Roots! n.464 giugno 2022 Pink Floyd – Animals

Pink Floyd - Animals

Pink Floyd – Animals

(1977, Harvest/EMI)        

by Simone Rossetti

In tempi desolatamente asettici incubatoio per nuovi mostri ed orrori quotidiani questo Animals acquista una potenza evocativa che ha pochi eguali (e pensare che all’epoca molti, soprattutto i critici, lo snobbarono). Un album (un concept album che riprenderà le tematiche del romanzo La Fattoria Degli Animali di George Orwell, 1945, ma riadattandole ad un Inghilterra in profonda crisi e trasformazione sociale) dalle atmosfere amarissime, malinconico, quasi una resa ma anche consapevolmente lucido e “rabbioso” nei testi a raccontarci di una società profondamente segnata da diseguaglianze, arrivismo (i cani in Dogs), ingordigia dei potenti (rappresentati dai maiali in Pigs), una massa (le pecore, Sheep) silenziosa e sottomessa (alla fine si ribelleranno ma dimostreranno di non essere migliori dei loro oppressori); album doloroso ed in parte straniante ma di una bellezza tale capace ancora oggi di porci di fronte ad una riflessione, questo Animals siamo noi e poteva solo andare peggio. Non daremo per scontate le singole tracce ma in questo caso preferiamo parlare di un insieme; musicalmente un prog rock elegante, ricco di intuizioni e sfumature “black” (funky, soul, disco) che a tratti sembrerà poter spiccare il volo verso vette lontane da tutta questa miseria ma sarà solo per brevi ed illusori attimi, non ci sarà (non c’è) alcuna salvezza se non forse nelle parole finali della breve ballata acustica Pigs On The Wing (suddivisa in due parti, la prima posta in apertura e la seconda in chiusura) “You know that, i care what happens to you, and i know that you care for me too, so i don’t feel alone… A shelter from pigs on the wing”, non sarà molto ma è reale. Cosa resta, nulla, la centrale elettrica londinese raffigurata nell’iconica artwork (la Battersea Power Station) è altro (ricchi premi e cotillon), i Pink Floyd (ne abbiamo parlato riguardo a More e The Final Cut) sono altro (qui saranno ancora e per un’ultima volta Roger Waters al basso e voce, David Gilmour alla chitarra e voce, Richard Wright alle tastiere e Nick Mason alla batteria), l’Inghilterra e questo mondo sono altro, le priorità (quelle di un nulla) sono altre, a non cambiare, a mostrarci ancora oggi tutte le nostre nefandezze, miserie, solitudini, resta questo Animals e lo fa con una classe immensa, cristallina e dolorosa consapevolezza….ma forse è tardi, forse ci siamo già persi, assuefatti, annullati; solo due anni dopo arriverà The Wall, non a caso, un lavoro non così diverso da questo come potrebbe apparentemente sembrare ma sarà già un’altra storia. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).     

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