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Roots! n.151 aprile 2021

Pavor Nocturnus-Bosch

Autore: Pavor Nocturnus

Titolo: Bosch

Tracks: 1. Estrazione Della Pietra Della Follia – 2. Paradiso Terrestre – 3. Ascesa all’Empireo – 4. Caduta Dei Dannati – 5. Inferno – 6. Il Giardino Dell’Eden – 7. Il Giardino Delle Delizie – 8. Inferno Musicale 

Anno: 2021

Genere: Drone music, Noise, Elettronica sperimentale, Minimal, Abstract music  

Città: Milano

Componenti: Pavor Nocturnus (musica), Alessandro Pellegrino (sax in La Caduta Dei Dannati), Alessandro Di Liquantia (fisarmonica in Inferno Musicale), Matteo “H3ml0ck” Spadaro (video)

Etichetta: Toten Schwan Records, Dio Drone

Formato: CD + DVD, digitale

Sito web: https://www.facebook.com/PavorNocturnusMusic

Pavor Nocturnus-Bosch

by Simone Rossetti

Il Bosh a cui fa riferimento il titolo dell’album non è ovviamente quello delle famose candele per veicoli a due e quattro ruote ma al pittore “surrealista” olandese Hieronymus Bosch; un concept album nato dalla mente di Eugenio Mazza (in arte Pavor Nocturnus) ma non solo, principalmente un progetto audio/video realizzato in collaborazione con Matteo Spadaro (alias H3ml0ck) incentrato alle opere di Bosh. Diciamolo subito, musica non facile, almeno quanto non lo sono i dipinti ai quali si ispira e che daranno il titolo ad ogni singola traccia; album concettualmente “pretestuoso”? Forse, ma che merita un ascolto ed un personale confrontarsi. Un progetto che all’inizio ci ha lasciato un pò perplessi, cimentarsi con un opera ”visiva” come lo è la pittura non è cosa di poco conto, rielaborare e trascrivere in musica le emozioni che questa ci trasmette è una questione molto intima e personale ed a scanso di equivoci questo sarà il nostro punto di riferimento. Non siamo critici d’arte, riguardo ad Hieronymus Bosch e le sue opere nel Web troverete un pò di tutto, di più ed il suo contrario, la verità è che bisognerebbe essere lui per avere la consapevolezza di quel che rappresenta la sua pittura e noi non lo siamo; folle, contorto, “mente malata”, geniale, ridondante, pomposo, inquietante, ma qui ci fermiamo, non vogliamo andare oltre il nostro modesto ed inutile sapere, resta comunque una questione di gusti personali, vale per la musica come per la pittura. Emozioni “visive” che ci vengono trasmesse tramite musica elettronica o per meglio dire drone music, atmosfere ambient cupe e desolate con rari accenni ritmici ed uno scorrere quasi “religioso”, distaccato, freddo; dimenticatevi la classica forma-canzone e quello che ci propinano quotidianamente nei soliti insulsi programmi radio-televisivi, qui andiamo oltre e seppur con tutti i suoi “limiti” è un bel sentire. Album pubblicato in questo nefasto 2021 per la piccola ma coraggiosa etichetta indipendente Toten Schwan Records (e Dio Drone), tempi bui (ma a quanto sembra non abbastanza per la umana stupidità), malgrado tutto c’è ancora chi si muove parallelamente (o semplicemente cambiando percorso) a questa massificazione di pensiero generalizzata. 8 tracce musicali inscindibili quindi da una connotazione “visiva” che non si limitano però ad una funzione di semplice accompagnamento ma conservano un respiro proprio, ed è da questo che noi partiamo; una considerazione, Eugenio Mazza si avvicina alle opere di Bosh utilizzando uno stile musicale probabilmente a lui più consono, poteva essere tranquillamente jazz o rock od un qualsiasi altro “genere” (parola che comunque non usiamo volentieri), viene casomai il dubbio se il risultato sarebbe stato lo stesso, fatto sta che riesce a trasmettere bene quella sensazione di un desolante vivere, di quelle miserie umane che ineluttabilmente ci accompagnano nel nostro trascorrere, cosa che Bosh ben rappresentava nei sui dipinti. I titoli delle tracce non sono ovviamente casuali ed il loro scorrere (che non è ovviamente quello della classica forma-canzone) è molto omogeneo, le atmosfere sono notturne e si accompagnano ad un lento divenire quasi privo di ritmica, si passa così dall’incedere cupo di Estrazione Della Pietra Della Follia con un tappeto leggermente noise e qualche breve accenno ritmato (più un battito che una sezione ritmica vera e propria) alla più eterea Paradiso Terrestre dallo scorrere estremamente lento e con una apertura armonica di desolante bellezza; in Ascesa All’Empireo si viene inghiottiti in atmosfere ancora più plumbee mentre in lontananza sembra di sentire uno di quei canti religiosi provenire da chissà quale abbazia persa in un tempo ormai remoto e buio (passato, presente o prossimo futuro?), mentre Caduta Dei Dannati ha un bel crescendo ritmico e l’accompagnamento del sax di Alessandro Pellegrino (peccato che resti un pò sullo sfondo). Vorremmo evitare però di farvi la classica lista della spesa, l’input giusto ve lo abbiamo dato, scoprire il resto (il piacere della scoperta e nel sorprendervi) è una scelta solo vostra, Bosh è un lavoro veramente interessante e ben curato, sia preso singolarmente (musica) che come progetto audio-visivo e non è una differenza da poco, per capire meglio vi lasciamo questo video (estrapolato dal DVD, in rete ne troverete altri), la traccia è Inferno Musicale (parte dell’opera di Bosch Il Trittico Delle Delizie) al quale da il suo contributo la fisarmonica di Alessandro Di Liquantia, ovviamente la musica in questo contesto assume tutta un’altra valenza espressiva ed un impatto “diverso”, comunque l’interazione con la parte “visiva” di Matteo Spadaro è veramente ottima (a tratti di straziante bellezza).

Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto/visione (qui).

 

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