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Roots! n.106 febbraio 2021

She! NoThinG-The Cracks Of The Soul

Autore: ShE! NoThinG

Titolo: The Cracks Of The Soul

Anno: 2021

Genere: Rock, Folk, Garage, Roots

Città: Roma

Componenti: Valentina Sguera (voce, chitarra), Paolo Fattorini (strumenti, produzione)

Etichetta: n.d.

Formato: digitale

Sito web: https://www.facebook.com/she.nothing/

ShE! NoThinG-The Cracks Of The Soul

by Simone Rossetti

Cosa?? Recensire un album di Valentina Sguera, famosa Make-Up Artist e Celebrities del mondo del cinema, TV, moda e Wedding nonché eminente influencer sulle varie piattaforme social? No grazie ma non fa per noi (niente di personale è solo un mondo che non sentiamo nostro). Fermi un attimo, capita di sbagliare anche a noi (non in malafede ovviamente) l’importante è riconoscerlo, in questo caso è stato un errore di “approccio”, comprensibile (speriamo) ma sempre di errore si tratta; in realtà questo The Cracks Of The Soul è un “bellissimo” album, no, è veramente un bell’album e per tre motivi; il primo, un suono lasciato naturale e grezzo, senza alcun abbellimento di sorta o concessione ad una più facile e “modernità” orecchiabilità; il secondo, sono tutti brani che hanno un loro spessore, non puzzano di finto, di prodotto da supermercato fine a se stesso o dei soliti auguri di buon natale; infine il terzo punto, la voce di Valentina, e chi l’avrebbe mai detto? C’è poco da dire, veramente bella, una voce sporca, rauca, dolorosa, di rara intensità. Una scelta coraggiosa e non scontata quella di cimentarsi in una realtà ben lontana dai soliti ricchi premi e cotillons, una scelta  riuscita? probabilmente si ma non è quello che interessa a noi di Roots!, lo sapete bene, qui si bada “a’i lesso”, cioè alla musica ed a quello che ci può raccontare. The Cracks Of The Soul, album di debutto in questo appena iniziato ed ancora infausto 2021 per Valentina Sguera, in arte ShE! NoThinG insieme a Paolo Fattorini; cosa aspettarsi dunque? Proprio quello che non ci aspettavamo, una voce fuori dal coro prima di tutto, un lavoro onesto e sincero (che poi piaccia o meno è sempre una questione di gusti ma se ne parliamo qui su Roots! vuol dire che un motivo c’è), un lavoro che richiede del tempo per apprezzarne tutte le sue sfumature, le spigolosità, i suoi tratti dolorosi e malinconici; un suono che pesca a piene mani (ma con i piedi ben piantati in questo presente) nel sound cantautorale (sia femminile che maschile) degli anni 70 ed in quello più underground degli anni 80, dal folk acustico ed impegnato di Bob Dylan e Woody Guthrie ad atmosfere più introspettive in stile Joni Mitchell o Joan Baez fino ad abbracciare sonorità più aggressive che possono ricordare sia Patti Smith ma soprattutto la più eclettica PJ Harvey, intendiamoci, si tratta solo di sfumature, la voce di Valentina sa come “raccontare” storie, anzi, se si riesce a dimenticare tutto “il resto” sembra nata apposta per questo e vi assicuriamo che è un gran bel sentire. Una precisazione (forse inutile ma crediamo necessaria), The Cracks Of The Soul è stato anticipato da tre singoli (video annessi), Woman, Rabbit Hole e I Wanna Get Rich, singoli che, per nostra scelta e linea editoriale, non abbiamo ascoltato, non ascoltiamo mai le anteprime ma preferiamo concentrarci sull’album nella sua interezza, un singolo per quanto buono possa essere (ed anche se non lo fosse) non fa un’album, recensire e parlare di musica richiede altro; detto questo non seguiremo la solita classica lista della spesa (non è nelle nostre corde), preferendo un’approccio più di pancia, un “sentire” sconclusionato, ad intuizione e così sarà anche questa volta. Non sappiamo come sia il mondo luccicante delle “celebrities” e nemmeno ci interessa saperlo ma sappiamo quando un brano è intriso di quel dolore profondo che sa graffiare l’anima, che sa di “reale”, come l’aspra Hold On, una ballata elettro-acustica che sul finale deraglierà in un pulsare di suoni psycho-garage anni 60, una voce, quella di Valentina, che sa incresparsi sulle corde dell’anima con la violenza (e la delicatezza) dell’infrangersi sugli scogli di un onda del mare; oppure lasciatevi catturare dalle note malinconiche ed immensamente belle di Woman, un brano di delicata sensibilità che parla di quella follia “normale” che oggi tutti chiamano, con formale ed assuefatta leggerezza, femminicidio, come se bastasse una parola a comprenderlo ed in qualche modo a “pulirsi la coscienza”, Valentina lo racconta a modo suo e lo fa senza usare tanti giri di parole o ipocrisia alcuna, Woman, un titolo che è un’infinità di storie, saltiamo volutamente qualsiasi analisi sul brano che scoprirete da soli ma tanto di cappello, il silenzio qualche volta vale più di mille parole; dai profumi West-Coast che sanno di California e di tramonti sull’oceano la dolcissima Lady e che gioia nell’ascoltare quel suo intrigante refrain semplice quanto perfetto, un crescendo finale che forse ne appesantisce un pò la sua “leggerezza” ma ci va ugualmente bene, l’atmosfera è quella giusta. Ed ora alzate il volume al massimo perchè un pezzo come Don’t Be Afraid lo merita tutto, un’altra ballata mid-tempo graffiante come l’ennesima sigaretta, quella che sa di un’ormai, quando quell’ormai “è tardi”, ma c’è anche l’incedere irresistibile di Rabbit Hole, un brano folk-roots dai riverberi anni 60 che sa di polvere, di cactus e di un vivere ai margini del nulla; e che dire della più lenta e seducente My Soul, una ballata notturna intrisa di quell’amara tristezza che ci ricorda lo stile compositivo dei grandi Nick Cave e Tom Waits e che vi sedurrà l’anima per trascinarla là dove anche le sconfitte hanno un sapore più dolce, un pezzo del quale chi è abituato a vincere non ne sentirà il bisogno ma per altri, per i molti, può essere un buon luogo dove ri-trovarsi. E qui però ci fermiamo, state leggendo Roots! non un volantino delle offerte di un qualunque discount (speriamo), a voi il piacere di sfogliare le canzoni di questo The Cracks Of The Soul come un libro di storie, di racconti che vi porteranno lontano; Valentina chi?? Ora lo sapete, una donna con le “contropalle” così come tutte le donne (famose o meno) ed il loro quotidiano e necessario vivere. Qui o qui  (ma incompleto) dove potrete scoprire questo piccolissimo “diamante” grezzo nella speranza che resti tale e non vada ad incorniciare qualche inutile gioiello da sfilata; intendiamoci, non un capolavoro, forse nemmeno imprescindibile ma ci piace così, maledettamente sporco, fragilmente umano; da Roots! è tutto e come sempre a modo nostro. Buon ascolto.  

 

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