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Roots! n.109 febbraio 2021

Kids With The Crown-Nothing Is Lost

Autore: Kids With The Crown

Titolo: Nothing Is Lost

Anno: 2020

Genere: psycho-beat, dreamwave, southern-folk, shoegaze

Città: Roma

Componenti: Riccardo Pasquarella (chitarra, basso, voce), Eugenio Galioto (sinth), Massimo Pellegrino (batteria)

Etichetta: Aventino Music

Formato: digitale

Sito web: https://www.facebook.com/KWTC-102898038307804/

Kids With The Crown-Nothing Is Lost

by Simone Rossetti

Ep di debutto questo Nothing Is Lost (Aventino Music, 2019) per I Kids With The Crown, band romana che si muove fra sognanti sonorità shoegaze ed un più scuro desert-rock elettro-acustico intriso di polvere e di vite a perdere; non male come intuizioni ed approccio ma non completamente messo a fuoco, non stiamo parlando del livello compositivo comunque buono e a tratti eccellente ma per come le diverse influenze di stile non trovino ancora una loro uniformità, un loro scorrere fluido e naturale, ed è un peccato perchè una traccia come White Pearls lascia spiazzati per la sua intima bellezza, un brano principalmente acustico, malinconico e sofferto dove agli arpeggi armonico melodici della chitarra di Pasquarella si aggiungono le note prima disperate di un sax ed a seguire quelle di un organo in pieno stile anni 60, una buona voce (sempre di Pasquarella) che pur non eccellendo si muove bene su queste tonalità scure e riflessive. Qualcosa non convince invece in Kids With The Crown, rock e tastiere si fondono insieme in uno stile shoegaze che può ricordare sia i Jesus And Mary Chain che i Primal Scream ma si muove confusamente in una terra di mezzo che non va oltre il carino e niente più; a scanso di equivoci, nessuno qui su Roots! pretende di avere la verità in tasca, parliamo di musica e di impressioni che giustamente possono lasciare il tempo che trovano, il nostro consiglio è sempre quello di basarvi su quello che vi dice il vostro orecchio (ed il vostro cuore). Un altro bel brano è invece Be As One, una desert-ballad mid tempo che si snoda dolcemente fra riverberi ed atmosfere psichedeliche anni 70 con un bel pathos che avvolge l’anima; sulle stesse coordinate si muove anche la malinconica On The Stand ma l’uso di sinth ed effettistica varia la portano fuori strada facendogli perdere quella leggerezza iniziale, Forget è un indie-rock con qualche buona intuizione ma musicalmente è come se gli strumenti restassero su piani separati, l’amalgama non funziona. E si chiude con Sam, una intensa ballad per piano ricca di pregevoli sfumature melodiche ma a questo punto ci domandiamo sulla necessità di effettare voce e suoni, lo sappiamo che sono scelte artistiche ed in quanto tali non discutibili ma a che pro? Avremmo preferito ascoltare ed apprezzare questo pezzo in tutta la sua naturalezza e semplicità (cosa sempre discutibile). Detto questo, qui su Roots! non diamo consigli a nessuno, la musica è qualcosa di più intimo e personale, quello che consigliamo al di là di un genere o di uno stile è sempre un’ascolto; Nothing Is Lost è solo un Ep e siamo sicuri che maturerà e porterà i suoi frutti, i KWTC sono un buon progetto con possibilità tutte ancora in divenire e da scoprire, quale strada percorreranno non lo sappiamo, per il momento gustatevelo per quel che è, un lavoro interessante, realizzato con passione e buone intuizioni (di questi tempi non è comunque poco). Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui o qui).  

 

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