Crea sito

Roots! n.111 marzo 2021

Ojama-Caffeine Rooms

Autore: Ojama

Titolo: Caffeine Rooms

Anno: 2019

Genere: Alternative-rock, Math-rock, Funky, Hardcore   

Città: Provincia toscana

Componenti: Cristiano Manfredi (voce, chitarra), Giacomo Baldi (batteria), Nicola Lazzini (basso)

Etichetta: Rocketman Records

Formato: CD, digitale

Sito web: https://www.facebook.com/oJamaband/

Ojama-Caffeine Rooms

by Simone Rossetti

Avevo appena iniziato l’ascolto di questo Caffeine Rooms (non ero arrivato nemmeno alla metà della prima traccia) quando alle mie spalle sento una presenza “aggiunta”, mi volto distogliendo l’attenzione dall’ascolto e c’è il “solito tizio” che muovendo la testa a ritmo mi dice “hey amico, forti questi….ma chi sono?”, al che gli rispondo un pò seccato “gli Ojama, Caffeine Rooms”. Fine della storia ma il “tizio” aveva perfettamente ragione. Prendete questa recensione solo come un primo input e niente di più, scoprire il resto sarà solo, come sempre, una vostra scelta (ed una possibilità in più che vi darete); tempi bui, buissimi, lo sappiamo bene, il “cibo per l’anima” non è forse la priorità ma vi assicuriamo che serve anche questo, non c’è bisogno che ve lo diciamo noi, guardatevi solo (e soli) intorno, basta ed avanza. Album di debutto per questi ragazzi che arrivano da una non meglio identificata piccola provincia della Toscana e pubblicato nel 2019 per l’ottima etichetta indipendente italiana Rocketman Records; un’attitudine (solo attitudine) Hardcore e Alternative rock dai profumi di ottantiana memoria, un math-rock venato di Funky e psichedelia suonato con precisione chirurgica dagli ottimi Giacomo Baldi alla batteria e Nicola Lazzini al basso, poi c’è la voce (oltre la chitarra) di Cristiano Manfredi capace di raschiare nelle molteplici sfumature dell’anima fino a farla pulsare, ballare, sanguinare, un gran bel sentire come non ci capitava da tempo. Ma per capire meglio di quale pasta siano fatti questi Ojama lasciatevi trasportare dai ritmi funky e dissonanti di Teach Me How To Play Chess, forse la prova migliore a livello vocale di Cristiano, una voce profonda, dura, disperata, vitale, mentre compositivamente è tutto un rincorrersi fra cambi di tempo, accelerazioni improvvise ed un groove della sezione ritmica che non lascia scampo; c’è la più delicata Old Key Studios dalle atmosfere acustiche che a tratti possono ricordare i primi Echo And The Bunnymen ma è solo una sensazione a pelle poi un refrain talmente arioso e doloroso da togliere il fiato. Più in stile Paisley Underground (scena californiana dei primi anni 80 che faceva capo a gruppi come i Green On Red, i Dream Syndicate, i Rain Parade) è The Dirty Bottom, una ballata elettroacustica mid-tempo intrisa di psichedelia e sonorità garage anni 80; se poi non vi basta c’è anche l’irresistibile jingle-funky della spensierata I’ll Be Gone, un pezzo musicalmente “scarno” ma trascinante fino al midollo, impossibile resitergli, così come alla splendida e più dura I’m In The Walls, armonicamente e melodicamente perfetta con un’altra bella interpretazione vocale di Cristiano. Cosa ci piace di questi Ojama è la loro spontaneità e libertà compositiva mai scontata o banale, forse un pò “sbilenca” ma che riesce a volare al di sopra della mediocrità di questi tempi, è pancia, budella, semplice intuizione, mai però sopra le righe, quasi un non voler andare oltre le proprie possibilità; ascoltatevi (e poi vi lasciamo) la traccia iniziale Man’s Feeler, un treno in corsa sempre sul punto di deragliare eppure nel suo scorrere dissonante e sincopato riesce comunque a mantenere una rotta ben precisa, un pezzo onnivero di funky, di garage, di hardcore, di vita. Arrivati a questo punto vi starete chiedendo che cosa sia questo Caffeine Rooms degli Ojama, è Musica, di quella con la m maiuscola, se sia un’album imprescindibile non lo sappiamo (la storia è piena di album “imprescindibili” che sono diventati tali solo molto dopo) ma basterebbe quell’inutile “cibo per l’anima” a fare la differenza; noi ci fermiamo qui, scoprire il resto (o riscoprirlo secondo la vostra sensibilità) spetterà solo a voi (qui o qui); siete sulle frequenze di Roots! dove tutto è (per ora) ancora possibile. Buon ascolto. 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!