Roots! n.403 marzo 2022 Soft Cell – Non-Stop Erotic Cabaret

Soft Cell - Non-Stop Erotic Cabaret

Soft Cell – Non-Stop Erotic Cabaret

(1981, Some Bizzare Records)

by Simone Rossetti

Si balla, si balla sulle macerie umane di un nuovo mondo in divenire.

Novembre 1981, per la Some Bizzare Records usciva questo Non-Stop Erotic Cabaret primo album a nome Soft Cell, un successo senza precedenti (in realtà trainato da un singolo che è diventato storia ma di questo ne riparleremo); Marc Almond (voce) e David Ball (elettroniche varie) ma ci sarà spazio anche per David Tofani al sax nell’iniziale Frustration ed al clarinetto in Seedy Films, una disco-synth no-wave dai tratti quasi pop in realtà molto “oscura” sia compositivamente che nei testi, disturbante quanto ammaliante. Un lavoro ancora “acerbo” (i successivi Non-Stop Ecstatic Dancing del 1982 e The Art Of Falling Apart del 1983 aggiusteranno il tiro in un respiro più ampio) ma proprio in questo “limite” sta la sua bellezza e quella sublime fragilità che saprà elevarsi a forma d’Arte. Testi; crudi, amari, di una desolazione quasi insostenibile, no, non erano così “favolosi” quegli anni ’80, un gettare le basi ad un nulla che si sarebbe poi perfezionato nelle successive decadi fino ad oggi, fino ad un nulla a misura d’uomo accomodante in tutte le sue quotidiane mostruosità. Non commettete l’errore di “farvi bastare” quel singolo fra l’altro una cover di un brano risalente al 1964 scritto da Ed Cobb ed interpretato piuttosto insipidamente da una giovanissima Gloria Jones (stiamo parlando di Tainted Love) e che i Soft Cell ebbero il merito di portare in vetta alle classifiche di mezzo mondo, non rendereste merito ad un album di struggente e “confusa” bellezza a partire da una immensa Secret Life che vi strapperà letteralmente l’anima di dosso fino allo straniante gospel-post moderno di Entertain Me od alla devastante Sex Dwarf ed ancora la più sensuale Seedy Films, il bellissimo crescendo di Say Hello, Wave Goodbye e poi…poi una tenera ed amarissima YouthYouth has gone, Though we’re still young, It’s hard I know to believe, That I was somebody’s son, The memories, Of what you once were, The memories of what, We both were..You, Sleep in a deep deep sleep, Beauty is skin deep”, da brivido. I Soft Cell ci raccontano senza inibizioni o false ipocrisie di una società già malata e distorta in preda a paranoie da successo, intime frustrazioni, depressioni, ipocrisie quotidiane e tantissima solitudine (niente di nuovo si dirà ma qui in una veste “pop-culture” che ha pochi eguali); uno scarnificato Cabaret Erotico di raro fascino e drammatica bellezza, ultima ancora di salvezza prima di un ineluttabile “annullamento”, quel Non-Stop del quale non se ne avrebbe mai abbastanza; e sulle note (e testo) di una raggelante Frustration (possiamo solo augurarvi che così non sia mai) ci congediamo augurandovi di “ballare” ancora per un’ultima volta prima che anche l’Erotic Cabaret spenga le sue luci al neon e questa volta per sempre.

I have life, Ordinary wife, I have car, A favourite bar, I have job, A moderate wage, I get the pains, That come with age, I am so ordinary, I have child, She goes wild, I have home, A mortgage of my own, I have hobby, But it’s nothing very special, I do the garden, I watch girls, I am so ordinary, I have life, I have cage, I’m going bald, I want to tell the world, I’ve done nothing, I’ve achieved, nothing, I work for a firm, But I want to burn it down, down, I am so ordinary, I am so ordinary

Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).

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