Roots! n.217 giugno 2021 Manuel Pistacchio

Manuel Pistacchio-Scordato Cuore

Autore: Manuel Pistacchio

Titolo: Scordato Cuore

Tracks: 1. Contaminazione – 2. Amicizia – 3. Oceano – 4. Giovane Arold – 5. Compleanno – 6. Primo Mattino – 7. Aria Fresca – 8. Vibra Ancora  

Anno: 2021

Genere: Indie-pop, indie-rock, cantautorato, vintage

Città: Romagna

Componenti: Diego Pasini (voce e chitarra), Lorenzo Camera (synth ed arrangiamenti), Francesco Giampaoli (basso e synth) e Arianna Pasini (chitarra, tastiere, seconde voci)

Etichetta: Brutture Moderne

Formato: Vinile, digitale

Sito web: Manuel Pistacchio

Manuel Pistacchio-Scordato Cuore

by Simone Rossetti

Manuel Pistacchio non esiste o forse si (in qualche sperduto angolo di questo fottuto mondo ci sarà pure qualcuno che risponda a questo nome), qui parliamo dei Manuel Pistacchio, formazione romagnola composta da Diego Pasini alla voce e chitarra, Lorenzo Camera ai synth ed arrangiamenti, Francesco Giampaoli al basso e synth e Arianna Pasini alla chitarra, tastiere e seconde voci. Scordato Cuore è il loro ultimo lavoro pubblicato in questo ancora incerto 2021 per l’ottima etichetta indipendente italiana Brutture Moderne e segue quel Di primo Mattino album d’esordio datato 2019. Un indie-pop-rock-cantautorale di tutto rispetto e diciamolo, con i suoi pregi e difetti come è giusto che sia ma onesto e sincero (almeno ci sembra); “difetti” (virgolette non a caso), uno solo e sempre lo stesso, l’essere proprio quell’indie-pop-rock-cantautorale piacevole ed interessante, perfetto specchio di questi tempi “scordati” dove c’è qualcosa (molto) che non va eppure dove sembra più “accomodante” galleggiare (sopravvivere) in questa sorta di “bolla” fatta di nulla; pregi, abbastanza da dire che questi ragazzi hanno tutte le carte in regola per elevarsi al di sopra di un genere ormai saturo di proposte più o meno “valide” e più o meno ripetitive, a partire dai testi, mai banali (e forse anche per questo poco appetibilmente “radiofonici”), album suonato ottimamente e realizzato con cura (ogni singolo brano, compositivamente, fa storia a sé), che poi possa piacere o meno è sempre una questione di gusti ed attitudini personali ma crediamo che si meriti almeno uno, o meglio, più ascolti. Oceano ha il groove giusto ed un bellissimo testo “per la prima volta sono io l’oceano” canta Diego Pasini, una voce interessante, quasi soffiata, sussurrata, è vero che si tratta pur sempre del solito cantautorato italiano (da classifica?) ma almeno ha un suo spessore (personalità); Aria Fresca ha quel sapore vintage prog-psichedelico che potrebbe essere quella possibile “intuizione” da perseguire, niente di nuovo ma belle armonizzazioni fra le linee pulsanti di basso e gli arpeggi di chitarra, quel senso di smarrimento contemporaneo nel quale potersi ri-trovare (precisiamo, non l’unico possibile); c’è Compleanno, brano di una naturalezza e delicatezza quasi spiazzante (e dove è facile riconoscersi) “oggi è il mio compleanno, in mezzo a tutta questa gente mi viene un pò da piangere”, semplice eppure un pezzo che riesce a colpire nel segno (ed un motivo c’è, la vita, quella reale, non è quella che ipocritamente ci raccontano e ci vogliono far credere, guardatevi intorno), mentre Amicizia è un altro buon brano dalle sonorità più “moderne” che ricorda molto lo stile dell’ultimo Lucio Battisti (che non amiamo e lo diciamo serenamente) ma si percepisce che è un brano sincero, sentito e tanto basta. Detto questo permetteteci due brevi considerazioni (visto che recensiamo ma soprattutto parliamo di musica), la prima, Arianna Pasini (ai cori) dimostra di essere brava e di avere una voce che sarebbe interessante ascoltare anche come “voce solista”; la seconda, i Manuel Pistacchio sono ancora in una sorta di limbo fra un “esplodere” a livello nazional-popolare ed una scelta più personale e di “nicchia” senza dubbio interessante ma altrettanto difficile; Scordato Cuore è forse quel passaggio necessario fra un prima ed un dopo, con tutti i suoi limiti ma riuscito, un buon album purché non si abbiano troppe “pretese artistiche” ma anche quella inaspettata e piacevole sorpresa a prescindere. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).   

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