Roots! n.185 maggio 2021

LONGBLOND-Lento Is Dead

Autore: LONGBLOND

Titolo: Lento Is Dead

Tracks: 1. Dark Cities – 2. Understand Nada – 3. Rock’n’Roll Service – 4. Lento Is Dead – 5. Bad Fiestos – 6. Rio Fantasma

Anno: 2021

Genere: Hardcore, Punk rock, Alternative rock, Electro beat

Città: Padova

Componenti: Max Doink (chitarra, seconda voce), R.D. (batteria, voce, elettronica), special guests Ceo Mass (cori), Dj Einstein (scratch)

Etichetta: Autoprodotto

Formato: Digitale, CD

Sito web: LONGBLOND 

LONGBLOND-Lento Is Dead

by Simone Rossetti

Lento Is Dead ci suggeriscono i LONGBLOND, cosa che non ci trova d’accordo ma da come va questo fottuto mondo sembra che abbiano ragione loro, quindi che Lento Is Dead sia; Ep di debutto, autoprodotto e pubblicato nel febbraio di questo 2021 (sul quale evitiamo un qualsiasi commento per non compromettere il buon esito, ed il piacere, di questa recensione); provengono da Padova Max Doink alla chitarra e seconda voce ed R.D. alla batteria, voce ed elettroniche varie, ad essere onesti non si sa bene cosa suonino ma qualsiasi cosa sia lo sanno fare bene, poi potrà piacere o meno (sempre di gusti personali si tratta) ma almeno è interessante, cioè, non è così scontato (ci arriveremo). Un “album” riuscito? Secondo il nostro modestissimo parere lo scopo lo hanno raggiunto ed è il motivo per il quale ne parliamo qui su Roots! (l’altro motivo, quello più importante, è che si tratta di musica fatta bene). Beastie Boys, per irruenza e sfrontatezza e di questo ne siamo sicuri, un pò meno musicalmente (chimica musicale), qui ci troverete un pò di tutto, dall’hardcore, al grunge, al punk-rock, a derive metal, pulsazioni beat, suoni analogici, digitali, campionamenti vari e scratch di vecchia scuola; se la formula (al-chimica) funzioni o meno non spetta a noi dirlo, però funziona, con i suoi limiti ma funziona. E partiamo proprio dalla traccia omonima (uscita come singolo nel 2020), riff e sezione ritmica devastanti, un incedere potente che sfocerà nel contagioso refrain, messa così sembra facile, in realtà non lo è, non siamo più negli anni 80 ed i LONGBLOND ce lo ricordano attraverso l’innesto di campionamenti vocali e scratch (a cura di Dj Einstein, tanto di cappello), e dove le mettiamo quelle note di piano? Il sapore è vintage eppure talmente moderno da lasciare disorientati (ed è sempre una buona cosa); Rock’n’roll Service è un’altra “deviazione sonica” spinta all’estremo, si pesta duro (siamo in territori punk-rock) ma c’è quella voce effettata (megafonata) a rendere il tutto più straniante, alieno, un bel pezzo che sa fare la differenza (e suonato ottimamente); c’è la quasi metal Understand Nada lacerata dalle distorsioni della chitarra di Max Doink (bravo) e da un bel crescendo fra beat tribali e “malsani” scratch vinilici. Abbiamo parlato anche di limiti, forse sono limiti “fisiologici” ma non ne siamo certi, prendete ad esempio Dark Cities, un bel pezzo, tirato, scuro, plumbeo come un cielo terso ed incombente ma alla fine la formula (sempre chimica) è la stessa, i “movimenti” rispetto ai brani precedenti non cambiano, riff-ritornello-ponte-cori-scratch, intendiamoci, non c’è niente di male in questo è che il discorso si fa un pò “statico” (o ripetitivo); la strumentale Bad Fiestos ad esempio ha delle ottime intuizioni ma che si risolvono in soli due minuti scarsi e troppo fini a se stessi. Qui recensiamo ma soprattutto parliamo di musica (molto serenamente e senza la pretesa di avere la verità in tasca), sono considerazioni che come al solito lasciano il tempo che trovano e nulla hanno a che vedere con le scelte personali ed artistiche di un gruppo o di un artista che comunque meritano il massimo rispetto, questo Lento Is Dead è un buon album di debutto, fin troppo “definito”, nel senso di “buona la prima”, un suono ed un’attitudine al quale non manca nulla per fare centro (anche in futuro), riguardo allo “spessore” di questa musica (che c’è ma non ancora in forma del tutto compiuta) avremo modo di riparlarne al suo naturale (e siamo curiosi) seguito, ovvero a quell’Lp che prima o poi, ne siamo certi, arriverà, nel mentre godetevi questo Ep, lasciatelo scorrere “naturalmente” senza troppe pretese o aspettative varie e non vi deluderà. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).

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