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Roots! n.222 luglio 2021

Powerline Sneakers-Disasterpiece

Autore: Powerline Sneakers

Titolo: Disasterpiece

Tracks: 1. Signs, 2. Julie, 3. Miracle Of Sin, 4. Wedding Ring, 5. Dream Feature, 6. Miss You, 7. Don’t Shit Me Now, 8. Hypochondriac, 9. Two Step Wreck, 10. Spectre, 11. Miles Of Love

Anno: 2017

Genere: Punk rock, rock’n’roll, garage music, Motown, beat music

Città: Melbourne (Australia)

Componenti:  Sly Faulkner (chitarra e voce), Mark Hurst (batteria), John Nolan (chitarra), Katie Dixon (basso)

Etichetta: Kasumuen Records

Formato: CD, digitale

Sito web: Powerline Sneakers

Powerline Sneakers-Disasterpiece

by Simone Rossetti

Band australiana proveniente da Melbourne, una specie di “super-gruppo” formato da Sly Faulkner (Splatterheads) alla chitarra e voce, Mark Hurst (Yes Men) alla batteria, John Nolan (Powder Monkeys) alla chitarra e Katie Dixon (Ripe) al basso e qui al loro abum di debutto, questo Disasterpiece realizzato nel maggio del 2017 e pubblicato in CD e digitale per la Kasumuen Records, purtroppo non possiamo dirvi molto altro ma per fortuna ci viene in aiuto la musica e tanto basta. 2017, in tremendo ed imperdonabile ritardo ma ci siamo arrivati e vi assicuriamo che ne è valsa la pena e non vi deluderà; un quanto mai semplicissimo ed irresistibile punk rock speziato di infuocato garage-beat anni 60 e di soul in stile Motown (si, avete letto bene) che fa bene all’anima e alle budella; basterebbero da sole Don’t Shit Me Now, Hypochondriac o la splendida Spectre (con una sezione fiati micidiale) a colorare questo fottuto mondo grigio e asettico, è vero, si potrebbe obiettare che alla fin fine è il solito “rockettino” senza pretese ma ascoltatevi i “cori” in stile Supremes, The Marvelettes, Martha And The Vandellas o le ottime variazioni armonico-melodiche e capirete lo spessore di questa musica (stiamo parlando di spessore musicale, di quelle cose fatte bene e con passione). Atmosfere che si faranno più dure nella tiratissima e “drammatica” Miss You (non lasciatevi ingannare dall’intro), una sezione ritmica di tutto rispetto mentre le due chitarre dilaniano riff su riff sopra ad un refrain di bellezza ed intensità spiazzanti; Julie non sarebbe dispiaciuta ai grandissimi Hüsker Dü e questo è un complimentone che riserviamo veramente a pochi, è hardcore ma con una musicalità fuori dal comune, quasi pop, irresistibile ed è un gran sentire; bella anche se non raggiunge le vette della precedente è Miracle Of Sin eppure più la si ascolta più vengono fuori quelle piccole sfumature che sapranno fare la differenza. Disasterpiece si compone di 11 tracce, una migliore dell’altra (non stiamo parlando degli indiscutibili gusti personali per generi o stili) ed è proprio per questo che preferiamo fermarci qui, sarà lui stesso a portarvi sul giusto feeling. E da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).

Powerline Sneakers-Disasterpiece

by Simone Rossetti

translated by Queen Lady

Australian band from Melbourne, a kind of “super group” formed by Sly Faulkner (Splatterheads) on guitar and vocals, Mark Hurst (Yes Men) on drums, John Nolan (Powder Monkeys) on guitar and Katie Dixon (Ripe) on bass and here at their debut album, this Disasterpiece made in May 2017 and released on CD and digital for Kasumuen Records, unfortunately we can’t tell you much other but luckily music comes to our aid and that’s enough. 2017, in tremendous and unforgivable delay but we got there and we assure you that it was worth it and you will not be disappointed; a how much ever very simple and irresistible punk rock spiced with fiery 60’s garage-beat and soul in style Motown (yes, you read that right) which is good for the soul and guts; Don’t Shit alone would be enough Me Now, Hypochondriac or the splendid Specter (with a deadly horn section) to color this fucking gray and aseptic world, it’s true, one could argue that in the end it is the usual “little rock” unpretentious but listen to the “choirs” in style Supremes, The Marvelettes, Martha And The Vandellas or the excellent harmonic-melodic variations and you will understand the depth of this music (we are talking of musical depth, of those things done well and with passion). Atmospheres that will get harder in the tight and “dramatic” Miss You (don’t be fooled by the intro), a rhythm section respectable while the two guitars tear riff on riff above a refrain of beauty and unsettling intensity; Julie wouldn’t mind the great Hüsker Dü and this is a very compliment that we reserve very few, it’s hardcore but with a musicality out of the way common, almost pop, irresistible and a great feeling; beautiful even if it does not reach the peaks of the previous is Miracle Of Sin and yet the more you listen to it the more those little nuances come out they will know how to make a difference. Disasterpiece consists of 11 tracks, one better than the other (not we are talking about indisputable personal tastes for genres or styles) and that is precisely why we prefer to stop here, he himself will bring you to the right feeling. And from Roots! it’s all and how always good listening (here).

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