Roots! n.386 febbraio 2022 Hound Dog Taylor And The HouseRockers – Natural Boogie

Hound Dog Taylor And The HouseRockers – Natural Boogie

Hound Dog Taylor And The HouseRockers – Natural Boogie

by Simone Rossetti

Natchez, Mississippi, terra di blues, terra di leggende, di Ku Klux Klan, di alberi dagli strani frutti, di crocicchi dove vendere l’anima al diavolo in cambio di un’immortalità (quella sulla sei corde) e terra che ha dato i natali anche a Theodore Roosvelt “Hound Dog” Taylor che nel suo cammino di diavoli/demoni ne deve aver conosciuti e non pochi. Hound Dog, “segugio” (qui diremmo molto più banalmente “donnaiolo”) e con un un’altra passione, quella per l’alcool, combinazione a dir poco “letale”; una relazione con una donna “bianca” ovviamente “mal vista” dai fanatici del KKK lo porteranno a “scegliere” di trasferirsi a Chicago dove inizierà a farsi conoscere come abile ed esuberante chitarrista di…pausa; blues? Non proprio, per capirsi niente a che vedere con il blues acustico di Robert Johnson o di Muddy Waters ma un R&B spinto al massimo, grezzo fino al limite della distorsione e questo Natural Boogie registrato nel settembre del 1974 per la Alligator Records (ultimo lascito che seguirà il precedente album omonimo del 1971) è davvero tanta roba. Insieme al suo gruppo di sempre, gli HouseRockers (Brewer Pkillips seconda chitarra e Ted Harvey alla batteria), 11 tracce che “ vi sembrerà di essere lì”, più vicini al blues di quanto non lo siate mai stati. Si parte con la sferragliante Take A Five che metterà subito le carte in tavola, nessun trucco, nessun inganno, si viaggia su binari fatti di pancia e sudore, una lanciatissima strumentale Hawaiian Boogie (a firma Elmor James) dove lo “slide guitar” di Hound Dog sembrerà sul punto di prendere fuoco da un momento all’altro mentre See Me In The Evening è un maledetto blues dal grande suono (per chi piace questo tipo di suono e a noi piace); preparate l’estintore per You Can’t Sit Down, un R&B alla Chuck Berry con pochi eguali e si torna a respirare blues a pieni polmoni con Sitting At Home Alone pezzo più lento che metterà in risalto la timbrica vocale di Hound Dog; e sulle note di una splendida Roll Your Moneymaker ed il blues in stile John Lee Hooker di Sadie chiudiamo lasciando a voi il piacere di scoprire questo lavoro in tutta la sua interezza (e sfumature). Non si può dire che Hound Dog fosse “un virtuoso” nel senso classico ma sicuramente aveva un suo stile, di pancia, quasi “hardcore” ed è questo a renderlo vero, umano, attuale, non sarà annoverato fra le leggende del blues ma questo Natural Boogie è un gran bel sentire, necessario di questi tempi e a noi basta ed avanza. Da Roots! è tutto e come sempre buon ascolto (qui). 

Dedicato a Mark Lanegan (Ellensburg 25 novembre 1964 – Killarney 22 febbraio 2022)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error: Content is protected !!