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Roots! n.203 giugno 2021

Ponomarev-Korolev-Kim trio-Teufelskeller

Autore: Ponomarev-Korolev-Kim trio

Titolo: Teufelskeller

Tracks: Live At Wip

Anno: 2021

Genere: Jazz, free jazz, jazz core, avantgarde, exp 

Città: Mosca (Russia)

Componenti: Anton Ponomarev (sassofoni, elettroniche), Konstantin Korolev (basso, fx), Andrey Kim (batteria)

Etichetta: Kiss The Frog

Formato: Digitale                  

Sito web: Anton Ponomarev 

 

Ponomarev-Korolev-Kim trio-Teufelskeller

by Simone Rossetti

56 minuti e 22 secondi, una traccia unica registrata live il 27 febbraio di questo fottuto ed ancora in divenire 2021 al WIP di Mosca (Russia), loro sono Anton Ponomarev ai sassofoni ed elettroniche, Konstantin Korolev al basso ed Andrey Kim alla batteria. Tutto qui? No, c’è anche altro, al termine di questa recensione troverete un video di quella serata, non casuale ma ci arriveremo. Anton Ponomarev è, senza nulla togliere agli altri, l’anima di questo progetto, non sappiamo se un genio, sicuramente “folle”, visionario, instancabile che avevamo già incontrato nei Brom (altro suo progetto parallelo) ma qui si va oltre. Avevamo qualche dubbio non sul perchè proporvi questa musica ma sul come, un’ora scarsa di free jazz, jazz-core, all’enesima potenza, nessuna pausa, nessun rallentamento se non sporadici e pochi secondi nelle quali le atmosfere si rilassano, giusto il tempo per riprendere il fiato poi si riparte in un caos che si fa ad ogni momento più cruento, devastante, ipnotico, difficile dire se ci troviamo di fronte ad un capolavoro o ad una semplice sequenza incontrollata di suoni e pulsazioni ritmiche. C’è del gran jazz, quello di scuola free anni 70 ed 80 ma in una veste più sperimentale, più hardcore (si, l’hardcore è anche questo, la strumentazione è relativa quello che conta è ben altro), un flusso continuo, ostico, dove il sax tenore di Ponomarev dialoga e si scontra con il basso potente di Korolev e la batteria di Kim (impressionante per tecnica espressiva ed in simbiosi totale con il suo strumento); un bel sentire? E qui, lo diciamo con molta onestà, non lo sappiamo, non vi troverete alcuna linea melodica o tema anche solo accennati, questo a nostro modestissimo ed umile parere è un “limite” (limite al dialogo con chi ascolta, dialogo necessario) d’altra parte è anche vero che l’approccio è diverso rispetto all’ormai “classico” free jazz di Coleman, Coltrane o Albert Ayler, una ricerca che va oltre per farsi arte. Aspettate, perchè non finisce qui, c’è un video di quella serata e li vi sarà tutto più chiaro, essere presenti e partecipi è quella chiave di svolta, il semplice ascolto non basta (non ci è bastato), per entrare in questa musica è necessario seguirne il flusso, il respiro, perchè è vitale ed ha un suo pulsare che ci arriva direttamente dall’interazione fra questi tre ragazzi, i loro strumenti che diventano anima stessa di un processo creativo e dobbiamo ammetterlo, 56 minuti che sono sembrati un soffio. Teufelskeller (non più un trio ma un gruppo vero e proprio), a questo punto aspettiamo un seguito, un album vero e proprio, non nel senso di più accessibile (che non ce ne può fregare di meno) ma più “compiuto”, ragionato (sappiamo bene quanto questo non voglia dir nulla), colorato (follemente colorato), non possiamo sempre portarvi a Mosca per vedere il live. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui) e buona visione qui sotto.

Ponomarev-Korolev-Kim trio-Teufelskeller

by Simone Rossetti

translated by Queen Lady

56 minutes and 22 seconds, a unique track recorded live on February 27 of this fucking and still inbecome 2021 at the WIP in Moscow (Russia), they are Anton Ponomarev on saxophones and electronics, Konstantin Korolev on bass and Andrey Kim on drums. That’s all? No, there is also more, at the end of this review you will find a video of that evening, not random but we will get there. Anton Ponomarev is, let’s say and without taking anything away from others, the soul of this project, we don’t know if a genius, certainly “crazy”, visionary, we have already met him in Brom (more his parallel project) but here we go further. We had some doubts not about why to offer thismusic but on the how, a scarce hour of free jazz, jazz-core, at the nth power, no break, no slowdown if not sporadic and a few seconds in which the atmosphere relaxes, just the time to catch your breath then we leave again in a chaos that becomes more and more bloody every moment, devastating, difficult to say, from just listening, if we are faced with a masterpiece or one simple uncontrolled sequence of sounds and rhythmic pulsations. There is great jazz here, that of free school from the 70s and 80s but in a more experimental, more hardcore guise (yes, hardcore is also this, the instrumentation is relative, what matters is something else), a continuous, difficult flow, where the Ponomarev’s tenor saxophone dialogues and collides with Korolev’s powerful bass and Kim’s drums (impressive for expressive technique and in total symbiosis with the instrument); a good feeling? Is here, we say it very honestly, we don’t know, you won’t find any melodic lines or themes even just hinted at, this in our very modest and humble opinion is a “limit” (limit to dialogue with the listener, necessary dialogue) on the other hand it is also true that the approach is different than to the now “classic” free jazz by Coleman, Coltrane, Albert Ayler, a research that goes beyond to become art. Wait, because it doesn’t end here, there is a video of that evening and everything will be clearer there, to be present and participate is the turning point, simple listening is not enough (it was not enough), however to enter this music it’s necessary to follow the flow, the breath, because it’s vital and has its own pulsing that comes directly from the interaction between these three guys, their tools that they become the very soul of a creative process, and we must admit it, 56 minutes that is seemed like a breath. Teufelskeller (no longer a trio but a real group), at this point we are waiting for a sequel, a real album, not in the sense of more accessible (which cannot care less) but more “accomplished”, reasoned (we know how much this does not mean anything), colorful (insanely colorful), we can’t always take you to Moscow to see the live. From Roots! it’s all and as always good listening (here) and good viewing below.

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