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Roots! n.199 giugno 2021

Orkestra Ristretta / Tempo Reale-IN/OUT

Autore: Orkestra Ristretta / Tempo Reale

Titolo: In / Out

Tracks: 1. La vita sbanca – 2. Everyday – 3. Blame on me – 4. Sole – 5. Ring of fire – 6. La nave – 7. Grid – 8. Love love love – 9. Rapatuà – 10. Andrà tutto bene

Anno: 2021

Genere: Rock, rap, reggae, dub, soul

Città: questo fottuto mondo

Etichetta: M.P. & Records

Formato: CD

Sito web: Orkestra Ristretta

 

Componenti: Massimo Altomare (voce in La vita sbanca, La nave), direzione – Orkestra Ristretta: Jah Door, Daniel Chukwukha, Walid, Ugbes Chukwniyedu, Simona Rossi, Roberto Jahiqi, Simona Braidich, Charaf Ellouizi, Monica Carta, Mario De Bonnfilis, Said Ben Nejms, Alessandro Nastasi, Martino Bassman, Michel Torres, Giulia Ceccherini, Stanislao Civaro, Ayoub Bel Yamin, Clara Sasso, Riccardo Camprincoli, Zouhir El Makrini, Erik Azabache, Namza Mezni, Baraka Sfidem, Daniela Santambrogio – Tempo Reale: Andrea Gozzi (chitarra elettrica, chitarra acustica, percussioni), Lorenzo Lapiccirella (basso elettrico), Michele Lombardi (voce, chitarra acustica), Federico Pacini (sintetizzatori, chitarra elettrica), Stefano Rapicavoli (batteria), Francesco Giomi (sintetizzatori in Rapatuà) – Con la partecipazione di Coro CONfusion, diretto da Benedetta Manfriani: Keet Tshikalandand, Dorothy Osarenren, Marta Mancini, Carolina Marson, Beatrice Landi, Gisella Pelaia, Silvia Scaletti, Susanne Feldmann, Isabella Brilli.

Orkestra Ristretta / Tempo Reale-IN/OUT

by Simone Rossetti

Noi siamo Roots! e gli altri sono gli altri (la nostra presunzione finisce qui, non abbiamo detto di essere migliori e sappiamo bene di non esserlo), quindi, perchè no? Musica come riscatto personale, come redenzione, come ricerca di dialogo (perchè alle volte la solitudine può diventare un peso insopportabile); musica che si fa narrazione, ne sapevano qualcosa Johnny Cash, Woody Guthrie, Bob Dylan, Lou Reed, probabilmente anche Kurt Cobain e prima ancora i carcerati afroamericani agli inizi del secolo scorso con le loro “work-song spiritual”, e qualcosa ne sanno anche questi “ragazzi” dell’Orkestra Ristretta, progetto nato all’interno della Casa Circondariale di Sollicciano (Firenze); si, avete letto bene, Casa Circondariale, dove si scontano (si pagano) gli errori commessi, capita ed è una cosa che può capitare a tutti ma detto questo chiudiamo il discorso perchè fortunatamente (e grazie anche a questi ragazzi) c’è la musica ed il suo raccontarsi; precisazione, questa non vuol essere una recensione vera e propria ma nemmeno un volantino promozionale da supermercato, parleremo di musica, molto liberamente e serenamente, di pancia e d’istinto come sempre e senza la presunzione di avere la verità in tasca (per questo ci sono quelli bravi). Un lavoro scritto a quattro mani, da una parte (è proprio il caso di dirlo) l’Orkestra Ristretta dall’altra il laboratorio musicale fiorentino di Tempo Reale, a dirigere il tutto un “icona” del panorama musicale italiano (soprattutto per quelli della mia generazione, comunque ci sono sempre le virgolette), Massimo Altomare; citare tutti sarebbe cosa impossibile per cui vi rimandiamo ad inizio “testata” sperando di non aver dimenticato nessuno. IN / OUT, album pubblicato dalla M.P. & Records il 31 maggio di questo 2021, mese votato all’ottimismo e ad un ritorno a quella “normalità” che sembra l’unica via possibile (leggete questo come vi pare); dentro/fuori, non ci vuole molta immaginazione ad intuire il senso di questo titolo (un pò come chiedersi del perchè le uova che fa la gallina siano tonde e non quadrate) ma c’è di più, è una musica che racconta di uno spazio fisico chiuso ma anche di come non si possa rinchiudere l’anima, i sentimenti, le emozioni ed è così che la musica si fa necessaria, quella “porta” per uscire a testa alta, da uomini, persone. Ed è un bell’album (cioè di buona musica), multicolore, multi-sonorità, esperienze, un mondo che, a prescindere, comunque ci appartiene; si sente l’influenza del classico “sound-italiano” (che diciamolo, qui non apprezziamo molto) ma per fortuna è minoritario, il resto (ed il meglio) ha origini nei quattro angoli di questo mondo, un respiro universale; un bel pezzo è Everyday, testo in inglese (non solo), malinconico, dalle splendide aperture armoniche, in parte “cantato” ed in parte “rappato” in lingue che profumano di storie ma soprattutto di vero (e non del solito plastificato che ci propinano quotidianamente), un gran bel sentire; ed è notevole anche Blame On Me, una mid-tempo con un refrain che potrebbe (e dovrebbe) fare il giro del mondo, rock? rap? soul? Lasciate perdere le varie etichette di genere e gustatevi questa musica in tutta la sua “leggerezza” (si, leggerezza e non c’è niente di male quando è musica fatta bene), c’è Sole che passa dal più classico cantautorato rock-italiano ad un rap-blues denso di groove e dal crescendo affascinante, Ring Of Fire, inutile dirlo, è una cover del brano di Johnny Cash, uno che le “prigioni” le conosceva bene, qui in una versione più corale e “natalizia”, l’originale è ovviamente un’altra cosa ma anche questa non sfigura, uno “spiritual” forse un pò troppo “spinto” a livello di arrangiamento ma che ha una buona presa, e si passa ai suoni dub-reggae di Love Love Love, quel cullare dolce e sensuale del quale il mondo ne avrebbe più che mai bisogno, per concludere (perchè prima o poi bisogna pur concludere) vi lasciamo al funky-jazz rock di scuola anni 70 di Grid, un pezzo peso e duro che non sarebbe dispiaciuto al grande Miles Davis; l’input giusto ve lo abbiamo dato, il resto sarà come al solito una scelta solo vostra; aggiungiamo solo una cosa, c’è una vita “fuori” che può sembrare facile ma che in realtà non lo è e lo sappiamo benissimo, ma c’è anche una vita “dentro/dietro” che ha lo stesso ed identico valore di quella al di fuori (non è un discorso buonista e del quale non ce ne può fregare di meno), la musica fortunatamente va oltre, ha un potere “salvifico” indipendentemente dalla parte nella quale ci si trovi (chi suona, chi ascolta, chi vive la musica in generale lo sa) ed ascoltare questi detenuti (perchè al momento lo sono) e la loro musica è un pò come ascoltare la “nostra” (musica), questione di prospettive si dirà, vero ma ci siamo capiti. Una precisazione, questo IN / OUT al momento potrete trovarlo solo in formato fisico, CD, a questo indirizzo , se e appena sarà possibile un link al preascolto provvederemo ad aggiornare la pagina (prendetela così, un pò come ai vecchi tempi quando internet non esisteva e ci si affidava unicamente alle riviste di settore o al passaparola fra amici). E da Roots! è tutto, buona lettura.  

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