Roots! n.465 giugno 2022 Oltraggio – Distruggere Per Costruire

Oltraggio - Distruggere Per Costruire

Oltraggio – Distruggere Per Costruire

(1999, autoprodotto)

by Luca Agozzino

Non ne so più degli altri degli Oltraggio e di questo loro demo punk hardcore del 1999, per cui con onesta’ e con dispiaciuta ripetitività sono costretto a scrivere quello che ho letto fin’ora in quei pochi articoli che ho trovato in cui ci si accinge a parlare di queste 5 tracce registrate a Roma ormai nel secolo scorso; ovvero che a quest’incisione non è preceduto né seguito nulla, e bisogna farsela bastare. Riguardo la line-up neanche a dirlo. Non sono al corrente dell’ordine delle canzoni ma mi piace immaginare che inizi con Maledetto Giubileo, visto che si apre con un suono di campane che mi ricorda un’altra apertura di prima traccia, succedeva 29 anni prima ed in quell’occasione a “scampanare” erano i Black Sabbath. Tornando agli Oltraggio, questo pezzo è pieno di buoni propositi in vista dell’imminente Giubileo del 2000 “Maledetto Giubileo, ve lo vogliamo rovinare, Maledetto Giubileo, giù nelle strade a bestemmiare” sarebbe stato sicuramente un più che degno inizio di “carriera”. Cos’Altro Ci Aspetta e Terrore E Violenza potrebbero essere piazzate una dietro l’altra in quanto sembrano andare perfettamente a braccetto; la prima snocciola varie storture sociali “Fame, povertà, guerre civili…”, la seconda ne propone la soluzione, ben esposta nel titolo. Te Ce Vo ‘Na Guera, che si apre con raffiche di mitra, si rivolge, a suon di hc ad ignavi e reazionari coscienti “Ideali, manco uno, o uno si, ma da cancella’”. Ed è il turno della title track, un pezzo che va dritto nell’élite del punk e di un immaginario che si esprime nella tensione al cambiamento radicale. Qui c’è tutto; si parte con un melodico intro di chitarra che con l’ingresso del basso e specialmente della batteria si tramuta lentamente in presagio di qualcosa. Questo qualcosa si palesa prepotentemente, musicalmente e semanticamente sotto forma di un punk hardcore che si scaglia a 1000 all’ora contro Chiesa e Stato, tra frasi originali, “Bandiera nera contro quella dell’Italia” ad esempio e la rivisitazione di Bruceremo Le Chiese vecchio canto anticlericale “Con le budella dell’ultimo papa impiccheremo l’ultimo re. Si ritorna nuovamente su sonorità quiete mentre la voce prefigura la società liberata “Niente più guardie per le strade, niente più preti a dir cazzate, niente più ricchi e poveri, niente più guerre e distruzioni, niente più sbarre e tribunali, niente più seggi elettorali, niente più sangue sul cemento, solo un triste ricordo lo sfruttamento. Tutto ciò prelude ad una nuova ondata di hc da pogo spaccaossa che consegna questa traccia e questo demo alla storia ma speriamo mai ad un oblio. Da Roots! (ci abbiamo messo del nostro per impedire questa oscurantista possibilità) per ora è tutto e come sempre buon ascolto (seguite i link alle singole tracce).

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