Roots! n.369 gennaio 2022 Progetto No Name / Duo Serpe – In Der Galerie

Progetto No Name / Duo Serpe - In Der Galerie

Progetto No Name / Duo Serpe – In Der Galerie

(2022, recorded live on October 30, 2021)

by Tommaso Salvini

Seconda collaborazione tra Progetto No Name, duo ubicato a Pontedera in provincia di Pisa, e Duo Serpe, altro duo ma da Siena. Due storie diverse ma attigue, votate entrambe alla sperimentazione, alla manomissione del suono, alla rigida regola che la scelta di una totale libertà compositiva impone; si, stiamo parlando di Noise, Drone, Musique Concrete, partiture mai scritte per strumenti rotti. La prima registrazione condivisa fra i due progetti era in studio, un libero esprimersi all’interno di una stanza chiusa, insonorizzata, dove gli unici attori erano i quattro musicisti e basta: un lavoro eccezionale nella sua inquietudine, nei suoi fantasmi, in quel suo senso di paranoia… Stavolta siamo dal vivo, a Pisa, presso la Galleria d’Arte Studio Gennai: nessuna rivisitazione del disco precedente ma solo novità, continua novità…Nella prima traccia ascoltiamo un processo di divenire comune, non solo dei musicisti ma anche della Galleria stessa, del pubblico: tutto viene tradotto in suono, il suono diventa comunicazione, assimilato e processato dai campionatori, procede in un crescendo dove tutto, dai fruscii dell’ambiente circostante gli artisti fino alle chiacchiere degli avventori, diventa composizione Ambient, emotiva, destrutturata, che si risolve in un finale dove è la tensione nervosa, e non la ritmica (totalmente assente), a determinare il pathos del finale. Nella traccia 2 rimane solo un trombone a dialogare con il silenzio circostante. Il pubblico è attento, ipnotizzato e tace. Poi il silenzio diventa un campionamento di rumori bianchi, leggeri, crudeli, inumani ed industriali: il trombone non molla, in preda a ricami psicologici e intimisti, mentre tutto intorno cresce, aumenta: campionature, loop, disperazione. Anche qui un crescendo che diventa baccanale di suoni, rumori, intenzioni, loop di chitarra, volontà protese nel descrivere il caos interiore di ognuno di noi… un fraseggio tronco di chitarra e rumori da navicella spaziale alla deriva portano il tutto verso lo scatafascio, il delirio, l’ultimo passo: il viaggio nello spazio siderale era solo un sogno, oggi è un altro giorno scandito da meccanici tormenti industriali….Stavolta, per la traccia tre, il jazz del trombone viene manomesso, doppiato, fatto dialogare con se stesso; campionature di spari nella notte, ritmiche industriali ed una voce, una voce maledetta, mandata al contrario: comunicazioni di servizio da un oltretomba che pare più una discarica che un paradiso o un inferno. Non si cresce né si decresce nell’economia del brano, si rimane impantanati nella discarica, in eterno e senza requie: un oblio orribile, dove la post-modernità non è più usata come richiamo ad un certo tipo di arte ma come vera e propria minaccia all’udito. La violenza che diventa parte integrante del vivere comune. La traccia tre è un incubo, l’incubo che stiamo vivendo tutti oggi giorno. Un arpeggio lieve, disarmonico, e il trombone, sempre più in preda ai suoi deliri, accompagnano verso un finale quieto ma non lontano dagli spettri ospitati nell’intero svolgimento: se si riesce a sopravvivere a questo pezzo, si può sopravvivere a tutto. Sul serio. La quarta traccia chiude il disco tra percussioni industriali ed irregolari, piccole esplosioni di bolle da pozzanghere di liquidi di scarto da produzione massiccia: si ode in lontananza come un organo che vibra, sintetizzato in suono digitale ed asciutto, quasi rubato alla colonna sonora di Arancia Meccanica. Poi il linguaggio del silenzio, dell’atmosfera, l’ambiente circostante che torna a suonare coi musicisti: fruscii, cigolii, feedback; non il silenzio che abbiamo d’intorno, quanto quello che ci portiamo dentro, qui descritto, argomentato e finalmente imprigionato ad imperitura memoria: i Progetto No Name e il Duo Serpe promuovono l’ascoltatore a complice… “essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare” il messaggio lanciato, il campionamento a tradimento: il teorema che si ottiene dopo l’analisi dell’insieme. Scienza, arte e musica. Forse per vivere serve solo questo; da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).

Duo Serpe
Paolo Acquaviva: trombone
Cristiano Bocci: live electronics, synths, samples

ProgettoのName
Dario Arrighi: electronics
Sara Fontana: electric guitars, effects, samples, objects, tools

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