Roots! n.346 dicembre 2021 Not Moving

Not Moving - Live In The Eighties (2021 reissue)

Not Moving – Live In The Eighties

(2021 reissue) / Go Down Records

by Tommaso Salvini

Io non sono la persona più adatta per recensire questo disco e, non lo sono, poiché non apprezzo i Not Moving: io sono proprio un fanatico dei Not Moving. Un vago ricordo di me stesso mi coglie quindi, mentre sono all’ascolto di questo disco, e mi riporta all’istante in cui, nella mia vita, fece ingresso per la prima volta il nome Not Moving… vago il ricordo di me stesso, viva e ben incisa la memoria di quell’articolo: 1995, su di un mensile punk chiamato Dynamo, breve la sua durata nel tempo come punk insegna: istantanee in bianco nero di live all’ultimo sangue, un senso come di nichilismo, di No Future, rappresentato con dovizia per raccontare una storia incredibile; lessi tutto d’un fiato e decisi di cercare questi incredibili Not Moving. Avevo solo 16 anni, pochi soldi in tasca e, per di più, scarsa conoscenza di negozi di dischi: Da Wide Records, a Pisa, dei Not Moving neanche l’ombra, qui a Pontedera meno che mai. Nel 1997 rinvengo una copia di Sinnermen (prima prova di lunga durata del quintetto pisano-piacentino) in un negozio che poi, in seguito, sarebbe diventato un punto fermo nella mia carriera di ascoltatore: Rock Bottom. Il prezzo tuttavia, per uno studente diciottenne, era un po’ troppo alto: “e se poi non mi piacciono?” internet non c’era ancora, per lo meno non per me, e scaricare MP3 o avvalersi di un portale come YouTube era sempre un’operazione da libro di Philip K. Dick; desistetti sconfitto e riposai il disco nello scaffale da dove lo avevo estratto. 2003, Fornacette (Pisa), un live degli Spina nel Fianco, solido riferimento Punk della zona, al New Breed, locale di breve durata nel tempo come Punk insegna: il chitarrista del gruppo, conosciuto un paio di anni prima, ha da poco stampato con la sua etichetta, Area Pirata, il Mini LP inedito dei Not Moving Land Of Nothing; inedito, certo, ma comunque reperto d’epoca: registrato nel 1984 ma rimasto nascosto per quasi vent’anni nei cassetti dei rimpianti e dei rimorsi: alcuni pezzi (Land of Nothing, In The Batland e It’s A Wwonderful Night To Die) vennero poi ripresi nel debutto in LP Sinnermen del 1986…Dato il prezzo piuttosto basso, che mi permise di abbinarci uno splendido The Record dei Fear, mi ci buttai senza ritegno, diedi al chitarrista degli Spina nel Fianco quanto dovuto e, la mattina dopo mi misi all’ascolto: la magia in odore di esoterismo stradaiolo emanata da quei solchi, in una perfetta commistione tra dark wave, garage punk, Beat del Demonio, Psychobilly, Punk Rock e Surf da dannazione eterna, si impossessò di me rendendomi, appunto, un fanatico del gruppo. Avevo atteso molto prima di poter avere un’idea di cosa fossero veramente i Not Moving (circa 8 anni) ma ero stato ripagato oltre ogni più felice previsione di rimborso. Decisi quindi che i prezzi degli originali in vinile dei Not Moving non erano un motivo valido per rinunciare alla loro magia e, pian piano, mi son fatto la loro intera discografia (anche quella che vede il chitarrista Domenico Petrosino e la organista Mariella Rocchetta come unici titolari originali del progetto). Ora ascolto questo disco, un live con la formazione, se non originale (Petrosino e il bassista Dany Dallagiovanna non erano ancora nel gruppo ai suoi albori), senz’altro storica: uscito nel 2005, in formato CD e DVD, su Go Down Records e dalla stessa ristampata quest’anno. Un disco live che, più che una semplice celebrazione di un gruppo enorme, è il vero sugello alla fase più creativa, importante ed ispirata di una delle realtà più concrete degli anni ’80 italiani. L’atmosfera urgente di live agitati, la voglia di esprimersi in musica, tra atmosfere malsane e ritmi ossessivi, qui si accumulano nel loro picco massimo divenendo monolite, irremovibile ed inscalfibile macigno. La superiorità sonora dei Not Moving diventa innegabile tanto non risente della briglia di uno studio di registrazione e si scatena in tutta la sua natura ferina: forse il capolavoro, il disco più bello dei Not Moving? Non lo so e non credo di essere molto affidabile dato che, come premesso in apertura, sono un fanatico che li ha cercati per 8 lunghi anni e che per i loro dischi originali ha speso fior di quattrini e che, alla notizia di una loro semi réunion come Not Moving LTD, si è sentito come benedetto e maledetto nello stesso istante, premiato, per un’ennesima attesa, con un’esperienza, vederli dal vivo, che questioni legate a dati anagrafici mi avevano negato…No, non sono decisamente la persona più adatta per recensire questo disco ma qui, dentro a questo gatefold, trovate 13 (di cui 2, No Friend Of Mine e Kissin’ Cousins, rimaste inedite su disco) buone ragioni per capire che il mio fanatismo si fonda su ragioni concrete, e, in più, anche un codice di download per scaricare su PC il bellissimo documentario sui Not Moving, per far godere anche i vostri occhi di questo gioiello senza paragoni. Un po’ vi invidio: ascoltare per la prima volta i Not Moving corrisponde un po’ a una nuova genesi. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).

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