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Roots! n.69 gennaio 2021

Stilema-Utopia

Autore: Stilema

Titolo: Utopia

Anno: 2020

Genere: folk metal, progressive

Città: Roma

 

 

Componenti: Gianni Izzo (chitarra acustica, voce), Federico Mari (voce, chitarra elettrica), Francesco Pastore (basso, tastiere), Wiktoria Denkiewicz (violino, voce), Domenico Pastore (batteria, percussioni)  

Etichetta: Hellbones Records

Formato: CD, digitale

Sito web: https://www.facebook.com/stilemaofficial/

Stilema-Utopia

by Simone Rossetti

Allora (ma chi inizia una recensione con “allora”?), non sono io quello più adatto per recensire un album come questo, è vero che in questi ultimi anni sto rivalutando il folk-epic metal ma più che altro come un contro-effetto alla musicacca che quotidianamente ci propinano un pò ovunque, ma siete (e siamo) su Roots! dove nulla è scontato e le cose accadono; e devo dirlo, questo Utopia è un bellissimo album, potrà piacere come anche il suo totale opposto ma è Musica, si, quella con la m maiuscola, quella che molti si sognano di fare (non perchè non ne siano in grado ma per la ormai diffusa assuefazione alla mediocrità), qui no, gli Stilema volano alto, rischiano in prima persona, osano andare oltre e lo fanno con un epic-rock molto duro, diciamo pure un folk-metal con intuizioni progressive veramente notevole ma soprattutto cantato in italiano, pessima lingua che, dicono i soliti molti, mal si presta ad un certo rock, lasciate perdere, la musica, quando è fatta bene, va ben oltre a queste stronzate quindi mettetevi comodi e gustatevi questo Utopia. Per gli Stilema questo è il loro album di debutto coprodotto e pubblicato dalla Hellbones Records nel luglio dell’ormai trascorso 2020, cosa riserverà loro il futuro non lo sappiamo ma in questo presente hanno scritto qualcosa che, ne siamo sicuri, resterà nel tempo. Volo Eterno apre l’album e detta subito le coordinate stilistiche di questo lavoro, sonorità acustiche tipicamente folk (di tradizione celtica) che lasceranno poi spazio a potenti riff e ad una sezione ritmica tipicamente epic metal, atmosfere pese e cupe in un continuo divenire dove non mancheranno però belle aperture armoniche più ariose (e metteteci anche un bel testo, malinconico, come è giusto che sia), a seguire Tra Leggende e Realtà ed è un bel sentire, le sonorità acustiche del violino e della chitarra si armonizzano perfettamente con la sezione ritmica di stampo metal, un pezzo dall’incedere maestoso ed epico che esploderà nel trascinante refrain ; Ophelia meriterebbe da sola un capitolo a parte, splendida (a tratti ricorda gli Agalloch) con un crescendo continuo dove il violino della bravissima Wiktoria brilla di luce propria, un brano dal sapore “antico”, non è un capolavoro (parola che qui non amiamo) ma un qualcosa di più intimo, la sensazione “reale” di far parte di questa storia, di questi suoni, di perdersi in un ineluttabile destino; una considerazione sulla voce di Izzo (al di la della bravura alla chitarra acustica), forse non sarà la classica bella voce e probabilmente ne esisteranno di migliori ma qui, in questo contesto, ci sta tutta, per intensità, per naturalezza, per climax (e l’italiano in questo certo non aiuta), quindi tanto di cappello e sapete bene che qui su Roots! non amiamo, né dobbiamo, compiacere nessuno (restano comunque e giustamente considerazioni discutibili); Mondi Paralleli ha una bellissima intro strumentale che darà il via a sonorità più dure, quasi black ma con un senso per la melodia e l’armonia di grande fascino, il lavoro di Domenico Pastore dietro le pelli è semplicemente fantastico, mai scontato o banale passa con disinvoltura da momenti più rilassati ad altri più violenti ma sempre con quel tocco “creativo” che da respiro ed anima al tutto. La voglia di proseguire sarebbe tanta ma per una volta ci imponiamo “severamente” di fermarci qui, questo è un album che va assaporato insieme al lento scorrere del tempo, sia nella musica che nei testi (Utopia); storie di re e di regine, di nobili ideali e di mondi oramai destinati all’oblio (attenzione però, sono racconti quanto mai attuali) ma anche di una natura che vive di vita propria e che incombe sulle nostre umani miserie e piccolezze. Noi di Roots! ci limitiamo come sempre a darvi l’input giusto poi dovrete cavarvela da soli ed in questo caso non ve ne pentirete; e qui chiudiamo davvero ma non prima di avervi lasciato alle sognanti e malinconiche note di piano della bellissima ed intensa Armonie, e poi non dite che non vi avevamo avvisato.

 

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