Roots! n.462 giugno 2022 Muschio – Acufene3 

Muschio - Acufene3

Muschio – Acufene3 

(2022, Taxi Records / Tutto Il Nostro Sangue / I Dischi Del Minollo)

by Simone Rossetti

Dedicated to the memory of Davide Galli, a friend and great musician” (i Muschio)

Non sappiamo ma non ha alcuna importanza, ci sembrava giusto partire da qui.

Altro (Fuori Fa Freddo)

Ti svegli affamato di mondo, un’ombra che ha fame di luce, soltanto un minuto, fuori fa freddo, fuori fa freddo…il cuore che pulsa gli sbagli, è questa la tua direzione, soltanto un minuto, fuori fa freddo, fuori fa freddo… lo sguardo non teme la nebbia, sicuro del tuo manifesto, soltanto un minuto, fuori fa freddo, fuori fa freddo…è questa la tua direzione, il filo che lega i tuoi passi, soltanto un minuto, fuori fa freddo, fuori fa freddo” (FFF)

E così come è toccato a noi dovrete aspettare la quarta traccia (FFF) nonchè l’unica per potervi liberare di un peso solo intuito ma latente e poter finalmente esclamare (mestamente, molto mestamente) “ecco, ecco”. No, non vi anticiperemo nulla perché questo Acufene3 dei Muschio (da Verbania, Fabio Poggiana alle chitarre, Alberto Corsi alle chitarre e noise, Rino Sorrentino alla batteria e scream) merita di essere ascoltato nel suo insieme e lo merita a prescindere da una “mancanza”, mancanza che peserà e non poco (lo diciamo a titolo personale e discutibilissimo). Acufene3 è un bel sentire, mai scontato, ottimamente suonato, ricco di variazioni armoniche ed intuizioni, uno stoner-alternative rock dalle tinte molto scure, cupo e che esploderà in tutta la sua drammaticità proprio in FFF, quella quarta traccia, bellissima, da brividi; già, perché le restanti sette saranno interamente strumentali (una scelta e tanto di cappello), peccato però, “peccato” perché brani come Dave Cocks, Agata (dall’incedere post-punk), Tramontana Scura, Ohmega o l’iniziale Sicario brilleranno di luce propria ma con un’assenza percettibile, di pancia (almeno la nostra, la vostra non lo sappiamo). Resta (per modo di dire) quella FFF, un abisso doloroso quanto immenso, “troppo” per potersi lucidamente confrontare con un resto ma è un “resto” che ha tutto il nostro rispetto, i Muschio hanno tutto il nostro rispetto. Siete su Roots! e come sempre buon ascolto (qui o qui).       

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