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Roots! n.53 novembre 2020

Mad Dogs-We Are Ready To Testify

Autore: Mad Dogs

Titolo: We Are Ready To Testify

Anno: 2020

Genere: punk-rock, garage-rock

Città: San Severino Marche

 

Componenti: Marco Cipolletti (chitarra e voce), Luca Zenobi (chitarra), Simone Mosciatti (basso),   Giacomo Zepponi (batteria)

Etichetta: Go Down Records

Formato: digitale / vinile

Sito web: https://www.facebook.com/maddogsrnr/

Mad Dogs-We Are Ready To Testify

by Simone Rossetti

Lo confessiamo, abbiamo un debole per queste sonorità, c’è poco da fare, al cuore non si comanda, non è una questione di genere, di etichette o di stili, c’è chi ascolta jazz ma in cuor suo si esalta se sente un pezzo black metal e chi ascolta solo musica classica ma non resiste a pogare con un pezzo dei Ramones, la musica è anche questo, ed è inspiegabile; parlare dei Mad Dogs è un pò come fare ritorno a casa dopo un lungo viaggio, togliersi finalmente le scarpe e sdraiarsi sul letto, guardarsi intorno e scoprire che nulla è cambiato, come se il tempo si fosse fermato nel momento stesso in cui ce ne siamo andati, gli stessi colori, gli stessi profumi, gli stessi volti; no, non funziona così e lo sapete bene quanto noi, la realtà è il suo trascorrere, per fortuna la musica riesce a trascendere da tutto questo ed è il motivo per cui siamo qui a parlarvi dei Mad Dogs e di questo loro ultimo album, però detta così non ci piace, qui su Roots! non pubblicizziamo nessuno, recensiamo album è vero, ma soprattutto parliamo di musica, consigliamo un ascolto ma sempre al di la dei propri gusti personali, per il piacere di conoscere, di non fermarsi alle apparenze, di andare oltre. Italianissimi (termine orribile che usano quelli bravi ma che non ha senso quando si parla di musica), comunque si, sono di San Severino Marche ma quello che suonano potrebbe arrivare da un qualsiasi fottutissimo angolo di questo fottutissimo mondo, che poi a farla siano Marco Cipolletti alla chitarra e voce, Luca Zenobi alla chitarra, Simone Mosciatti al basso e Giacomo Zepponi alla batteria tanto di cappello, ma non basta, in un progetto bisogna anche crederci e lo hanno fatto quelli della Go Down Records con un ottimo lavoro sia in fase di produzione che post-produzione e badate che realizzare un buon prodotto non è così scontato (bella e rischiosa scelta quella di pubblicare questo We Are Ready To Testify su vinile); quindi niente iper-produzione super pompata ma un suono rispettoso delle proprie origini, che se ne frega, giustamente, di compiacere l’ascoltatore medio da supermercato ma guarda al sodo, a quello che deve, e come deve, essere. Un garage rock e punk rock che si rifà in parte ai suoni anni 60 ma soprattutto a quei primi anni 80 quando moltissime band americane e australiane ripresero quei suoni rileggendoli in un contesto più “moderno”, Radio Birdman (dei quali parliamo qui) fra tutti, ma anche Hodoo Gurus, i Dream Syndicate, gli Stooges, per certi versi i Ramones (qui); va anche detto che non è tutto oro quel che luccica ma le intenzioni, l’attitudine e l’approccio sono quelli giusti, impossibile resistere alla traccia iniziale Leave Your Mark On What You Do, uno sparatissimo riff di chitarra lancia il pezzo lungo infuocati binari punk rock dai quali non è possibile uscire, bella anche la successiva No Regrets dalle sonorità più garage e con un ottimo refrain condito da cori tipicamente anni 60 che resta piacevolmente in testa, un appunto, a volte sembrano voler strafare anziché lasciare che sia la naturalezza del brano a definirsi, cosa che ad esempio non accade nella bellissima ed intigrante Not Waiting sempre lanciatissima ma dai profumi psy-garage o nell’altrettanto valida Take The Time, non aspettatevi niente di particolarmente elaborato o sofisticato, i Mad Dogs tirano avanti per la loro strada pestando duro ma anche con buone intuizioni melodiche; si tira il fiato con la polverosa What Do You Say, un bel desert-rock dove le chitarre spalmano le loro tessiture armoniche tra distorsioni e fuzz, c’è l’incendiaria Hard Fight, un ottimo pezzo garage punk dal suono grezzo e sporco come si deve e con cori di Rollingstoniana memoria, buone intuizioni anche in Ben’s Legacy o nel beat di We Are Ready To Testify quest’ultima impreziosita dalle note di un organo e da un bel refrain anche se inutilmente appesantito, chiude l’album forse la traccia che preferiamo (ma è sempre una questione di gusti), Postcard From Nowhere con le chitarre zuppe di riverbero e il suo andamento da stazione di servizio persa lungo un’assolata Highway, notevole. Che altro aggiungere, i Mad Dogs ci sanno fare (non sono gli ultimi arrivati ed hanno comunque una “bella storia” alle spalle), i limiti, se così si possono chiamare, sono quelli che abbiamo visto, una tendenza a “strafare” più consona ad un approccio tipicamente “rock” che garage (ma si tratta ovviamente di una impressione personale e giustamente non condivisibile) e la voce di Cipolletti, ottima nel contesto ma con un inglese a volte un pò “forzato”, We Are Ready To Testify resta comunque un piccolo grande album, di quelli che probabilmente non faranno la storia ma ci regalano ben altro, il piacere di un ascolto (ad ogni ascolto) e la sensazione di essere finalmente a casa, e non è poco.

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