Roots! n.160 aprile 2021 Joe Jackson – Body And Soul

Joe Jackson - Body And Soul

Joe Jackson – Body And Soul

by Simone Rossetti

Se sapessi cucinare con la stessa semplicità con cui Joe Jackson compone i suoi brani sarei un cuoco da dieci stelle, ma non è così, al massimo posso arrivare ad un uovo al tegamino leggermente bruciacchiato e sarebbe già una piccola vittoria personale. Il problema è che un uovo al tegamino non sarà mai musica, potrà riuscire anche bene ma non ne avrà mai il “respiro”; non propriamente jazz né pop e nemmeno rock ma un “tutto” che andrà a trascendere etichette, stili e tempi per farsi altro. Joe Jackson, inglese di nascita (1954) ma cosmopolita come attitudine musicale; cantante, compositore, polistrumentista, una lunga ed onorata carriera musicale iniziata in un lontano 1976 e con la pubblicazione nel 1979 del suo album di debutto Look Sharp!, nel 1982 il successo mondiale con il suo omaggio a New York nel bellissimo Night And Day mentre nel 1984 arriverà questo Body And Soul (A&M Records) che a dire la verità non riscosse un grande consenso eppure è un bell’album, precisiamo, è (nel bene e nel male) proprio un album “alla” Joe Jackson. Impossibile resistere alla travolgente You Can’t Get What You Want (Till you Know What You Want), ritmo jazzato, grande senso armonico e melodico, una sezione fiati di grande impatto con piccole parti lasciate alla libera improvvisazione dei singoli, si potrà obiettare che in fondo è pop (per quel che vorrà dire) e con questo? E’ un pezzo “arioso”, di quelli che (indipendentemente che piaccia o meno lo stile) sanno come far respirare l’anima. C’è la dolce Not Here, Not Now lasciata alle note malinconiche di un piano ed alla voce di Jackson, una voce più da classico “crooning” anni ’30 che da “pop-star”, c’è la più classica e leggera Happy Ending cantata in duetto con Elaine Caswell forse anche troppo “poppeggiante” ma lasciate perdere questo particolare e concentratevi sulla sua “ariosità” (un aspetto compositivo di Jackson che personalmente mi ha sempre affascinato), brano “semplice” ma non banale, mentre più rock e sbarazzina è la lanciatissima Go For It. Di grande classe è la traccia che apre l’album The Verdict introdotta da una sezione fiati tirata a lucido che lascerà poi spazio ad atmosfere più intime e meglio adatte alla voce di Jackson mentre se avete voglia di muovere le chiappe non c’è di meglio che abbandonarsi ai ritmi latin-jazz di Cha Cha Loco un pezzo pieno di effervescente swing; Loisaida e Heart Of Ice sono i due brani più “sperimentali”, forse meno orecchiabili ma non inferiori, il primo è una composizione dalle atmosfere notturne incentrata sulle note di un sax e del piano, il secondo ha una lunga introduzione lasciata ai piatti di Gary Burke che sembra muoversi su territori ambient non ben definiti ma una eterea melodia si farà pian piano strada. Lo stile è questo, la classe anche, un compositore eccellente, difficile in questo “ambito” riuscire a sfornare dei capolavori “totali” (neanche Night And Day lo era) ma Joe Jackson riesce sempre a catturarne un essenza o almeno a non farcene sentire la mancanza e non è da tutti. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (su vinile o qui o qui).

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