Roots! n.501 luglio 2022 Rooms By The Sea – Rivers And Beds

Rooms By The Sea - Rivers And Beds

Rooms By The Sea – Rivers And Beds

(2022, RBTS Records)

by Simone Rossetti

Ci arriviamo sempre, con i nostri tempi ma ci arriviamo, soprattutto con un nostro “sentire” che verità assoluta non è né tantomeno pretende di esserlo, un confrontarsi però sì, onesto e speriamo il più oggettivo possibile (poi tutto è discutibile). Teresa Rossi è la vocalist (e chitarrista) dei fiorentini Rooms By The Sea (Lapo Querci alle tastiere, Mattia Papi al basso ed Elena Collina alla batteria e percusssioni) qui al loro album di debutto per la RBTS Records e se partiamo da lei è proprio per la sua voce che ci ricorda tanto (tanto non vuol dire esserne una spudorata copia, anzi, a Teresa la personalità non manca) quella di Dolores O’Riordan dei Cranberries, calda ma anche “affilata”, sicura e fragile allo stesso tempo, bella (anche “tristemente” bella)….Album sul quale ci sarebbe da dire molto ma anche “nulla” tanto scorre tutto così perfetto, un dream-pop malinconico dai profumi anni ’90 ma frutto “di questi tempi”; piacevole, tranquillamente radiofonico, prodotto ottimamente, dal respiro internazionale (testi in inglese) e siamo certi che affinando leggermente il tiro (ma nemmeno poi tanto, Rivers And Beds suona proprio così come deve suonare) questi ragazzi arriveranno lontano…..Un momento, siete su Roots!, qui non recensiamo ma parliamo semplicemente di musica in tutte le sue sfumature, non dobbiamo compiacere nessuno poi ci sta anche di fare considerazioni errate ma è un rischio che corriamo volentieri….ed è quel “suona proprio così come deve suonare” che non ci accontenta. L’iniziale Another Life è sicuramente un bel brano, arioso, sognante, mai sopra le righe e dove la voce di Teresa farà una differenza non da poco inerpicandosi su vette veramente alte e sfiorando quei territori più oscuri dell’animo con malinconia e dolcezza; anche Great Void è un bel sentire almeno inizialmente poi però sembra perdere di slancio nel refrain, “non morde” (quasi ma non del tutto, non come ci si aspetterebbe); Lost Thought, Copenhagen e Hollows (Seeking For) hanno tutte delle buone intuizioni, promettono bene e si ascoltano bene ma si torna sempre lì….funzionano, sono ben suonate ma…(poi ci arriveremo). La riflessiva New Lights riprende un po’ le atmosfere iniziali, ha sicuramente classe e possibilità ma non spicca il volo, non esplode, ad un sanguinare “vero” sembra preferire questa sorta di limbo “pop”, piacevole ma restiamo con l’amaro in bocca (forse sbagliando e pensando ad “altro”) e lo stesso si potrebbe dire per la malinconica Cold Stream (che di potenzialità ne avrebbe eccome e dalle quali vorremmo esserne travolti ma non accadrà, non può accadere) o per la conclusiva Tomorrow….Lo ammettiamo, ci fa quasi “rabbia”, un album che è un’attesa, brano dopo brano aspettiamo che da un momento all’altro la fiamma si accendi e tutto (compreso noi) prenda fuoco…attesa vana eppure è lì, a portata di mano, una fiamma che però è anche una scelta, da sola non si accende (capita ma rarissimamente), “una voce” che per quanto possa essere bella non può bastare…..Fermi, come abbiamo detto queste sono solo considerazioni di un “sentire” discutibilissimo, Rivers And Beds è un buon album, sicuramente superiore alla mediocrità/banalità imperante di questi tempi…troppo per un accontentarsi, questo è il problema (per noi, sia ben chiaro). Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).

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