Roots! n.365 gennaio 2022 Robert Johnson

Robert Johnson - Retrospettiva (Una)

Robert Johnson – Retrospettiva (Una)

by Simone Rossetti

Prologo:

Nei dintorni di Greenwood, Mississippi; tre distinte lapidi a ricordo di Robert Johnson (Robert Leroy Johnson), in quale realmente riposi non è dato sapere ma una di queste (cimitero di Payne Chapel, Quito) recita così “Resting In The Blues” ed a noi basta ed avanza.

Premessa:

Non partiremo né da un inizio né da una fine ma più semplicemente da una “presunto mezzo” di quello che è stato il breve scorrere della vita di Robert Johnson, nato l’8 maggio del 1911 a Hazlehurst, capoluogo della contea di Copiah, Mississippi e morto il 16 agosto del 1938 a Greenwood, città leggermente più a nord ma sempre di Mississippi si tratta. Retrospettiva, una, perchè ne esisteranno e ne leggerete sicuramente di migliori.

Retrospettiva (Una):

Leggenda narra che tutto abbia avuto inizio allo scoccare della mezzanotte ad un crocicchio perso in un nulla e dimenticato da dio (ma non dalla storia); qui Robert Johnson stipulò un patto con il diavolo in persona, la sua anima in cambio di una tecnica chitarristica (quella del fingerpicking) senza eguali e così fu. Va bene, sono solo leggende e tali resteranno ma attendibili fonti dell’epoca (cioè da chi ha conosciuto di persona Robert Johnson) narrano che inizialmente in quanto a tecnica fosse piuttosto modesto, poi accadde qualcosa perchè la vita quando vuole essere implacabile e feroce sa come esserlo. Solo un breve accenno (se poi volete addentrarvi fra questi “demoni” in rete troverete di tutto e di più, per nostra scelta non qui); sposatosi nel 1929 con Virginia Travis (allora sedicenne) la perderà l’anno successivo durante il parto, lei e la piccola, da qui inizierà una discesa negli inferi fra alcool, donne, vagabondaggio e demoni interiori, fatto stà che nessuno lo vide più od ebbe sue notizie, sparito nel nulla fino a quando un bel giorno “tornò”, lui o “chi per lui” perchè quando suonava il suo blues non ce n’era per nessuno e nessuno ci sarebbe stato più; si risposerà nel 1931 con Colletta Craft, forse quell’ultima ancora di “salvezza” ma non funzionò perchè il blues, il diavolo, non potavano aspettare. Alla sua dipartita aveva 27 anni, qualche imbecille in seguito conierà il termine “Club 27” ma su questo preferiamo sorvolare, la verità è che se ne andò dopo pochi giorni (sembra per avvelenamento, sembra per altro) fra atroci sofferenze “Morì in ginocchio, sulle sue mani, abbaiando come un cane” (Cit. Greil Marcus), c’è chi dice per una questione di donne, chi per una presunta rivendicazione della sua anima da parte del diavolo e chi più ne ha più ne metta. Cosa resta, restano 29 tracce ufficiali (più alcune alternate take scartate in fase d’incisione) registrate fra il novembre del 1936 ed  il giugno del 1937 in cinque diverse session e pubblicate per la Okeh/Vocalion Records ma la storia (anche in questo caso una presunta storia) narra altro; registrazioni delle quali sono andati persi i nastri originali ma che a detta dei soliti esperti furono, al momento della stampa (su 78 rpm), “velocizzate” per dare una maggiore “modernità ed aggressività” ai brani, un espediente (sembra) abbastanza comune in quegli anni; vero? Non vero? Il diavolo che ha bisogno di una umana “spintarella”? Non lo sappiamo, sta di fatto che il suo delta blues suona immenso ieri come oggi, magia pura, voodoo, un inganno “temporale”, lasciate perdere le milioni di cover di artisti più o meno famosi, lasciate perdere (è una cosa che eventualmente verrà dopo) letture o cinematografie varie più o meno attendibili, ascoltate questa Musica e basta, c’è solo un personale sentire ed un umano crocicchio che nel bene o nel male accomuna le nostre quotidiane miserie.

Epilogo:

Vi lasciamo il link a due album entrambi pubblicati per la Columbia Records, King Of Delta Blues Singers e King Of Delta Blues Singers Vol. II rispettivamente del 1961 e 1970, qui troverete quelle 29 tracce mancanti alla vostra anima ma non temete, alla fine è solo blues, solo delta blues “You may bury my body, down by the highway side, (Baby, i don’t care where you bury my body when i’m dead and gone), You may bury my body, ooh, down by the highway side, So my old evil spirit, can catch a Greyhound bus and ride” (Tratto da Me And The Devil Blues)

King Of Delta Blues Singers (qui o qui)

King Of Delta Blues Singers Vol. II (qui o qui)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error: Content is protected !!