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Roots! n.156 aprile 2021

Nemuri No Hana-ep03

Autore: Nemuri No Hana

Titolo: ep03

Tracks: 01 sen(x+2π) = sen x ∀ proiezione – 02 f(x) ∈ -1(y) angolatura – 03 Δ in sala – 04 postgressione 3Kinemata.∃!

Anno: 2021

Genere: Elettronica, Ambient, Jazz, Free-form

Provenienza: Liguria

Componenti: A.G. (synths, campionatori, piano), M.F. (synths, campionatori, chitarre), S.V. (sassofono)

Etichetta: Musica Orizzontale

Formato: Digitale                           

Sito web: https://www.facebook.com/musicaorizzontale/

Nemuri No Hana-ep03

by Simone Rossetti

Se solo quel sax osasse di più, no, non possiamo chiederglielo, è proprio così che deve suonare, distaccato, freddo, in punta di piedi; fermi un attimo, ci siamo già spinti oltre lasciandoci affascinare da un suono che invece richiede tempo, il suo tempo, lì dove ci siamo persi; un passo indietro, stiamo parlando dei Nemuri No Hana, un trio ligure che…. bla bla bla, no, siete su Roots! dove qualche volta ci permettiano (finché ci è concesso) di prenderci alcune libertà, si, quella parola strana che solitamente comporta più rischi che altro ma preferiamo comunque farci guidare dalla pancia e dall’istinto piuttosto che seguire una recensione asettica, bella e sicuramente giusta ma che chiunque potrebbe fare (se si vuole andare sul sicuro). Ci entusiasmiamo per nulla? Si, come si possono entusiasmare i bambini per un ombra sul muro o per un palloncino che vola via e non ce ne vergognamo, non qui. Nemuri No Hana, in giapponese qualcosa che ha a che vedere col dormire, forse dormiente, forse un nulla ma non chiedeteci altro visto la nostra palese ignoranza; un album, questo ep03, uscito proprio in questo iniziale ed altrettanto infausto (e non promettente nulla di buono) 2021 per una piccola etichetta discografica (ma non solo) indipendente veramente ottima, la Musica Orizzontale (no non è pubblicità, cosa della quale qui su Roots! ce ne freghiamo altamente). Ebbene si, recensione di parte (musicalmente parlando, non certo per interesse personale) ma la cosa non deve stupirvi più di tanto, nel bene e nel male ce ne assumiamo la responsabilità ed ognuno di voi troverà in questa musica una sua dimensione; “musica elettronica sperimentale” ma non, come spesso accade, fine a se stessa, i Nemuri No Hana riescono ad andare oltre, a creare un connubio che si fa linguaggio, interazione, sperimentazione ed infine gioco (necessario); un lavoro che spazia fra sonorità puramente elettroniche ed altre più acustiche (quando un sax, quando una chitarra) e saranno proprio queste ultime a guidarci “sommessamente” in un percorso dove il rischio, per il “genere”, è spesso quello di smarrirsi; il risultato? un gran bel sentire, avvolgente, intimo, personale. E si parte con la bellissima traccia di apertura, sen(x+2π) = sen x proiezione, dalle atmosfere elettro-ambient che non forzano mai la mano, un incedere lento e “stagnante” dal quale sembrano come emergere in superficie le splendide note malinconiche del sax di S.V., note jazz ma lontane, distanti, perse in un universo fatto di droni e drum machine che si muovono all’unisono in un ciclo continuo, eppure è un respiro nel quale ci riconosciamo e forse temiamo; a seguire la più desolante f(x) ∈ -1(y) angolatura che si muove sulle stesse atmosfere della precedente se non che il sax ci arriva ancora da più lontano, lo si “sente” ma resta quasi una “voce dietro” alle trame armoniche di sinths e campionatori, anche qui tanto di cappello ma sarà la successiva Δ in sala a definire un tutto, dallo scorrere morbido e sognante lasciato alle note della chitarra di M.F., un deserto che ci troviamo ad attraversare incuranti della meta, quasi un un ambient-blues in stile Paris, Texas (film di Wim Wenders, musica di Ry Cooder), no, non è blues ma ne ha tutta l’anima (e spessore); ci si avvia così alla conclusione con l’ultimo brano, postgressione 3Kinemata.∃!, più destrutturato nella forma e lasciato all’intuito, uno scorrere fluido che segue un pulsare ritmico leggermente accelerato, suoni elettronici e sax che si fanno una voce sola, inscindibile, poi gli ultimi minuti finali lasciati, come è giusto che sia, “al gioco” e che ovviamente non vi sveleremo. Questo è quanto, qui non consigliamo (non siamo un volantino delle offerte) né “promuoviamo”, è solo una possibilità in più che vi darete per uscire da una banalità e da un’assuefazione al nulla oramai fattasi “normalità” e che altrimenti non sapreste di avere; un progetto che meriterebbe un seguito, quell’osare “oltre”, spesso doloroso e poco gratificante del quale si ciba l’Arte e l’anima, cosa non facile e dai labili confini (e zone più oscure) ma la strada è quella giusta. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).     

 

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