Roots! n.370 gennaio 2022 Nubdug Ensemble – Volume 2: Blame

Nubdug Ensemble - Volume 2: Blame

Nubdug Ensemble – Volume 2: Blame

by Simone Rossetti

Album capolavoro? No, ed aggiungiamo anche fortunatamente, è giusto che abbia ancora il tempo per crescere e definirsi, di osare fino a bruciarsi, perchè questo richiede quella strana cosa chiamata Arte”. Così si concludeva il nostro articolo riguardo al loro precedente Volume One: The Machines Of Zeno del 2020 (ne parliamo qui) ma questo è un prima; oggi ci è stato recapitato il suo seguito (direttamente da Oakland, California) ed è stato un pò come tornare adolescenti quando sotto tempesta ormonale ci chiedevamo come sarebbe stato il “nuovo” album degli Iron Maiden (per la precisione il secondo, dopo non ce ne fu più bisogno) o dei Ramones (uno qualsiasi, sempre), le stesse domande “Ne sarà all’altezza? Sarà meglio? E se poi è peggio? Cazzo no!”, la “sensazione”, probabilmente stupida quanto inutile, di stare vivendo un momento “unico”, personale ed “a parte” (estraneo ad un mondo del cazzo ed a tutte le sue e nostre miserie). Bene, fine dell’attesa, i Nubdug Ensamble con questo Volume 2: Blame (Guerrilla Recording / Pest Color Music) hanno realizzato un seguito che potremmo definire album “dell’anno” se non fosse che delle varie statistiche non ce ne può fregare di meno e che siamo solo a gennaio (un altro anno-cesso, non musicalmente parlando); jazz? Rock? Prog? Post-qualcosa ma già altro? Non lo sappiamo ma di qualsiasi cosa si tratti è tanta roba, materia scura e luminosa, incandescente e fredda, tenera e spettrale, viva e plasmabile; dal jazz di scuola modale e free di Blaze alla no-wave degli X di Exene Cervenka e John Doe (l’iniziale Blues), il surrealismo funky di Frank Zappa in Block, la blaxploitation anni ’70 di Bleep ed ancora le raffinatezze ambient jazz di Blood; le eleganti armonie in stile Manhattan Transfer di Bluff  per concludere con le atmosfere “voodoo” delle prime marching bands di New Orleans del secolo scorso in Bloom; una Musica che ci sazia ma della quale non se ne avrebbe mai abbastanza. Steve Adams al sax soprano, tenore, baritono e flauto, Jason Berry alle tastiere e programming, Myles Boisen alla chitarra elettrica e lap steel, Amanda Chaudhary alle tastiere e synth, Chris Grady alla tromba, la bravissima Jill Rogers alla voce, Brett Warren al basso e G Calvin Weston alla batteria e percussioni, un’alchimia unica ed un fluire “immenso”; questi sono i Nubdug Ensemble e noi siamo Roots! (tradotto, non dobbiamo vendere, compiacere o pubblicizzare, semplicemente parliamo di musica) il resto è quella possibilità, in più od in meno, che spetterà solo a voi scegliere. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).

Nubdug Ensemble – Volume 2: Blame

by Simone Rossetti

translated by Queen Lady

Masterpiece album? No, and we also add fortunately, it is right that he still has the time to grow and define yourself, to dare to burn yourself, because this requires that strange thing called Art “. So ended our article about their previous Volume One: The Machines Of Zeno of 2020 (we talk about it here) but this is a first; today it was delivered to us on his entourage (straight from Oakland, California) and it was kind of like being a teenager back when under hormone storm we wondered what the “new” Iron Maiden album would be like (to be precise the second, after there was no more need) or the Ramones (any one, always), the same questions “Will he be up to it? Will be better? What if it’s worse? Fuck no!”, The “Feeling”, probably as stupid as it is useless, of experiencing a “unique” moment, personal and “apart” (foreign to a fucking world and all its and our miseries). Good, end of the wait, the Nubdug Ensemble with this Volume 2: Blame (Guerrilla Recording / Pest Color Music) have created a sequel that we could call album “of the year” were it not that that of the various statistics we can not care less and that we are only in January (another shit-year, not musically speaking); jazz? Rock? Prog? Post-something but something else? Not it we know but whatever it’s a lot of stuff, dark and bright, incandescent and matter cold, tender and ghostly, alive and malleable; from Blaze’s modal and free school jazz to no-wave of X by Exene Cervenka and John Doe (the initial Blues), the funky surrealism of Frank Zappa in Block, Bleep’s 70s blaxploitation and Blood‘s ambient jazz refinements, the elegant Manhattan Transfer style harmonies by Bluff to conclude with the “voodoo” atmospheres of the first ones last century New Orleans marching bands in Bloom; a Music that satisfies us but of which you can’t get enough of it. Steve Adams on soprano, tenor, baritone and flute sax, Jason Berry on keyboards and programming, Myles Boisen on electric guitar and lap steel, Amanda Chaudhary on keyboards and synths, Chris Grady on trumpet, the talented Jill Rogers on vocals, Brett Warren on bass and G Calvin Weston on drums and percussion, a unique alchemy and flow “immense”; these are the Nubdug Ensemble and we are Roots! (translated, we must not sell, please or advertise, let’s just talk about music) the rest is that possibility, plus or less, that it will be up to you to choose. From Roots! it’s all and as always good listening (here).

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