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Roots! n.144 aprile 2021

Il Body-Fast

Autore: Il Body

Titolo: Fast

Tracks: 1. Fast – 2. L’Uomo Valanga -3. Tre Metri Sopra Satana – 4. Cocaline – 5. C’è Un Bordo Nel Cielo – 6. Assalto Al Re – 7. Punk S.P.A. – 8. La Caduta – 9. La Fine – 10. Giulio Andreotti – 11. Pistolero 

Anno: 2020

 

Genere: Punk, Hardcore, Dub

Città: Milano

Componenti: Ste (voce), Fede (chitarra), Tommy (basso), Ramen (batteria)

Etichetta: Autoprodotto

Formato: digitale

Sito web: https://www.facebook.com/ilBodyDiCristo/

Il Body-Fast

by Simone Rossetti

i miei sogni sono case sulla riva del mare

i miei sogni sono sabbia sulla riva del mare

le nostre vite sono sabbia sulla riva del mare

e’ finita e’ finita e’ finita da un pezzo!” (da La Fine)

Perchè recensire un album anziché un altro, perchè non recensire un più accomodante e patinato album scala-classifiche ma preferirgli questo (non in senso dispregiativo); perchè è più facile che la vita, quella reale e non quella più o meno “fiction” che vogliono raccontarci, passi proprio da questo narrare, un narrare che potrebbe anche non “piacere” e ne siamo perfettamente consapevoli ma qui parliamo di musica cercando di andare oltre gusti personali, generi e stili; parliamo di musica e recensiamo, due cose ben diverse, la prima ci permette qualche “libertà” in più, la seconda no, richiede un certo distacco ed oggettività. Il Body, gruppo milanese formatosi sul finire del 2014 ed ostinatamente dediti ad un grezzo punk-core metal ma con il giusto approccio per portare questa musica oltre i suoi confini di genere e questo ci piace. Fast risale al 2020 e segue il loro primo album in studio dal titolo, che la dice lunga, Cristianesimo A Mano Armata, del 2018; prima, nel mezzo e dopo (dopo un pò meno a dire la verità) una lunga attività live nei vari centri sociali e case occupate di Milano e hinterland. Sappiamo cosa state pensando e sapete che qui su Roots! evitiamo di parlare di politica, religione e problematiche varie, in realtà (e lo avrete capito) Roots! non si legge ma va saputo leggere, fra le righe, fra le parole. Questi ragazzi pestano duro e lo sanno fare bene (non solo, c’è anche altro ma ci arriveremo), la voce di Ste non è certo quella di Rihanna per capirsi e sempre per capirsi non ce ne può fregare di meno, se parliamo della sua voce anziché di quella di Rihanna (o di una chiunque altra ultra-popstar) un motivo c’è; testi che hanno un loro spessore e trasmettono qualcosa che finalmente sa di “vita” (nel bene e nel male), forse tendono ad essere un pò ripetitivi (a livello di scrittura nel singolo brano) ma restano comunque un bel sentire, riguardo al suono non aspettatevi la definizione di un album dei Pink Floyd ma qui state ascoltando quattro ragazzi che suonano di pancia e con passione, accontentatevi perchè non è poco. Testi non politicizzati (almeno non nel senso classico) ma che sanno guardare lucidamente ad un presente fatto più di miserie (umane) e solitudini che di quella felicità fasulla ed insulsa che ci viene pubblicizzata quotidianamente, “sotto la nostra lingua muta” cantavano i Franti in un tempo ormai remoto eppure ancora oggi così attuale. Dall’incedere più tipicamente punk e metal delle due tracce iniziali, Fast e L’Uomo Valanga (ascoltatele con attenzione ma non prendetelo come un consiglio) si passa ad atmosfere più rock con la bella Tre Metri Sopra Satanaio e te 3 metri sopra Satana e sotto la fine di ogni cosa terrorizzato stringo la tua mano mentre con decisione dici “andiamo” abbraccia la Bestia e il suo inverno perenne e’ l’unico modo per riveder le stelle io e te 3 metri sopra Satana”, pezzo notevole e suonato alla grande da Fede alla chitarra, Tommy al basso e Ramen alla batteria; a seguire il punk-rock in stile Ramones di Cocaline, semplice ed efficace; fra le tracce che preferiamo c’è La Fine su sonorità punk-reggae con un crescendo davvero intenso, un misto di tristezza e desolazione (ma anche di rabbia e consapevolezza), Un Bordo Nel Cielo che vi si attorciglerà alle budella come catrame caldo e la più spensierata (solo musicalmente) La Cadutase la musica andava e il cielo era sereno se la musica andava cos’e’ quest’ombra nera”. Va bene, niente di imprescindibile, “i soliti comunisti del cazzo, ma che vadano a lavorare”, si, forse e con tutti i suoi limiti ma questa musica è respiro, aria pulita, necessaria, non quella più compiacente e falsa che ci fanno “respirare” nei soliti ipermercati della solitudine; non sta a noi dirvi cosa ascoltare e ce ne teniamo ben lontani, vi lasciamo solo e “soli” alle note malinconiche di questo mondo, Pistolero, e chiudiamo così, con un leggero ma sano senso di amarezza, qui dove è possibile ascoltare l’album e scaricarlo liberamente senza bisogno di carte, buoni sconto, premi, bollini o altro; e da Roots! è tutto, come sempre buon ascolto. “Il punk è per la gente normale”, tranquilli ragazzi, non lo abbiamo dimenticato. 

 

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