Roots! n.490 luglio 2022 Samosa Live Sessions 8422 – The Backdoor Society / XIWT

Samosa Live Sessions 8422 - The Backdoor Society / XIWT

Samosa Live Sessions 8422 – The Backdoor Society / XIWT

(2022, Bastione Records)

by Simone Rossetti

Le cassette sono belle, le cassette sono gialle, le cassette sono verdi, le cassette con quel nastroooo..” parafrasando/omaggiando gli Skiantos di Mi Piaccion Le Sbarbine.

La Bastione Records della Val Tidone…c’è ancora chi ostinatamente crede nelle cassette e c’è ancora chi “osa” registrare qualcosa dal vivo senza artifici vari ma affidandosi semplicemente a quello che poi sarà “catturato” su nastro (masterizzazione a cura di Denis Cassi), nessuna “lucidatura” a compiacere un ascolto per orecchie e pseudo-cervelli “moderni” solo quel “suono sporco” che di vita puzza e di rock’n’roll ancora ci narra. Come in ogni buona musicassetta che si rispetti troverete un lato A ed un lato B, in questo caso il primo riservato ai The Backdoor Society ed il secondo tutto per gli XIWT (Collettivo Super Stanzy), ascolto leggermente diverso ma davvero un bel sentire in entrambi i lati….fermi un attimo, avevamo lasciato questa cosa per “il gran finale” (con fazzoletti alla mano) ma sarebbe un torto enorme (a noi, a voi, a loro) non chiarire subito la “dimensione” di questo ascolto, sul link che troverete a fine articolo e che vi rimanderà alla pagina/ascolto di questo live potrete scaricare il tutto anche in formato digitale…non fate cazzate, c’è questa splendida “cassettina” che se non altro non potrà che farvi bene e non ve ne pentirete. Ora che ci siamo rovinati il gran finale ad effetto (tranquilli ne troveremo un altro) vi basterà premere il tasto play….fra Plan 9, Long Ryders, Dream Syndicate, Died Pretty, Radio Birdman, questo è lo psycho-garage-beat dei piacentini The Backdoor Society, Giovanni Orlandi alla voce, Simone Modicamore alle chitarre/cori, Denis Cassi al basso/cori e Andrea Corti alla batteria (qui se volete dare un ascolto al loro ultimo LP in studio) ed a scanso “di revival” (fortunatamente) la differenza fra un ieri ed un oggi la faranno proprio questi ragazzi. Ttrittico iniziale da paura, 1000 Tears, I’m Gonna Miss e Janet (cover del brano inciso nel 1965 dagli svizzeri Les Sauterelles), i Backdoor pestano duro e lisergico, qui e ora (voce e “presenza” di Orlandi veramente notevole ma sono tutti bravi e non lo diciamo tanto per dire) e poi quel “suonaccio” che in questi tempi falsamente e volutamente asettici suona così vero, malsano, vitale; 12 tracce di puro rock’n’roll “nude e crude” che vi faranno sobbalzare chiappe, anima e forse anche un cervello abbandonato a prendere polvere da qualche parte; live che si concluderà con il demoniaco punk’n’roll di Miss Hargreavers dopodiché fra gli applausi del pubblico presente lasceranno il palco…ma a questo punto non ci basta, usciamo anche noi dal locale (in realtà dal lato A della cassetta) sì sazi ma come fare ora ad andare a letto e riuscire a prendere sonno?? Fortunatamente c’è ancora un lato B (c’è sempre un lato B) e va detto, un devastante lato B a firma XIWT (zona Mantova/Brescia, un singolo autoprodotto e tutto un possibile divenire). Un post-punk dall’approccio personalissimo, straniante (forse anche merito della interessante voce di Marti Lalouche) eppure siamo lì, zona Wire, Mission Of Burma, Tuxedomoon??….una cover di See The Children dei Cure che tanto di cappello (più punk che post) mentre Doom è una mina vagante di adrenalina, sudore e intuizioni non scontate, c’è il punk-beat di Jam che se solo la avessero incisa le Bangles…..; una tiratissima Famila, talmente bella, talmente punk da lasciare disorientati ed a chiudere un tutto il rituale pichedelico in puro delirio sonico di Kookaburra (non imprescindibile ma a fine live ci può stare). Ora sì, ora finalmente possiamo ritirarci a pancia e budella strapiene, il problema è quel finale ad effetto già bruciato…nastro, cassetta, banale scatoletta di plastica, possibile e sicuro “smadonnamento” quando arriverà quel giorno (e statene certi che arriverà) in cui il nastro vi resterà tutto “aggrovigliato” nel lettore ma che sentire!. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).

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