Roots! n.524 settembre 2022 Svart Vinter – Mist

Svart Vinter - Mist

Svart Vinter – Mist

(2022, Black Mass Prayers)

by Simone Rossetti

Bello (e lo sappiamo bene che quando si parla di musica, quindi di gusti personalissimi, la parola “bello” non vuol dire di per sé un cazzo ma qui non ci risparmiamo…né vi chiediamo di “risparmiarvi”). Perché immensamente bello questo Mist lo è davvero….bello “un suono”, belle le composizioni e bello (desolatamente bello) questo perdersi in un “altrove” dalle reminescenze antiche, arcaiche….profondità oscure nelle quali la vostra anima potrà finalmente abbandonarsi fino ad uno sparire ed insieme rinascere. Fermi…dobbiamo tornare con i piedi per terra altrimenti l’articolo finirebbe qui…e poi noi cosa ci staremmo a fare?….Noctem Aeternus alla voce (un growl-scream veramente intenso), Luca Gagnoni alla chitarra solista/ritmica e basso ed Emanuela Marino alla chitarra ritmica, qui al loro album di debutto….debutto??? Lasciate perdere, questo è un black metal suonato così come da sempre è scritto nella sacra bibbia più “nera”, quella che a suo tempo (un loro tempo) i Mayhem scrissero “abbracciando una eternità ben più vasta”….la differenza è che questi Svart Vinter sono oggi, sono questo fottuto presente in tutto il suo/nostro quotidiano e mostruoso scorrere…..è black metal e lo è in tutto ma di una malinconica e violenta lacerante bellezza (Absence e perdonateci se più che un ascolto si farà altro, necessario)….forse sarebbe meglio parlare di un “melodic” black metal o “atmospheric” black metal….noi lo prendiamo per quel che è, grande musica a prescindere da un genere…una devastante Gale direttamente dagli anfratti più remoti di un quotidiano vivere, sezione ritmica immensa (fermi perché su questo ci ritorneremo a fine articolo), riff di nuda e cruda memoria, e sì…qui andremo alla deriva come barchette di carta nella vastità di un oceano (ma non è quello che facciamo già tutti i santi giorni?)….Ci sono le splendide Pyre e Decay con aperture armoniche che non si vorrebbe avessero mai fine e che ci (e vi) abbandoneranno ad un comune destino, una più “lenta” e scura Catharsis vero e proprio ancestrale abisso…che dire, qui si sanguina, è materia (la nostra) ancora viva….e Vinter con il suo “pulsare” più rock fino ad una conclusiva Frost che non farà sconti a nessuno e dove si pesta come fosse quell’ultimo giorno che ci è dato….un sentire che speriamo vi faccia “male” (cioè bene, salvifico, consapevolezza di questi oscuri tempi e di quelli che ci aspettano). Questo è Mist…poi c’è anche un resto (e che a dirla tutta un pò ci “disturba” ma qui si entra in ambiti di  un “sentire” molto personale)…la sezione ritmica (la batteria) è programmata, ottimamente da sembrare “reale” ma tale non lo è, infatti nel dubbio abbiamo chiesto…ecco, questo ci lascia un po’ di amaro in bocca….un qualcosa di “incompiuto”? Tant’è, ci sarà anche il tempo per trovare un batterista “vero”…..Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).

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