Roots! n.460 giugno 2022 Kleptocrazia – Kleptocrazia

Kleptocrazia - Kleptocrazia

Kleptocrazia – Kleptocrazia

(2021, autoprodotto)

by Luca Agozzino

Di rado si viene tanto velocemente abbagliati da un ritratto così lucido della nostra società come riescono a fare i Kleptocrazia (da Roma) nella prima strofa di Osservandoli Dal Dirupo, traccia d’apertura del loro omonimo EP d’esordio “Guarda cosa sono diventati, soltanto dei freddi ripetitori del loro mondo dissipato e del suo labile equilibrio. D’altronde, guardandoci intorno, cosa vediamo se non il meccanico ed inconsapevole ripetersi di comportamenti tossici per sé e per gli altri, se non il trasmettere, al vicino ed ai posteri, idee che equivalgono a stringere catene intorni ai propri arti. Ma a ben vedere, stretti tra i bisogni, tutti noi, ogni volta che andiamo a spegnere i nostri sorrisi in un posto di lavoro, immettiamo la nostra parte di olio negli ingranaggi del capitalismo e dell’alienazione. “Vivo distorto, non capisco se supporto o sopporto la catena di montaggio” (da Silenzio Morto) ci ricordano i Kleptocrazia. Non se ne esce con l’animo leggero (ed è giusto così) da questo disco, un metal/punk hardcore che, seppur presagendo con “Un sospiro di sollievo” (da Osservandoli Dal Dirupo) l’abbattersi di un “Nero oblio” (I Lumi Della Polvere) sulla presunta civiltà, ci spinge, finché siamo vivi a rimanere “Fuori da questo mondo” (Ladri Di Vita). Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error: Content is protected !!