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Roots! n.145 aprile 2021

Mario Berlinguer-Particles

Autore: Mario Berlinguer

Titolo: Particles

Tracks: 1. Radio Signals 2. Living Stones 3. Subatomic Stress 4. Noises And Sounds 5. Fragments In The Air 6. Traveling On Waves 7. Microbes 8. Cold Frequencies 9. Science Not Fiction 10. Rhythmical Particles 11. Sequences 12. Slow Molecules 13. Swaying Atoms 14. The Voices Of Insects

Anno: 2021

Genere: Elettronica, Abstract-music, Ambient, Contemporary, Sinth-wave

Città: Roma                   

Componenti: Mario Berlinguer

Etichetta: Aventino Music

Formato: digitale

Sito web: https://www.facebook.com/MarioBerlinguerMusic/

Mario Berlinguer-Particles

by Simone Rossetti

Mario Berlinguer, classe 1961, romano e con alle spalle un curriculum di tutto rispetto che potrete approfondire direttamente sul suo sito; qui su Roots! dei soliti copia-incolla promozionali ne facciamo volentieri a meno e come si dice da queste parti “si bada a’i lesso” cioè alla musica, cosa ben diversa e non esente errori (un rischio che corriamo comunque volentieri); Particles, ultimo lavoro a suo nome e pubblicato in questo iniziale ed altrettanto infausto 2021 (virus ed umana stupidità) per la coraggiosa etichetta indipendente italiana Aventino Music; un progetto originariamente concepito come colonna sonora multimediale e poi diventato un album a se stante, 14 composizioni di musica elettronica-ambient dai toni gentili (ma su questo ci ritorneremo su) e morbidi, forse (impressione personale quindi discutibilissima) un pò troppo fine a se stessa ma è necessario tener presente che si tratta di musica nata con un fine “altro”. Detto questo passiamo a quello che ci interessa, cioè “a’i lesso”; un ascolto che richiede un suo scorrere ed un suo tempo, non perchè sia “difficile”, anzi, ma perchè nasce con un intento diverso da quello della classica forma-canzone, cosa che non vi deluderà purchè l’approccio sia quello giusto. Una musica capace di evocare paesaggi in continua mutazione, quella natura che in tutte le sue forme, anche quelle più microscopiche, ineluttabilmente ci sovrasta. Musica-natura, un binomio che sicuramente meglio si adatta a quello di uomo-natura, un mondo che ancora ci sfugge e che nella nostra “ignoranza” diamo per scontato, una sintonia che sembra non appartenerci ma che in rari casi ci avvicina; musica che compositivamente può ricordare sia le atmosfere dei Boards Of Canada che certe sonorità sinth-pop anni 80, non strettamente sperimentale ma da uno scorrere armonico quasi ciclico ed intimo; fra i brani più ambient c’è il bel crescendo sereno ed armonioso di Swaying Atoms dove le tastiere creano interessanti sviluppi armonico-melodici o Slow Molecules arricchita da belle parti “orchestrali” che gli danno un senso di svolgersi maestoso e vagamente epico; più malinconica è Living Stones sostenuta da un tappeto ritmico di scuola new-wave mentre dalle atmosfere industrial è il cupo incedere di Noises And Sounds, brano che non sarebbe dispiaciuto ai primi Depeche Mode così come Traveling On Waves o la stessa Cold Frequencies, ma ecco arrivare anche le due tracce che preferiamo, Subatomic Stress dove possiamo ascoltare la bellissima melodia delle note di un piano ripetersi all’unisono, sempre uguale a se stessa eppure sempre diversa e la più disturbante Microbes nel suo evolversi sospeso ed inquietante. Un’elettronica, appunto, dai tratti gentili e difficilmente etichettabile (ma ben venga come insegnamento), nel suo insieme forse più consona ad essere abbinata ad un formato video, quindi visivo ma non è detto, ha comunque il necessario spessore per riuscire a creare immagini autonomamente ed almeno a noi non è dispiaciuta, anzi, a tratti notevole, unico “limite”, forse (non abbiamo la presunzione di avere la verità in tasca), quella mancanza di un osare oltre, rendere questa ricerca sonora realmente sperimentale ed accollarsene il rischio ma queste sono scelte artistiche e personali non discutibili e va bene così, alla fine tutto torna; Particles e la sua elettronica “gentile” meritano sicuramente un seguito ma il come è difficilmente intuibile, quel poco che sappiamo è che Mario Berlinguer è un buon osservatore e lettore di questo presente e tanto basta; da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).

 

2 Risposte a “Roots! n.145 aprile 2021”

    1. E’ stato un piacere ad ogni modo le critiche, se con rispetto, sono sempre ben accette anche qui. Ciao, Redazione di Roots!

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