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Roots! n.73 gennaio 2021

Jahbulong-Eclectic Poison Tones

Autore: Jahbulong

Titolo:  Eclectic Poison Tones

Anno: 2020

Genere: doom

Città: Verona

Componenti: Nicolò Bonato (batteria), Martino Tomelini (basso) e Pierpaolo “Paul Vinegar” Modena (chitarra e voce)

Etichetta: Go Down Records

Formato: digitale, vinile

Sito web: https://www.facebook.com/JAHBULONG/

Jahbulong-Eclectic Poison Tones

by Simone Rossetti

Un grande suono ma penalizzato dai limiti del suo stesso “genere”, stiamo parlando di doom-metal, non solo, doom al 100%, un pò come la pura lana vergine, solo che questa sembra sia sparita non si sa dove mentre il doom ha ancora i suoi adepti e questi Jahbulong sono i devoti testamentari di questo Sacro Fuoco; se cercate variazioni compositive, raffinatezze tecniche, sobrietà o sperimentazioni varie è meglio che lasciate perdere; questo lo dicono quelli bravi ma visto che noi di Roots! siamo i peggiori vi consigliamo di ascoltarlo, lo sapete bene, qui non pubblicizziamo nessuno, parliamo di musica, può piacere o meno e non è un problema, ma consigliamo comunque un ascolto anche al di là dei propri gusti personali perchè “non è mai detto” ed è comunque cultura. Nicolò Bonato alla batteria, Martino Tomelini al basso e Pierpaolo “Paul Vinegar” Modena alla chitarra e voce, arrivano da Verona e questo Eclectic Poison Tones è il loro ultimo album pubblicato (e disponibile in vinile) per la Go Down Records; suono “superbo”, così come deve essere, nessuna concessione alla “piacevolezza”,  è doom e basta, riferimenti? I Pentagram ma soprattutto i Saint Vitus di Born To Late, poi certo, anche i Black Sabbath ma questo è un doom portato fino al suo estremo limite, difficile se non impossibile andare oltre. Prendete ad esempio la traccia di apertura Under The Influence Of The Fool, riff pachidermici e ostinatamente lenti, sezione ritmica “liturgica”, una voce che sembra provenire da abissi profondissimi, un suono scuro, opprimente, melmoso, nessuna concessione armonico-melodica, ed è questo il bello, il “sublime”, cercare altro vorrebbe dire snaturare questo suono (che non è solo un suono); si passa alla successiva The Tower Of The Broken Bones, i primi accordi sanno di uno sporco blues fin nel midollo ma lentamente il brano virerà su sonorità più cupe, malsane, riff pesi come montagne immobili (o in movimento), un pezzo di per se immenso, suonato come il dio del doom comanda e non c’è bisogno di aggiungere altro. The Eclips Of The Empress è la penultima traccia e si inizia a sentire che qualcosa viene a mancare, attenzione, è una mancanza dovuta al “genere” e non a questi ragazzi, il pezzo è veramente ottimo soprattutto nell’intermezzo affidato alla chitarra di Modena ma forse si poteva anche osare qualcosa di più, dico “si poteva” ma non è una cosa così scontata, e si conclude con l’ultima traccia, la strumentale The Eremite Tired Out, ed è qui che i nodi vengono, come si suol dire, al pettine; i brani sono tutti di una durata ben superiore alla media, indice di padronanza strumentale e di qualità (non sempre ma in questo caso si) ma sono anche brani sostanzialmente “immobili”, compositivamente statici, ma è così che devono essere ed è così che devono suonare; diciamo questo a scanso di equivoci così sapete cosa aspettarvi,  Eclectic Poison Tones è un eccellente album di puro doom, questo è il suo merito ed il suo limite, potrà stupirvi (lo speriamo) ma anche indisporvi oltre ogni limite, è un rischio da correre ma se ne parliamo qui su Roots! vuol dire che un motivo c’è, e come al solito concludiamo augurandovi un buon ascolto.

 

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