Roots! n.394 marzo 2022 Sam & Dave – I Thank You

Sam & Dave - I Thank You

Sam & Dave – I Thank You

(1968, Atlantic Records)                             

by Simone Rossetti

Sam e Dave, i “fratelli dinamite”, sul finire degli anni ‘60 scalarono le classifiche soul e R&B fino a raggiungere le vette più alte (e restarci), non ce n’era per nessuno, erano i migliori e non a caso; Sam Moore (voce tenore) e Dave Prater (voce baritono) crearono una miscela esplosiva senza precedenti, soul, R&B, gospel, blues, un senso del ritmo trascinante ed un suono ancora oggi attualissimo (figuriamoci per l’epoca). Ad aprire l’album sarà proprio I Thank You e mamma mia che pezzo! Soul e rhythm and blues all’ennesima potenza, breve intro di batteria ad introdurre la voce di Sam e la sezione fiati, basso pulsante, poi la voce più calda di Dave ed è qui che il brano spiccherà davvero il volo fino a toglire il respiro, segue Everybody Got To Believe In Somebody altro bellissimo pezzo introdotto dai fiati e da un orchestrazione “moderna”, chorus e refrain senza tempo; Wrap It Up è puro groove, impossibile resistergli, per citare Jimmy Rabbitte nel film di Alan Parker The Commitments (1991) mentre rivolto alla band gli dice “quindi ripetete con me ad alta voce, sono un negro e me ne vanto” (a parte questo se ve lo siete perso prendetevi del tempo per rispolverarlo perchè è un film di rara intelligenza e bellezza); c’è If  I Didn’t Have A Girl Like You il classico “lentone”, forse un pò troppo appesantito ma che conserva intatta tutta la sua carica emotiva prettamente soul e poi la più funky Talk To The Man, solare ed immensa; menzione a parte per Ain’t That A Lot Of Love, il suo incedere iniziale è un capolavoro ma tutto il brano si protende verso un soul incalzante e potente, grande lavoro al basso che non si risparmierà un attimo, a chiudere That Lucky Old Sun con una orchestrazione iniziale di fiati da “capolavoro” mentre le voci di Sam e Dave si alterneranno in un crescendo senza eguali, una grande prova interpretativa capace di lasciare il segno. Che altro aggiungere, la collaborazione fra i due terminerà nel 1975 con l’album Back At’Cha! ed alla quale seguiranno strade e destini diversi, Dave lascerà questa terra nel 1988 in seguito ad un incidente d’auto, Sam proseguirà un’attività artistica (tanto di cappello) che lo porterà fino ad un oggi. Oggi (da qui in poi dovrete leggere fra le righe), tempi bui ed “incasinati”, se è vero (e lo è) che si raccoglie quel che si semina allora aspettiamoci un domani ancora più fottuto di questo presente; no, non fate l’errore di mollare, non ne varrebbe la pena, continuate a seguire una vostra bussola qualunque essa sia, non smarritevi in un quotidiano nulla e per citare un’ultima volta Jimmy Rabbitt “Il soul ha il ritmo del sesso e anche il ritmo della fabbrica, ha il ritmo dell’operaio, del sesso e della fabbrica. Il soul è musica che il popolo capisce, certo, è musica semplice ma ha qualcos’altro, qualcosa di speciale, è onesta, ecco, è sincera, non è musica stronza, ha il coraggio di dire che viene tutto dal cuore”. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).

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