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Roots! n.188 maggio 2021

Ramihrdus-Midsummer’s Twilight

Autore: Ramihrdus

Titolo: Midsummer’s Twilight

Tracks: 1. Mistress Of The Frigid Night – 2. The Forest Will Weep – 3. Red Embers – 4. Midnight In Autumn – 5. Yunalesca’s Moon – 6. Springtime In The Valley – 7. Midsummer’s Twilight

Anno: 2019

Genere: Black-metal, Folk, Atmospheric   

Città: Wisconsin (U.S.A.)

Componenti: All songs written, recorded and performed by Bryce Witt, backing vocals Madelyn Mason e Rick Sowl

Etichetta: Anthrazit Records

Formato: Digitale, CD

Sito web: Ramihrdus

 

Ramihrdus-Midsummer’s Twilight

by Simone Rossetti

Tempi bui ed ancora in divenire nonostante quello che quotidianamente ci raccontino ma va bene così, non chiediamo altro, che il cielo torni azzurro ed il sole risplenda sulle nostre umane miserie; poi capita di imbattersi in un “piccolo” album come questo e solo allora capiamo la necessità di un andare “oltre”, oltre cosa vi starete chiedendo, non lo sappiamo e non aspettatevi risposte. Avvicinatevi a questa musica in punta di piedi, senza disturbare, prendetevi (ritrovate) un vostro tempo e lasciate che il suo scorrere faccia il resto; i soliti molti (i cosi detti “puristi”) vi diranno che non è black metal ed in effetti non lo è, la musica di Bryce Witt, in arte Ramihrdus, è più vicina ad un atmospheric-melodic-black metal ma ridurre questa musica ad etichette di genere non gli renderebbe merito, è grande musica (Musica, con la m maiuscola), che poi non sia “il vosto genere” è pur sempre una questione di gusti personali ma non fermatevi alle apparenze, dategli e datevi quella possibilità in più che merita e che meritate. Riguardo a Bryce Witt non possiamo dirvi molto tranne che proviene dallo stato del Wisconsin (U.S.A.) e che Ramihrdus è un progetto interamente a suo nome (tranne rare ed occasionali collaborazioni) nato in un ormai lontano 2012 e proseguito fra vari split, singoli ed Ep fino a questo (non ultimo) Midsummer’s Twilight (2019) pubblicato dalla Anthrazit Records e che dire, un bell’album. Se qualcosa avrete già intuito (nel bene e nel male, puristi o meno, che siate discotecari o punk) lasciate perdere, se ne parliamo qui su Roots! un motivo c’è e va al di la del bello o meno bello (un banale mi piace/non mi piace) ed è proprio quell’”oltre”, doloroso, affascinante, inspiegabile, necessario. Prendete Red Embers, qui non troverete alcun cielo azzurro ma solo una malinconia profonda, lacerante eppure a suo modo serena, una sensazione di ineluttabile fine e maestosità, introdotta da poche note di piano ed a seguire un incedere greve ma comunque sempre sommesso ed arricchito da orchestrazioni-ambient di grande intensità, qui non ce n’è per nessuno (o per pochi), la voce di Bryce non è ovviamente la classica bella voce alla quale comunemente si pensa, è uno scream nella più classica tradizione black metal eppure disperato, sanguinante (di vita) e non è da meno Midnight In Autumn, un “consiglio” (qui non diamo consigli), nel mentre ascoltate questo pezzo affacciatevi fuori dalla finestra e guardate giù in strada (o guardatevi intorno), fate caso al nostro piccolo scorrere quotidiano scandito da tempi, bisogni e necessità, ecco quell’andare “oltre” al quale accennavamo prima, “andrà tutto bene” ci raccontavano (e ci raccontavamo), oggi non è ancora così ma c’è questo desiderio impellente di “normalità” da supermercato che stentiamo a comprendere (poi ciascuno è libero di pensarla come vuole); belle le voci di Madelyn Mason e Rick Sowl che spesso duettano o accompagnano nei cori quella di Bryce, molto più dolci ed “atmosferiche” e che faranno da “ago della bilancia” fra questo presente e l’oblio. Yunalesca’s Moon è un altro brano dove perdersi e lasciare che il tempo “altro” segua un suo scorrere, riff secchi, lenti, poi un crescendo su vette altissime ed è tutto un altro “vedere”, non siamo più legati alle nostre miserie ma respiro stesso della natura. Potremmo parlarvi di Springtime In The Valley e ancora e ancora ma non lo faremo, non vogliamo ridurre questa recensione ad una lista della spesa né rovinarvi il piacere della scoperta e di un ascolto, no, noi ci fermiamo qui a voi la scelta se proseguire o meno. Di Ramihrdus ne riparleremo per il momento “accontentatevi” di questo Midsummer’s Twilight, bello a prescindere, bello se scegliete di avventurarvi in questi sentieri impervi, e da Roots! è tutto e come sempre buo ascolto (qui). 

