Roots! n.320 novembre 2021 io mento

io mento - hEPpy hOUR-X032021: Un Pretesto Per Parlare Di Sé

io mento – hEPpy hOUR-X032021: Un Pretesto Per Parlare Di Sé

by Simone Rossetti

Avete presente quando nell’impossibilità di venire a capo di un qualcosa è necessario fermarsi, fare ordine mentale e ri-partire da quelle poche ed uniche cose certe delle quali disponiamo? Bene, perchè se vogliamo parlare/vi di questo hEPpy hOUR-X032021: Un Pretesto Per Parlare Di Sé non abbiamo altra scelta. Cosa conosciamo; il titolo, un misto fra un codice fiscale di una qualsiasi tessera sanitaria ed una dichiarazione d’intenti ma anche una rivendicazione del proprio Io a non essere un nulla in mezzo al nulla, un “pretesto”, appunto, per parlare di sé; il “nome” dell’autore, io mento (scritto in minuscolo, quasi in punta di piedi per timore di disturbare od essere troppo invadente) già nei Nemuri No Hana, formazione ligure dedita a sonorità elettroniche-sperimentali e della quale abbiamo avuto modo di parlarne qui (come citato nei credits sonno, l’altrà metà dei Nemuri parteciperà a questo progetto occupandosi del master) e per finire solo qualche breve nota tecnica, album quasi “natalizio” prodotto per la label/collettivo/progetto artistico Musica Orizzontale (from west Liguria). Cos’altro sappiamo? Che ci sono queste 12 tracce interamente scritte, composte e suonate da io mento, nient’altro ed è pochissimo se pensate che ora dovremmo anche parlarvi di questo lavoro in termini “musicali”, si perchè la musica c’è, le intuinzioni, anche notevoli, non mancano, un osare quasi “disperato” o “di pancia” che sembra non porsi nemmeno il problema “ragionato o meno” di quale possa essere il risultato finale (sempre che risultato e fine abbiano una qualche importanza); ma se è interessante trovarsi di fronte a qualcosa che spiazza ed affascina allo stesso tempo è necessario anche comprenderlo, altrimenti, come “raccontarlo”? Ed ecco il vero problema, potremmo dirvi che è musica elettronica aggiungendoci uno “sperimentale” nella speranza con questo di salvarci il culo ma sarebbe troppo semplice ed alla fine non vorrebbe dire nulla, forse è meglio usare solo la parola musica, “Signore e signori questo è un album di musica”, sicuramente più banale ma anche più onesto (ma non finisce qui). Album che si apre con una traccia, All’Improvviso, che potrebbe sembrare un semplice esercizio di stile fine a se stesso ma non lo è, una interessante stratificazione fra beat hip hop e loop dalla metrica jazz, peccato solo che non si risolva ulteriormente ma resti in una sospensione che non ci “sfama” e così, molto velocemente, si passa alla successiva Flatus Vocis dalle atmosfere chill-out ma sotto un brutto trip, c’è Derisione un buon pezzo che ci ricorda il big beat dei Prodigy e dei Chemical Brothers mentre In Compiacimento le atmosfere sembrano rilassarsi, le armonie disegnate dalle note di chitarra danno un senso di compiutezza ed ariosità che non si ritroverà in altre altre tracce (poi intendiamoci, è pur sempre una questione di orecchie). Non Ti Ascoltare è un altro interessante electro beat che si ripete ciclicamente ma del quale non ne comprendiamo l’essenza, meglio A Noveau che scorre lungo sonorità ambient alla Boards Of Canada, la notevole Stanchezza anche questa strutturata su atmosfere ambient-IDM e la conclusiva sognate ed eterea Dispnea. Avrete notato che rispetto alla tracklist abbiamo saltato qualche traccia, non perchè non valesse la pena di parlarne ma crediamo sia più giusto trovare un senso in questo lavoro nella sua interezza piuttosto che guardando alla singola traccia; è vero abbiamo qualche “riserva” mista però ad un apprezzamento generale, non è cosa da poco esporsi su questo piano come fa io mento (in modo “coraggioso”, onesto e sicuramente anche ostico), quello che forse ci sembra mancare è il “trasmettere” all’interno dei singoli brani una linea melodica “personale” quindi unica che faccia da tramite con l’ascoltatore altrimenti il confronto ed il dialogo, sempre che interessino (non è scritto da nessuna parte che debba per forza essere così), rischiano di restare solo sullo sfondo ma in realtà questo “scambio” non avviene ed è un peccato, attenzione, sono comunque scelte artistiche strettamente personali quindi non discutibili così come ci sta che siamo noi a non aver capito e nel caso ce ne scusiamo; di una cosa però siamo certi, questa musica è più di Un semplice Pretesto Per Parlare Di Sé e promette buone cose, le più difficili, quel saper guardare, annusare, leggere, anticipare, un “fuori” che va oltre un “sé”, cosa non da poco. E da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui).

Tracklist

  1. All’improvviso
  2. Flatus vocis
  3. Derisione
  4. Compiacimento
  5. Il terreno venne a mancare sotto i piedi
  6. Con-fusione
  7. Non ti ascoltare
  8. A nouveau
  9. Indigestione
  10. Stanchezza
  11. Con-fine
  12. Dispnea

Credits: io mento: all instruments, voice, recording, mix & artwork, sonno: master

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