Roots! n.534 settembre 2022 Richard Williams – New Horn In Town

Richard Williams - New Horn In Town

Richard Williams – New Horn In Town

(1960, Candid Records)

by Simone Rossetti

Perchè vedete…non si tratta mai di quanto un album possa essere “bello o brutto” ma la storia che c’è dietro….e non importa quanto questa possa sembrare “banale”, quotidiana…..è solo una storia come e fra molte altre che noi (nel nostro piccolo) cerchiamo di strappare ad un oblio.

Richard Williams (1931 – 1985), trombettista jazz che ha suonato con tutti i più grandi del suo tempo…..Bill Evans, Roland Kirk, Yousef Lateef, Charles Mingus, Jaky Byard…una lista lunghissima…”Si ok…ma cosa ci sarebbe di così speciale??”….Niente è speciale ed a prescindere ma lo può sempre diventare da come la leggiamo, ascoltiamo, percepiamo. Richard Williams ha inciso a suo nome un solo album (e ci piace pensare perché non ne avesse materialmente il tempo), questo New Horn In Town del settembre 1960, al Nola Penthouse Studio di New York City…..solo questo, nient’altro…e “che cazzo!” ci verrebbe da dire (e lo diciamo). Insieme a lui Leo Wright al sax alto e flauto, Reggie Workman al basso, Bobby Thomas alla batteria e Richard Wyands al piano (forse poco conosciuto ma veramente bravo e di lui ne riparleremo)….Fermi, importante…un jazz che riproposto oggi mentre vi state bevendo uno spritz e vivendo un nulla è un conto ma qui è altro…siamo nel 1960, N.Y.C. ed ha ancora un senso…..Bebop, hard bop, quanto di più “jazz-tradizionale“ possa esserci e non aspettatevi altro ma che eleganza, che stile….Ad aprire le danze I Can Dream, Can’t I?….esposizione del tema…un solo lasciato ai singoli, ripresa del tema, fine…..perché questo è (in tutta la sua “semplicità”) un jazz che si ascolta per “piacere”, per “goderne” e senza farsi troppe “problematiche”…Ferris Wheel, la leggerezza di Blues In A Quandary, un classico senza tempo come Over The Rainbow….va bene, siamo nel più classico dei classici ma un buon album come primo approccio ad un “genere” oggi svilito ad “accompagnamento-spritz-vip-villa in collina”….non è così, sarà anche un jazz posticcio (sicuramente) ma è una musica nobile, suonata da musicisti con le contropalle, che ha un suo “tempo” e non più un nostro…eppure…eppure ha una sua storia, semplice ma bella. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).

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