Roots! n.333 dicembre 2021 Paolo Di Cioccio Adriano Lanzi

Paolo Di Cioccio Adriano Lanzi - Taming The Dragon

Paolo Di Cioccio Adriano Lanzi – Taming The Dragon

by Simone Rossetti

Un lavoro non semplice questo Taming The Dragon a firma Paolo Di Cioccio ed Adriano Lanzi, non semplice per questi tempi di emozioni e sensazioni “liquide” di facile asporto; album che sé pienamente riuscito o meno non spetta a noi dirlo, sicuramente un lavoro interessante ed a tratti anche bello ma stiamo parlando di un genere (prog-ambient) che richiede un suo tempo ed il giusto approccio. Non pensate al solito prog anni ’70, la strumentazione di queste composizioni è interamente analogico-digitale ed al loro lento scorrere è lasciato il resto; più che di composizioni in senso stretto (o come siamo abituati a “recepirle”) sono una serie di flussi armonici che seguono un loro corso naturale quasi indipendente dalla mano umana e di non facile descrizione. Album pubblicato per la Aventino Music in questi ultimi rintocchi di un 2021 che sembrano più un “suonare a morto” che altro eppure si va (il dove non lo sappiamo); di Adriano Lanzi ne avevamo già parlato qui a proposito del suo lavoro “in solitaria” The Calling, questo Taming The Dragon è invece un lavoro scritto a quattro mani e con un sentire “diverso”; alcune tracce ci sembrano più “riuscite” (le virgolette non sono a caso e non è solo per una questione di gusti personali) di altre ed è laddove si instaura un dialogo/confronto con l’ascoltatore, dove al flusso-armonico subentra una seppur fragile melodia ma che basta ed avanza, discorso che andrebbe ampliato ed approfondito ma non ora, diciamo che le coordinate musicali sono quelle di un krautrock (o musica cosmica, termine che non amiamo) in stile Kraftwerk, Faust e Tangerin Dream ma prive di una qualsiasi sezione ritmica se non quella di un proprio sentire. Belle le due tracce poste in chiusura, The Sweetest Path e All Or Noththing, a nostro modestissimo sentire più di scuola prog con uno scorrere malinconico ed etereo ma ben definito; non male anche Emotional Checkmate dall’incedere leggermente più sostenuto o la stessa traccia che darà il titolo all’album. Noi ci fermiamo qui, non parleremo dei restanti brani, non perchè siano minori ma perchè si muovono su territori più “elettronici-ambient” che forse, colpa nostra, non comprendiamo del tutto, il “sound” c’è ma sembrano mancare di qualcosa, un sax, un violino, un piano, un qualsiasi cosa ma appunto trattasi di scelte artistiche personali non discutibili. Taming The Dragon resta comunque un buon lavoro (considerazioni varie, compreso le nostre, lasciano il tempo che trovano), forse manca di quell’osare in più non fine a se stesso che “racconti” di un sé, di un mondo o anche di un nulla, il rischio è quello di perdersi senza mai davvero “entrarci”. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui). 

Tracklist

Behind The Clouds, The Glow, Above And Below, On The Art Of Breathing, Slow Moving River, Run, Taming Of The Dragon, Emotional Checkmate, Desire, Deep, All Or Nothing, The Sweetest Path          

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