Roots! n.135 marzo 2021

Spookyman & The All Nighters-Blood Sweat And Tears

Autore: Spookyman & The All Nighters

Titolo: Blood Sweat And Tears

Tracks: 01 Blood Sweat And Tears – 02 Back To Me – 03 No Peace – 04 As The Sun Will rise – 05 Woman Complaints – 06 Fireman Blues – 07 I Don’t Mind – 08 Everywhere I Go – 09 Who Cares

Artwork: Valentina Greco “Suicidella”

Anno: 2021

Genere: Blues, Roots

Città: Roma

Componenti: Giulio Allegretti (voce, chitarra), Simone Scifoni (batteria, keybass), Marco Di Folco (chitarra), Andrea Di Giuseppe (armonica)

Etichetta: Bloos Records

Formato: digitale

Sito web: https://www.facebook.com/SPOOKYMANmusic/

 

Spookyman & The All Nighters-Blood Sweat And Tears

by Simone Rossetti

Una recensione il più possibile (nel possibile) oggettiva, onesta e senza la presunzione di avere la verità in tasca, questa è la nostra linea guida, la nostra bussola; bussola non esente da rischi a meno che non vi accontentiate della solita recensione asettica o copiaincollata che però qui non troverete, recensiamo ma soprattutto parliamo di musica (a nostro rischio e pericolo). Saltiamo preamboli e convenevoli vari per dirvi che questo Blood Sweat And Tears degli Spookyman & The All Nighters, nuovo progetto per l’one-man-band Giulio Allegretti alias Spookyman, è quell’album che se amate certe sonorità blues venate di soul si potrebbe dire perfetto e vi assicuriamo che lo è; un lavoro pulito (fin troppo pulito), piacevole (fin troppo piacevole) e proprio quello che ci si aspetterebbe di ascoltare (non proprio perchè comunque è una bella sorpresa) ma a noi non basta, perchè se è vero che è suonato come dio comanda, il “climax” è come dio comanda ed anche i brani, compositivamente, sono tutti come sempre lo stesso dio comanda quello che sembra mancare è propro quella fiamma del quale lo stesso blues si nutre (e viceversa), non solo il blues ma l’arte in generale; attenzione, è niente più che una considerazione, discutibile, opinabile e controvertibile ed ognuno di voi ascoltando questo lavoro si farà una propria idea personale, come è giusto che sia. Un progetto a nome Spookyman & The All Nighters, Giulio Allegretti “Spookyman” con già una lunga esperienza alle spalle come one-man-band dedito alla sacra fiamma del blues (voce e chitarra) che qui si avvale della “collaborazione” (brutta parola perchè il risultato è comunque frutto di un bel lavoro d’insieme) di altrettanto ottimi musicisti di consolidata esperienza, Simone Scifoni alla batteria, Marco Di Folco alla chitarra ed Andrea Di Giuseppe all’armonica; un lavoro pregevole pubblicato in questi ultimi giorni di un marzo 2021 che sembra non promettere niente di buono per l’ottima etichetta indipendente Bloos Records (menzione a parte per la bellissima copertina disegnata da Valentina Greco in arte “Suicidella”). Tornando all’album non aspettatevi niente di particolarmente innovativo ma 9 tracce suonate ottimamente ed  improntate ad un classico blues elettro-acustico riletto con una sensibilità leggermente più moderna; e si parte poroprio da quella No Peace che sembra provenire direttamente da un’altra epoca, atmosfere che rimandano direttamente alle radici di quella terra dove tutto è nato, il Mississippi, un pezzo elettrico alla John Lee Hooker che vi farà scuotere le budella; molto belle anche la dolce ed avvolgente As The Sun Will Rise, un soul-blues di grande fattura che vi si appiccicherà addosso come miele e Woman Complaints introdotta dalle bellissime note dell’armonica di Di Giuseppe, la base è sempre blues ma le atmosfere rimandano sia al Ry Cooder di Paris, Texas che a quelle di The Hot Spot (album nato come colonna sonora dell’omonimo film del 1990, regia di Dennis Hopper), un suono caldo, pastoso, senza dubbio di grande fascino; così come nella morbida Fireman Blues dalle reminescenze Van Morrisiane, un malinconico blues che riesce a raggiungere vette d’intensità veramente alte e di fronte al quale c’è solo da togliersi il cappello. Consentiteci un’altra considerazione, si sente che fra i musicisti c’è un’ottima intesa, interazione, feeling, niente di creato a tavolino o che ha il sapore di posticcio, il suono è quello giusto, niente forzature o accomodamenti vari ed il tutto suona naturale proprio così come dovrebbe essere, allora? Vi starete chiedendo cos’è che non ci torna, assolutamente niente ma  ascoltatevi l’ultima traccia in scaletta, la breve e bellissima So Long dall’incedere sbilenco e mai scontato, sommessa, cupa, quasi tetra nel suo scorrere, “fuori” da quella “normalità” prevedibile che è il nostro vivere quotidiano; ecco cosa manca (forse) a questo lavoro, non si tratta solo di “suonare” blues (cosa che oramai, chi meglio chi peggio, sanno fare più o meno tutti), il blues è ben altro che una serie di scale, note ed accordi scritti su un pentagramma; qualcuno una volta ha detto che il blues è una musica facile da suonare ma difficile da ascoltare, ecco, questo lavoro, forse, lo si ascolta fin troppo facilmente (intendiamoci, non è necessariamente un difetto, la colpa è nostra che non ci accontentiamo). Ora che vi abbiamo stancato, annoiato, stufato e probabilmente arrostito chiudiamo con solo un’ultimissima raccomandazione, al di la di considerazioni varie che sicuramente possono valere meno di zero non lasciatevi sfuggire questo piccolo Blood Sweat And Tears, perchè lo merita e perchè di questi tempi è comunque tanta roba, poi da cosa nascerà cosa (speriamo e ci aspettiamo un seguito). Da Roots! come sempre è tutto e buon ascolto (qui! o qui!).

 

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