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Roots! n.94 febbraio 2021

Muff Brotherhood-Somewhere Along The Shore

Autore: Muff Brotherhood

Titolo: Somewhere Along The Shore

Anno: 2019

Genere: West-Coast, rock 70, folk, R&B

Città: n.d.

 

 

 

Componenti: Claudio Maffei (voce, chitarre), Marco Belleudi/Maurizio Metalli (piano, Hammond), Fabio Fraschini/Elio Buselli/Luca Pisanu/Arcangelo Spina (basso), Valter Detond (batteria), Danilo Cartia (banjo), John H. Schiessler (dobro), Stefano Ciotola (chitarra), Francesca De Fazi (voce, chitarra), Simone Scifoni (tastiere), Gregory Demos (coautore testi).  Fabiola Torresi (basso), Sandro Chessa (batteria) e Luciano Gargiulo (tastiere) in No Rocket Scientist Needed (Acoustic Version)

Etichetta: Redwood Recordings

Formato: CD, digitale

Sito web: https://www.facebook.com/MuffTheBrotherhood/

Muff Brotherhood-Somewhere Along The Shore 

by Simone Rossetti

Arriva da un altro pianeta Claudio Maffei e lo fa quasi in punta di piedi, senza alzare la voce, senza inutili forzature, senza gridarlo ai quattro venti, una cosa alquanto inusuale per questi tempi dove c’è chi venderebbe l’anziana ma sempre vigile nonna pur di apparire su qualche social od insulso programma televisivo; c’è da chiedersi il perchè, una volta resosi conto di quale fottutissimo mondo sia questo, non abbia subito “alzato i tacchi” per fare ritorno al sicuramente più accogliente e civile pianeta natio; bella domanda ma un motivo c’è, ed è da ricercarsi in questi suoni ormai appartenenti ad un passato lontanissimo e destinati ad un oblio certo. Attenzione, non pretendete da questo Somewhere Along The Shore più di quello che nella sua semplicità può darvi (regalarvi) ma vi possiamo assicurare che non è poco; per la verità abbiamo iniziato ad ascoltarlo con una certa diffidenza e senza troppa attenzione, sbagliatissimo, è un album che chiede un suo tempo ma che alla fine vi si svelerà per quello che è, un piccolissimo gioiellino capace di trasmettere gioia, passione, amore, senza essere mai banale o scontato, anzi, di un livello compositivo veramente alto. Forse qualcuno dovrebbe dire a Claudio Maffei che il mondo è andato “avanti” e con lui anche la musica, che le aspettative sono cambiate, che gli spazi si sono ristretti, che ci siamo volutamente ingabbiati ad un pensare piccolo piccolo, no, meglio non dirgli nulla perchè è un bene che questa musica ci sia. I Muff Brotherhood sono un progetto che si avvale di molte collaborazioni ma che nasce principalmente dalla penna e dalla mente di Claudio Maffei (insieme a Gregory Demos), album pubblicato nel 2019 (quando ancora il mondo era “normale”) per l’ottima label indipendente italiana Redwood Recordings-Funky Juice; sonorità che spaziano fra un rock acustico di settantiana memoria tipico della west-coast californiana ed un cantautorato di scuola inglese più aperto ad atmosfere soul, jazzate e “moderne”; un bel risultato, certo, con tutti i suoi limiti temporali e derivativi ma da parte nostra tanto di cappello perchè si tratta di rara magia. Siete su Roots! dove parliamo del bene ma anche del “male”, cioè di musica e lo facciamo molto serenamente senza dover compiacere nessuno e senza pretendere di avere la verità in tasca; la voce di Claudio per quanto bene si presti al genere qualche piccola lacuna ce l’ha, immaginiamo dovuta all’uso dell’inglese, non di pronuncia ma a tratti (solo in alcuni passaggi) potrebbe sembrare un pò forzata ed è forse l’unico “limite” di questo lavoro ma sia ben chiaro, un limite che non disturba affatto, i brani (suonati con grande classe) sono tutti eccellenti ed il loro scorrere piacevole e naturale è una cosa che potrebbe sorprendervi così come ha sorpreso noi; e si parte subito alla grande con la dolce No Rocket Scinteist Needed (Acoustic Version) che sa di sole, di tramonti, di deserto, di spazi immensi, melodicamente ed armonicamente perfetta, un suono West-Coast anni 70 che rimanda ai grandissimi Eagles, Jackson Brown, James Taylor ma anche a Jeff Buckley e soprattutto a Van Morrison (cosa che all’inizio non avevo ben centrato ma fra i due ci sono moltissime affinità) così come l’altrettanto affascinante My Future, un pezzo che vi si appiccicherà alla pelle con un intensità tale che oggi può mettere quasi a disagio, ed è un fottuto bene, godete di questa musica e basta, non sarà molto ma forse un giorno vi salverà il culo. Non finisce certo qui ed a questo punto ci chiediamo se davvero Claudio Maffei non arrivi da un altro mondo, prendete ad esempio Can A Man dai profumi psichedelici che sanno di San Francisco, Big Sur, della summer Of Love e con un Hammond capace di affettare l’anima in due, un sentire che non capita tutti i giorni ed è davvero tanta roba. Quello che Claudio Maffei non sa ancora è che anche noi di Roots! siamo atterrati fin qui da un altro pianeta e proprio per questo lo capiamo perfettamente, così come capiamo quelle note di banjo che impreziosiscono la splendida As My Heart Turns To Stone, una ballata roots di grande fascino, o le armonie di ampio respiro che si ascoltano in Today And Tonight dalle atmosfere leggermente jazzate e ricche di soul o ancora la blueseggiante I Wanna con a fare da contrappunto la bella voce di Francesca De Fazi (che avrà modo di mettersi in evidenza nell’altrettanto splendida traccia di chiusura Fight For The Flame); detto questo sapete anche che non è da noi fare la classica lista della spesa né tanto meno dare consigli, parliamo di musica e questa è grande musica, il resto è una scelta solo vostra; Claudio Maffei e la sua musica sopravviveranno anche alle nostre umani miserie e se un giorno dovesse decidere di fare ritorno “a casa” siamo certi che ci mancherà; no, tranquilli, noi di Roots! resteremo ostinatamente qui, malgrado tutto, a proporvi quello che non pensereste mai di ascoltare. Dai tramonti sull’oceano della California è tutto e come sempre buon ascolto (Qui o Qui). 

 

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