Ramihrdus-Midsummer’s Twilight

by Simone Rossetti

Translated by Queen Lady

Dark times and still in progress despite what they tell us every day but that’s okay this, we ask nothing more, that the sky turns blue and the sun shines on our human miseries; then it happens to come across a “small” album like this and only then do we understand the need for a to go “beyond”, beyond what you are wondering, we don’t know and do not expect answers. Approach this music on tiptoe, without disturbing, take (find) yours time and let its flow do the rest; the usual many (the so-called “purists”) will tell you that is not black metal and in fact it is not, the music of Bryce Witt, aka Ramihrdus, is closer to an atmospheric-melodic-black metal but reducing this music to genre labels is not worth it would give credit, it is great music (Music, with a capital m), which is not “your genre” it is still a matter of personal taste but do not stop at appearances, give them and give yourselves that extra chance that it deserves and that you deserve. We can’t tell you much about Bryce Witt except he’s from the state of Wisconsin (U.S.A.) and that Ramihrdus is a project entirely a his name (except for rare and occasional collaborations) born in a distant 2012 and continued between various splits, singles and Ep up to this (not least) Midsummer’s Twilight (2019) published by Anthrazit Records and what can I say, a beautiful album. If you have already guessed something (for better or for worse, purists or not, whether you are disco or punk) forget it, if we talk about it here on Roots! A there is a reason and it goes beyond beauty or less beautiful (a trivial I like / dislike) and it is that “beyond”, painful, fascinating, inexplicable, necessary. Take Red Embers, not here you will find no blue sky but only a deep melancholy, tearing and yet serene in its own way, a sensation of ineluctable finesse and majesty, introduced by a few piano notes and then by a heavy pace but always subdued and enriched by great ambient orchestrations intensity, here there is none for anyone (or for a few), Bryce’s voice is obviously not the classic one beautiful voice that is commonly thought of, is a scream in the most classic black metal tradition yet desperate, bleeding (with life) and no less Midnight In Autumn, a “tip” (here we do not give advice), while listening to this piece lean out the window and watch down in the street (or look around), pay attention to our little daily flow marked by times, needs and necessities, here is that going “beyond” which we mentioned earlier, “everything will go good “they told us (and we told each other), today it is not yet so but there is this desire urgent of “normality” from the supermarket that we find it hard to understand (then everyone is free to think as he wants); beautiful voices by Madelyn Mason and Rick Sowl who often duet or accompany in the choirs that of Bryce, much sweeter and “atmospheric” and that will act as a “needle of the balance “between this present and oblivion. Yunalesca’s Moon is another song to get lost in and let the “other” time follow its own flow, dry, slow riffs, then a crescendo on peaks very high and it’s a completely different “seeing”, we are no longer tied to our miseries but breath itself of nature. We could tell you about Springtime In The Valley and again and again but we won’t, we don’t want to reduce this review to a shopping list or spoil the pleasure of discovery and a listen, no, we stop here, the choice is yours whether to continue or not. By Ramihrdus ne we will talk again for the moment “be satisfied” with this Midsummer’s Twilight, beautiful regardless, nice if you choose to venture into these rugged trails, and from Roots! it is everything and as always good listening (here).

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