bella voce si dirà ed è vero ma con una tensione emotiva e cupa che sembra trarre forza dalla sua stessa musica ma ci arriveremo. Swallowed, un Ep fresco di pubblicazione (è di questi inizi marzo 2021) e distrubuito dalla Nordic Records; un lavoro scritto a quattro mani dalla Sanden insieme al compositore di musiche per film Øyvind Blikstad quindi con un approccio diverso dalla classica forma canzone, si potrebbe dire più “cinematografico” ma soprattutto sperimentale, un misto di suoni elettronici che si muovono su orchestrazioni più classiche e dove su tutto svetta la voce a volte eterea o drammatica della brava Synne (noi ci limitiamo al “brava”, il resto lo deciderete da soli). L’album si apre sulle desolanti e malinconiche note della bellissima Skeleton (Remix), sonorità ambient che in un crescendo quasi epico (forse troppo appesantito) e dai profumi nordici lasceranno che la voce di Synne spicchi definitivamente il volo, una voce che si muove su tonalità “alte” e dalle molteplici sfumature, tra il dolce e l’aspro, comunque fragile ed è un gran bel sentire. Segue In His Mud (di solito non ci piace fare la solita lista della spesa ma in questo caso è necessaria per capirne lo scorrere), una composizione più sperimentale, lenta e riflessiva (a parte il finale più noise), siamo lontanissimi dal mondo “luccicante” e certamente più remunerativo della pop music, nel suo procedere quieto è un sentire ostico, straniante, una voce che è una sirena, un canto lontano che riesce a rapire come in un sogno nel quale perdersi. Lambisce territori più accessibili Brick By Brick ma con immensa classe, non c’è alcuna concessione ad una facilità di ascolto ma solo un freddo senso di malinconia, peccato per la voce a tratti leggermente effettata che gli fa perdere quella naturalezza, che, almeno noi, riteniamo essenziale. Dalle atmosfere più scure è Swallowed, un incedre lento e peso con improvvisi sbalzi di tensione ma è Meltdown che ci affascina per la sua potenza evocativa, drammatica, scarna di suoni ma che lascia un senso di freddo spaesamento; ed infine si chiude con Paint Your Fence dalle molteplici sfumature ma forse compositivamente un pò confusa. Sapete bene che qui su Roots! non solo recensiamo ma soprattutto ci piace parlare di musica (molto liberamente e senza la presunzione di avere la verità in tasca), consentiteci quindi una considerazione “a pelle”, non abbiamo avuto modo di ascoltare attentamente tutti i precedenti lavori (a suo nome) di Synne Sanden ma abbastanza da farci una nostra personale idea, un’attitudine naturale a spaziare da sonorità più classicamente pop ad altre più sperimentali ed introspettive (che sono quelle che preferiamo); fra quest’ultime rientrano le atmosfere di questo Swallowed, una scelta coraggiosa quella di muoversi su territori più “inconsueti” e non certo facili ma è l’uso della voce spesso effettata che non ci convince del tutto, una voce (potremmo anche sbagliarci) che ci piacerebbe poter ascoltare anche in un contesto strumentale più “acustico”, per esempio in un jazz non necessariamente standard, restano comunque scelte artistiche personali e come tali non discutibili. Trattasi solo di un Ep, se questo progetto avrà un seguito non lo sappiamo ma le potenzialità (ovviamente non pop ma di una propria sofferta originalità) ci sono tutte; come sempre il nostro “consiglio” è quello darvi una possibilità che altrimenti non sapreste di avere e per il momento lasciatevi incantare e dilaniare da questa sirena dei freddi mari del nord; da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).

 

Synne Sanden & Øyvind Blikstad-Swallowed

by Simone Rossetti

I ́m a skeleton, I ́m only bones, I ́m a sculpture, I ́m a black stone, I ́m an armor without a worrior” (Skeleton)

In music (as in life) you meet common voices and the classic “beautiful voices” those that are usually overpaid and reach the highest peaks of some trivial rankings, well for them but here on Roots! we are not satisfied with a voice, ugly or beautiful, it makes no difference to us, there must be something else; Did Billie Holiday have a “beautiful voice”? No, at least in the classic sense of beauty, but she knew how to tell the dark depths of the human soul, and Nina Simone (always to stay in the jazz field)? No, but she carried within herself all the desperation and pride of a people, and what about Janis Joplin or Nico?; Synne Sanden, Norwegian by birth, with already several albums to his credit that have the merit of dealing with different genres and styles, the classic beautiful voice will tell itself and it is true but with an emotional and dark tension that seems to draw strength from its own music but we’ll get there. Swallowed, a freshly released Ep (from early March 2021) and distributed by Nordic Records; a work co-written by Sanden together with the composer of music for film Øyvind Blikstad therefore with a different approach from the classic song form, one could say more “cinematic” but above all experimental, a mixture of electronic sounds that move on more classic orchestrations and where the sometimes ethereal or dramatic voice of the good Synne stands out above everything (we limit ourselves to the “good one”, you will decide the rest for yourself). The album opens on the desolating and melancholy notes of the beautiful Skeleton (Remix), ambient sounds that in an almost epic crescendo (perhaps too heavy) and Nordic scents will let Synne’s voice definitely take off, a voice that moves on “high” tones and with multiple shades, between sweet and sour, however fragile and is a great feeling. Follows In His Mud (usually we don’t like to make the usual shopping list but in this case it is necessary to understand the flow), a more experimental, slow and reflective composition (apart from the more noise ending), we are very far from the world ” shimmering “and certainly more remunerative than pop music, in its quiet progress it is a difficult, alienating feeling, a voice that is a siren, a distant song that manages to kidnap as in a dream in which to get lost. Brick By Brick laps more accessible territories but with immense class, there is no concession to an ease of listening but only a cold sense of melancholy, a shame for the sometimes slightly effected voice that makes him lose that naturalness, which, at least we , we believe it is essential. From the darkest atmospheres it is Swallowed, a slow and heavy stride with sudden surges of tension but it is Meltdown that fascinates us for its evocative, dramatic power, lacking in sounds but which leaves a sense of cold disorientation; and finally it closes with Paint Your Fence with multiple shades but perhaps compositionally a little confused. You know very well that here on Roots! we not only review but above all we like to talk about music (very freely and without the presumption of having the truth in your pocket), so allow us a “skin” consideration, we have not had the opportunity to listen carefully to all previous works (in his name) by Synne Sanden but enough to form our own personal idea, a natural attitude to range from more classically pop sounds to others that are more experimental and introspective (which are the ones we prefer); among the latter there are the atmospheres of this Swallowed, a courageous choice to move on more “unusual” and certainly not easy territories but it is the use of the often effected voice that does not completely convince us, a voice (we could also be wrong) that we would like to be able to listen to even in a more “acustic” instrumental contest, for example in a jazz that is not necessarily standard, however there are still personal artistic choices and as such not questionable. This is only an Ep, if this project will have a sequel we don’t know but the potential (obviously not pop but of its own painful originality) are all there; as always, our “advice” is to give you a chance that otherwise you would not know you have and for the moment let yourself be enchanted and torn apart by this siren of the cold northern seas; from Roots! it’s all and as always good listening (here).

 

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