Roots! n.39 agosto Neu! – Neu’75

Neu! - Neu!'75

NEU! – NEU!’75

(1975, Brain Records)

by Simone Rossetti

NEU!’75 è questa musica, qualcosa di perso nel tempo e nello spazio, tra la polvere di qualche scaffale, indifferente al naturale trascorrere ed alle nostre umane miserie, lo abbiamo perchè fisicamente esiste ma il comprenderlo è tutta un’altra cosa; pubblicato nel 1975 per la Brain Records (label discografica dedita principalmente a promuovere gruppi krautrock e sperimentali) fu anche il loro terzo ed ultimo album; qui finisce la storia dei NEU!, in realtà solo una parentesi temporale, una storia mai iniziata ma che avrebbe trovato compimento solo qualche anno più tardi, e qui sta la loro intuizione, la loro “grandezza”. Nascono come duo (Klaus Dinger e Michael Rother entrambi alle tastiere, chitarra, percussioni e voce) nel 1971 a Dusseldorf (Germania Ovest), entrambi provenienti dai Kraftwerk (pionieri del genere elettronico sperimentale in ambiente rock e non solo), dimenticatevi per un attimo tutte le varie etichette di genere, siamo nel 1975, il punk, la no-wave, il post-punk erano ancora ben al di là dal divenire ma i NEU! riuscirono a definire quello che ancora non esisteva. Musica “ostica”, spigolosa ma che sa farsi anche rarefatta, delicata; il primo ascolto è senza dubbio “spiazzante” ma non temete è solo una prima sensazione poi tutto vi si svelerà molto chiaramente nello scorrere dell’ascolto. Si parte con Isi introdotta da poche malinconiche note di piano, una melodia stentorea quanto affascinante, a seguire Seeland dalle sonorità più scure ed inquetanti mentre un temporale con la sua pioggia battente lascerà che la  melodia lentamente svanisca in un nulla. La successiva Leb’Wohl riprenderà proprio da qui, dall’acqua come elemento naturale e necessario, c’è il suono del mare, le sue onde quasi a lambirci i piedi, un leggero ticchettio di orologio, le note di un piano che sanno di addii, di mancanze, resterà un mare, in tutta la sua semplicità, pezzo immenso. Lato B ma un altro sentire, a Klaus Dinger e Michael Rother si aggiungeranno Thomas Dinger e Hans Lampe entrambi alla batteria, il risultato rispetto a quanto ascoltato precedentemente sarà un pò diverso, un bel cambio di marcia; si parte con Hero, devastante, non chiedetevi cosa sia perchè nel 1975 non esistevano coordinate per definire questa musica, post punk, hardcore, “altro”, 6 minuti e 15 secondi di raggelante bellezza e si prosegue con E-Musik dall’incedere solenne, no, non state ascoltando i Joy Division, qui siete proprio davanti alla materia grezza, ad una semplice intuizione, qualcosa di ancora plasmabile, non etichettabile, forse di non ancora comprensibile; resta un ultimo brano, si tratta di After Eight, nell’intro sembrerà di ascoltare i futuri Sex Pistols ma il brano è più complesso, mutevole tra accenni punk, riverberi post-punk, semplici accordi rock’n’roll, distorsioni a manetta, rumori industrial, dissonanze, un grande pezzo, forse troppo anche per noi. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).

   

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